Anno XI 
Domenica 26 Luglio 2026

Scritto da francesco pellati
Politica
16 Novembre 2024

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A me pare che l’intento non sia quello di agire contro l’attuale establishment bensì di sostituirlo. Una sostituzione non solo politica ma radicale: sociale, culturale, linguistica, progettuale. La battaglia politica è quella visibile, il sottostante è in “vigile attesa” pronto a fare il salto della quaglia oppure a restare nelle attuali tiepide dimore.

Mi pare anche fuorviante la bufera attorno a Musk, al pericolo che rappresenta (ora, non quando appoggiava Obama; lui, non tutti gli altri miliardari che appoggiano in massa i democratici, non il grumo di potere burocratico che si è coagulato a Washington dove oltre il 94% ha votato Harris).

Se ci sarà contrasto, sia con Donald che, più modestamente, con Giorgia, sarà Musk a uscirne con le ossa rotte.

Il potere interdittivo della politica verso un soggetto privato (cittadino o impresa), per quanto ricco e potente, è assoluto: la politica con un semplice intervento, nel rispetto di norme e prerogative, azzera chi ritiene ostativo al proprio progetto. Anche nelle democrazie “mature e consolidate”.

Senza scomodare abbondanti esperienze straniere, gli esempi li abbiamo in casa. Ne prendo uno: la nazionalizzazione dell’energia elettrica, cioè la cambiale che la DC (e tutto il Paese) pagò al PSI per indurlo a mollare in via definitiva il PCI ed entrare nel governo di “centrosinistra” che ci accompagnò per decenni.

Se c’erano due soggetti che all’epoca signoreggiavano non solo il mercato energetico ma anche gran parte del collaterale, erano Edison e Montecatini.

Bastò un provvedimento del governo Fanfani per decretarne l’espulsione dal settore (con relativi rimborsi economici; in altre parti del mondo le statalizzazioni avvengono senza rimborsi).

In Italia ci si mette anche la Magistratura ad azzerare imprese per poi restituirle svuotate ai proprietari dichiarati innocenti a fine trafila giudiziari, ma applica – magari a modo suo - leggi predisposte dalla politic

La vicenda politico/giudiziaria/sindacale/umorale delle acciaierie di Taranto, confiscate ai Riva - per reati non contestati finché la proprietà rimase a capo di IRI - e consegnate al declino sistemico, ai costi di infinite casse integrazioni, alla sottrazione di una fonte di materia prima essenziale per un Paese manifatturiero come l’Italia: l’acciaio, oggi comprato alle condizioni fatte all’estero. Da esportatori a importatori.

Ognuno ci ha messo del suo: la magistratura, i sindacati, gli ambientalisti, i Comitati, ma con la regia del decisore finale, la politica: quella pelosa del centrosinistra, quella folle del M5S.

Un esempio recente di decisioni conclusive della politica a livello internazionale?

La vicenda Tik Tok: quindici governi l’hanno bandito o fortemente limitato dall’oggi al domani, anche se il vero padrone della società è addirittura il governo Cinese che tuttavia (finora) nulla può contro le decisioni politiche dei 15 Stati abolizionisti.

Musk è personaggio controverso. La sua genialità è riconosciuta con compiacimento da alcuni e a stento, obtorto collo direbbero i romani, dagli altri. Come noto il genio è fuori categoria, non inquadrabile. Che cosa farà non è dato saperlo.

Una delle accuse è di aver licenziato il 10% dei dipendenti Twitter, salvandone però il 90% visto che gli insostenibili risultati economici della vecchia gestione avrebbero condotto al fallimento.

Landini e compagni dovrebbero capire che licenziare non piace a nessuno, neanche ai biechi “padroni”: ladri e sfruttatori se hanno successo, cretini se falliscono. In Italia imprenditori capaci o sfortunati non hanno domicilio. E pensare che se falliscono ci rimettono soldi propri, non quelli della comunità come succede con le passività storiche, consolidate della gran parte delle partecipate pubbliche.

Rimane la problematica convivenza fra due personaggi di grande successo personale come Trump (per anni solo contro tutto e tutti come Berlusconi) e Musk ultimo pervenuto nella mischia di impresa ma ormai in testa al gruppo.

Per quanto detto sopra (l’egemonia della politica) non pavento pericoli né per gli USA né per l’Italia a valersi della conclamata genialità imprenditoriale di Elon Musk, sarebbe anzi incomprensibile averlo a portata di mano e non utilizzarlo.

È sperabile che porti ventate di aria fresca e produttiva nelle ammuffite stanze delle burocrazie americane ed italiche: ben venga Musk e corra tutti i rischi a cui lui - e non noi cittadini - si esporrà.

Male che vada le cose resteranno come sono, se va bene sarà un ulteriore scossone al carrozzone sonnolento degli apparatcik sparsi lungo tutta la filiera del disvalore, e delle compagini politiche che li sostengono.

L’utilizzo di Musk mi pare in tutta evidenza parte della battaglia in corso per insediare le nuove elite: la furia con cui le vecchie si difendono mi pare naturale. Non è solo ideologia, è anche pane e companatico.

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