Il consigliere comunale di Sinistra con Lucca e AVS: «Dopo una delle estati più torride di sempre, servirebbero interventi urgenti contro gli effetti dei cambiamenti climatici. Invece Pardini insiste sugli assi viari e tiene nel cassetto il regolamento per la gestione del verde e degli alberi, nonostante una mozione approvata da oltre due anni. Lucca ha bisogno di una visione di futuro, non soltanto di eventi».
«Dal 24esimo posto del 2021 al 53esimo del 2026. Lucca ha perso ben 29 posizioni nella classifica Ecosistema Urbano di Legambiente. È un arretramento pesantissimo, che dovrebbe far riflettere il sindaco Mario Pardini e la sua maggioranza. Nel 2021, ultimo anno intero dell'Amministrazione di centrosinistra, Lucca era tra le prime 25 città italiane per sostenibilità ambientale, con un punteggio di 61,57. Oggi siamo scesi a 56,14, mentre altre città toscane avanzano: Firenze è 17esima, Livorno 18esima e davanti a noi ci sono anche Pisa, Arezzo e Prato».
A dichiararlo è Daniele Bianucci, consigliere comunale di Sinistra con Lucca–Sinistra civica ecologista ed esponente di Alleanza Verdi Sinistra, commentando il rapporto Ecosistema Urbano 2026, realizzato da Legambiente e Ambiente Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore.
«Il problema è che l'Amministrazione Pardini sembra occuparsi di tutto, tranne che delle grandi sfide ambientali della città. Sulle feste, sulle manifestazioni e sui grandi eventi Lucca non si ferma – incalza Bianucci – Il punto è che una città non può vivere soltanto di feste. Abbiamo appena superato una delle estati più torride di sempre: il cambiamento climatico è già una realtà, con temperature sempre più elevate, eventi meteorologici estremi e rischi crescenti per la salute, soprattutto delle persone più fragili. Servirebbe un'accelerazione straordinaria delle politiche ambientali. Invece tutto sembra procedere come se nulla stesse accadendo».
«Le criticità evidenziate da Legambiente sono concrete: 630 chilogrammi di rifiuti urbani prodotti ogni anno per abitante, 73 automobili ogni 100 residenti, appena 6,8 metri equivalenti di infrastrutture ciclabili ogni 100 abitanti e soltanto 17 alberi ogni 100 abitanti nelle aree pubbliche. Numeri che impongono scelte coraggiose per ridurre i rifiuti, potenziare il trasporto pubblico, favorire gli spostamenti a piedi e in bicicletta e aumentare il verde urbano – prosegue Bianucci - E invece Pardini continua a sostenere il progetto degli assi viari, con il suo pesantissimo impatto sul territorio e sul consumo di suolo, nonostante in campagna elettorale avesse promesso di rivederlo. Una contraddizione evidente rispetto alla necessità di ridurre la dipendenza dall'automobile e investire su una mobilità realmente sostenibile. Altrettanto grave è l'immobilismo sul verde urbano. Sono passati più di due anni da quando il Consiglio comunale ha approvato una mozione per dotare Lucca di un regolamento per la gestione del verde e degli alberi. Eppure, quel regolamento è ancora chiuso in un cassetto. Nel frattempo, le estati diventano sempre più calde e gli alberi, fondamentali per abbassare le temperature e tutelare la salute, continuano a essere considerati troppo spesso un elemento decorativo anziché una risorsa essenziale. Serve un grande programma di riforestazione urbana, dal Centro storico ai quartieri e alle frazioni».
«Lucca conserva alcuni risultati positivi, come il primato nazionale nell'estensione delle aree pedonali, a dimostrazione che le buone scelte del passato producono risultati duraturi – conclude Bianucci - Ma oggi manca una visione complessiva, capace di mettere insieme ambiente, salute, mobilità e qualità della vita. Non siamo contrari alle feste e agli eventi, ma amministrare una città significa soprattutto costruirne il futuro. Il successo di una manifestazione si misura in pochi giorni; quello di una buona politica ambientale nella qualità della vita delle persone e in ciò che lasciamo alle prossime generazioni. La classifica di Legambiente è un campanello d'allarme che Pardini non può ignorare. Chiediamo al sindaco di spiegare come intenda invertire questa tendenza. Noi crediamo che la sfida delle elezioni comunali del 2027 debba essere anche questa: restituire a Lucca un'ambizione ambientale, per una città più verde, sana, accessibile e capace di affrontare la crisi climatica. Perché Lucca non può essere soltanto una bella città in cui organizzare feste. Deve essere, prima di tutto, una città in cui sia bello e possibile vivere, oggi e domani».


