Condannato a 15 anni di galera, ne ha scontati otto. Per noi abbastanza per meritare rispetto e anche qualcosa di più. Fabrizio Corona non ha ammazzato nessuno, ma non è mai stato un santo e, avendo anche peccato abbondantemente, ha finito per essere punito senza sconti e senza alcuna pietà, ma, del resto, quanto a quest'ultima, nemmeno lui deve averne avuta tanta in vita sua. Lo avevano annunciato, lui alla guida del suo partito Per la verità, presente all'intervista che Aldo Grandi avrebbe fatto, per il quarto anno consecutivo, a Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, al Bagno Biondetti di Marina di Pietrasanta. E così è stato. Senza clamori si è seduto su una delle sedie a sdraio rimaste vuote, poche invero, e ha ascoltato almeno una metà di quello che Vannacci ha detto rispondendo alle domande. Noi lo abbiamo accolto in maniera elegante, con lui che è rimasto anche un po' sorpreso: Mai avremmo pensato di dover ringraziare uno come Fabrizio Corona per il giornalismo che fa.
Ad un certo punto, quando la cena era ormai alle battute finali, ci siamo alzati e lo abbiamo affrontato vis à vis chiedendogli di poterlo intervistare. Ha accettato con semplicità, per niente spocchioso o anche soltanto presuntuoso. Come appare così diverso rispetto al Corona di tanti anni fa. Ci chiede dieci minuti di tempo e, poi, eccolo seguirci su uno dei divani che, un paio d'ore prima, avevano accolto i seguaci di Vannacci. Sappiamo bene che, prima che si spengano le luci, Vannacci e Corona si incontreranno per uno scambio di parole tra due contestatori del sistema a loro volta contestati dal sistema stesso.
Corona indossa un abito nero che copre i suoi numerosi e proverbiali tatuaggi. Ha una spilla sulla giacca che richiama al proprio partito. Prima di prendersi una sigaretta chiede il permesso. Accordato. Vuole essere lui il primo a fare le domande. Ci tiene a conoscere qualcosa di più sul perché l'intervista a Vannacci avviene al Bagno Biondetti, vuole sapere come mai tutto è nato proprio qui e come sia possibile che un personaggio di spicco come il generale scelga un luogo quantomeno anomalo per un evento di carattere politico. Glielo spieghiamo noi e lo facciamo in modo da abbattere ogni ipotesi di dietrologia. Tutto cominciò proprio qui e, onestamente, un po' per scherzo e per scommessa. Di strada ne è stata fatta.
Gli domandiamo a bruciapelo se esiste una differenza, che a noi pare evidente, tra il Fabrizio Corona attuale, di stasera e quello di diversi anni fa, dei primordi. Eccome se c'è differenza - esordisce - Quello di un tempo oggi non sarebbe stato ad ascoltare la vostra intervista seduto su una sedia a sdraio, ma sarebbe salito direttamente sul palco. E da che cosa dipende questa metamorfosi se è lecito chiedere? Da tante cose - aggiunge - Dall'età, dai figli, dal voler fare qualcosa che lasci il segno e che dia fastidio al sistema. Un tempo mi interessava solamente il denaro, facevo tutto per i soldi e ho dimostrato di saper fare al meglio tutto quello che intraprendevo. Adesso ci tengo a lasciare il segno, ad avere una piattaforma mia e a far crescere il partito che ho fondato.
Si percepisce che nonostante i 52 anni e la nuova maturità raggiunta, l'intelligenza è sempre sveglia e vispa, l'occhio vigile e la consapevolezza di ciò che si chiede e di ciò che si offre anche. Sono rimasto sorpreso - dice - di come il sistema di comunicazione sui social di Vannacci sia piuttosto elementare. Con me Vannacci salirebbe al 25 per cento. Lui è molto meglio dal vivo rispetto a quando appare in Tv o sui social. A mio avviso qui ci sarebbe da lavorare un po' per migliorare le condizioni.
Con il suo modo di fare informazione Corona ha messo in mutande e spalle al muro diverse persone tra cui Alfonso Signorini. Possibile che per portare fuori certi aspetti vergognosi del mestiere sia necessario l'intervento di Corona? Inoltre, anche Lele Mora non era un santo in materia, ma non ci risulta che Corona lo abbia mai attaccato. Quanto a quest'ultimo aspetto è vero - spiega Corona - ma Lele Mora è un buono mentre Signorini è cattivo. Che forse in età adulta Corona ha pensato di rivalutare la figura paterna, grande giornalista? Direi che non l'ho mai svalutata, aggiunge.
Otto anni in carcere, rivorrebbe tutti quegli anni? Ad essere sincero - dice - là dentro stavo bene, anzi, molto meglio di quando stavo fuori. No, non li toccherei, per il semplice motivo che ogni esperienza ha il suo valore, anche le peggiori. Magari è stato allucinante che sia stato condannato a 16 anni, ma avevo rotto le scatole a troppa gente.
Anche adesso non sembra che abbia cambiato idea: Certamente - conclude - anche adesso ho nel mirino due persone che a mio avviso rappresentano proprio il sistema che io voglio combattere.



