Anno XI 
Domenica 18 Ottobre 2026

Scritto da Mariella Bonacci
Politica
15 Ottobre 2026

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Basta con sindacati e associazioni che fingono di rappresentare il popolo mentre difendono apparati, privilegi e poltrone. Sono parte dello stesso sistema dei partiti: parlano di lavoratori, famiglie e imprese, ma quando arriva il momento di opporsi davvero al potere si voltano dall'altra parte.


Basta con il teatrino della politica
Da destra a sinistra cambia la propaganda, ma non cambia la sostanza. Governo e opposizione recitano parti diverse davanti alle telecamere, poi si ritrovano insieme quando devono proteggere il proprio potere, impedire la nascita di vere alternative e obbedire ai vincoli imposti dalla finanza e dai mercati.
Ci parlano ogni giorno di Trump, Russia e Ucraina per distogliere l'attenzione dalla realtà: stipendi che non bastano, pensioni da fame, tasse insostenibili, carburanti diventati un lusso, bollette soffocanti e sanità pubblica allo stremo. Le famiglie sono costrette a scegliere se mangiare, curarsi o pagare le spese di casa. Questa non è dignità. È abbandono sociale.
Meloni aveva promesso di stare dalla parte del popolo e di difendere l'interesse nazionale. Oggi, invece, continua lungo la strada già tracciata dai governi precedenti: sudditanza verso i poteri economici, obbedienza alle direttive europee e incapacità di mettere al centro gli italiani.


Il popolo non ha più voce
I grandi giornali minimizzano le proteste di agricoltori, trasportatori, lavoratori e cittadini.
Sindacati e associazioni convocano manifestazioni di facciata, pronunciano discorsi rituali e poi tornano ai loro tavoli, senza mettere realmente in discussione il sistema da cui dipendono.
Non ci rappresentano. Non rappresentano chi lavora, chi produce, chi ha perso il lavoro, chi vive con una pensione insufficiente e chi non riesce più a costruire un futuro. Sono diventati strutture autoreferenziali, lontane dalla vita reale quanto i partiti che sostengono di contrastare.
Anche le regole elettorali vengono costruite per blindare chi occupa già il potere. Si alzano barriere contro le nuove forze politiche, si impongono ostacoli sproporzionati e si riduce lo spazio per chi vuole presentare un'alternativa. Una democrazia nella quale possono competere soltanto gli apparati già organizzati non è una democrazia piena: è un sistema chiuso che protegge se stesso.


Riprendiamoci sovranità e dignità
L'Italia deve tornare a decidere nell'interesse del proprio popolo. Deve acquistare energia e materie prime alle condizioni più convenienti, rifiutare guerre che non rispondono al nostro interesse nazionale e intrattenere rapporti pacifici con chi rispetta la nostra indipendenza.
Non possiamo continuare a subire decisioni prese lontano dai cittadini, da organismi che nessuno può realmente sanzionare con il voto. La sovranità appartiene al popolo, non ai mercati, alle banche, alle burocrazie sovranazionali o ai gruppi dirigenti dei partiti. Stanno smantellando lo Stato sociale e cancellando conquiste ottenute con decenni di sacrifici: lavoro, sanità, pensioni, sicurezza, tutela dell'impresa, pace e futuro per le nuove generazioni. Vogliono cittadini divisi, impauriti e rassegnati, perché un popolo frammentato è più facile da governare.


Ora basta
Non servono intermediari compromessi con il potere. Non servono sindacati addomesticati, associazioni di facciata o partiti che cambiano slogan per continuare a occupare le stesse poltrone. Serve una mobilitazione popolare autonoma, pacifica, determinata e permanente, capace di unire lavoratori, pensionati, famiglie, giovani, agricoltori, artigiani, trasportatori e piccoli imprenditori.
Facciamo sentire la nostra voce ovunque, senza delegarla ancora a chi l'ha tradita. La protesta deve essere ferma e visibile, ma sempre civile e non violenta. Nessuna provocazione, nessun vandalismo: il potere aspetta soltanto un pretesto per screditare il dissenso.
Quando il popolo non viene più rappresentato, deve tornare a rappresentare se stesso.
Basta con la politica delle poltrone.
Basta con la sudditanza alla finanza.
Basta con lo smantellamento dello Stato sociale.
Basta con una guerra pagata dai cittadini.
Basta con chi decide tutto senza ascoltare nessuno.
L'Italia deve tornare al suo popolo. Ora.

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