Anno XI 
Venerdì 24 Luglio 2026

Scritto da Giampiero Della Nina
Politica
03 Maggio 2022

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La sentenza n. 1842/2021 della dottoressa Lina Manuali (nella foto) delTribunale di Pisa, con la quale assolveva un cittadino accusato di avere violato un Dpcm per essere uscito di casa durante la pandemia, ha colto nel segno.

Assolto, perché quel cittadino non avrebbe compiuto alcun illecito, ma semmai a compierlo sarebbe stato chi aveva emanato il DPCM, senza averne il potere.

Questo perché ai sensi dell’articolo 78 della nostra Costituzione, le Camere, possono conferire al “Governo i poteri necessari”, per fronteggiare l’emergenza, ma soltanto per lo stato di guerra.

La situazione attuale causata dal Covid non è nemmeno giuridicamente assimilabile allo stato di guerra per cui non è possibile fare ricorso all'applicazione analogica dell'articolo 78. Ne deriva che tutte le disposizioni emanate dal governo sulla base di un presunto potere che in realtà non esiste, sono illegali, perché in contrasto con il dettato costituzionale e pertanto, nessun cittadino è tenuto a rispettarle.

In un Paese normale, la sentenza, sarebbe passata subito all’esame della Corte Costituzionale, per impedire a Draghi e Co. di reiterare i loro abusi legislativi, e invece, da noi, sono passati quasi sei mesi e neanche se ne parla.

O per lo meno: probabilmente se ne parla fin troppo nelle alte sfere giudiziarie, cercando una via per come uscirne. Soltanto dopo, si informeranno gli italiani.

Nel frattempo, un gruppetto di parlamentari, nel timore di cadere in futuro nello stesso errore, hanno predisposto un disegno di legge per inserire all’articolo78, oltre allo stato di guerra anche quello delle emergenze nazionali.

Sarebbe il governo a decretare l’emergenza, ed il Parlamento a ratificarlo entro 5 giorni, conferendo ogni potere al governo stesso.

L’iniziativa è partita da un gruppo di parlamentari della Lega e da uno di 5 Stelle che probabilmente, avranno pensato che la nostra Costituzione è stata scritta da gente un po’ sbadata o troppo approssimativa, per non prevedere altre emergenze nazionali oltre alla guerra. E così hanno pensato bene di metterci mano per rimediare a tanta omissione.

In realtà i nostri Padri Costituenti, volutamente non inserirono lo stato di emergenza, perché una dizione così generica si sarebbe prestata facilmente ad abusi, facendo passare per emergenza qualsiasi evento che si discostasse

dall’andamento abituale.

Lo stesso stato di guerra risulta disciplinato in modo da non poter dar adito a fraintese. Si poteva deliberare lo stato di guerra, e quindi ricorrere alla procedura prevista dall’articolo 78, addirittura, quando l’Italia subiva un’aggressione da parte di un altro Stato o da forze esterne e non per eventuali aggressioni da parte dell’Italia, vietate dall’Articolo 11 della Costituzione.

Se fosse davvero adottata questa modifica costituzionale, introdurremmo un elemento di particolare pericolosità del nostro sistema, che i nostri Padri Costituenti, hanno sapientemente evitato, affinché il potere legislativo fosse riservato al Parlamento e non ad un manipolo di uomini con chissà quali intenzioni ed ambizioni.

D’altra parte, in questi ultimi due anni, purtroppo, ne abbiamo fatto esperienza e dovremmo ben sapere cosa significhi essere privati dei più elementari diritti e delle libertà costituzionali.

Apriamo gli occhi e non lasciamoci, ancora una volta, dividere tra vaccinati e non vaccinati. Siamo tutti cittadini italiani e, insieme, dobbiamo difendere la nostra Costituzione ed il futuro dei nostri figli.

Giampiero Della Nina

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