Anno XI 
Sabato 25 Luglio 2026

Scritto da francesco pellati
Politica
15 Gennaio 2023

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Caro Direttore,

oggi 80 città del mondo sono mobilitate contro il regime iraniano e a favore della generazione Z, come si chiamano i ragazzi, ma soprattutto le ragazze iraniane che vanno in piazza a gridare, niente più che gridare, ”libertà”.

Alle quali il regime risponde con spari, bastonate, stupri, torture, impiccagioni.

Con molta fatica anche in Italia si fa strada una maggiore consapevolezza di quanto sta accadendo in Iran, dell’oscurantismo del sistema, della crudeltà gratuita degli Ayatollah, del sadismo dei loro complici laici, quei pasdaran che sono in tutto uguali alle SS naziste o ai cekisti sovietici: fanatici crudeli.

Per mesi i mezzi di informazione e il mainstream politico/culturale hanno trascurato gli avvenimenti iraniani con una sorta di timidezza che per esempio non si riscontra con quanto accade in Brasile, dove tuttavia non ci sono né impiccagioni, né morti né feriti, ma solo proteste e reazioni dentro a un quadro legale, magari con qualche forzatura nel futuro prossimo, ma comunque privo di esecuzioni per le strade o nei tribunali “speciali”.

I ragazzi iraniani hanno dovuto fare da soli per i quattro mesi che sono trascorsi dalla uccisione di Masha Amini, la prima ragazza sacrificata sull’altare dell’oscurantismo, perché portava in modo “scorretto” il simbolo dell’ortodossia islamica (il velo muliebre).

Ci hanno lasciato per la strada morti, feriti, prigionieri, torturati, stuprati, ma hanno tenuto duro ed ora riescono a coinvolgere un numero sempre maggiore di “grandi”, commercianti, insegnanti, operai, gente comune che sciopera, chiude le botteghe, scende in piazza.

La repressione a sua volta si indurisce: i detentori del potere assoluto, gli uomini col turbante che danno ordine di uccidere nel nome di Dio, e la corte corrotta e fanatica che si sono allevati a loro protezione, si sentono alle corde e reagiscono con tutta la crudeltà possibile per difendere il fortino di arretratezza, miseria e terrore che hanno costruito in 40 anni di potere non contrastato.

Il fortino comprende i droni che vendono alla alleata Russia, il programma per fabbricarsi la bomba atomica, il sostegno a formazioni terroristiche fra le quali spiccano gli Hezbollah che a loro volta hanno sfigurato il Libano, un Paese ricco di storia, di convivenze culturali millenarie, di benessere diffuso, prima che arrivasse il cancro degli Hezbollah, che hanno il principale obiettivo della eliminazione fisica dello Stato di Israele, israeliani compresi.

Per questo ti scrivo, per pregarti di porre la tua attenzione e il tuo giornaliero impegno a tenere i tuoi lettori informati: lo fanno poco e male i giornali stampati, fallo tu al loro posto.

Ma anche per pregarti di chiedere che il consiglio comunale di Lucca dedichi una seduta alla lotta dei ragazzi iraniani e manifesti il suo appoggio incondizionato alla loro richiesta di libertà: non credo che ci sia un solo consigliere che possa tirarsi indietro. Conoscendo Pardini e molti dei suoi assessori ritengo che si sentirebbero meglio con se stessi. Ma anche le opposizioni, Raspini in testa, dovrebbero sentirsi gratificate per concorrere a una causa che sono certo tutti giudicano giusta.

E per chiedere a tutti i partiti e movimenti una analoga condanna e una analoga dichiarazione di solidarietà.

Tutto fa nella evoluzione della libertà, e mi sembrerebbe virtuoso che Lucca diventasse la 81^ città del mondo a far sentire la sua voce in favore di quelli che senza troppa enfasi posiamo ormai chiamare i ragazzi e le ragazze martiri dell’Iran.

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