Anno XI 
Venerdì 24 Luglio 2026

Scritto da Redazione
Politica
02 Maggio 2021

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Sinceramente non riesco a capire l’atteggiamento delle forze del Centro sinistra lucchese che continuano ad assecondare in silenzio, l’ostinato comportamento di chiusura al confronto, dell’amministrazione comunale, rispetto al futuro della ex manifattura, che rappresenta un pezzo così grande e importante della storia della città.

A me sembra del tutto incomprensibile che questa amministrazione perseveri, con una determinazione degna di miglior causa, in questo atteggiamento che sta producendo una rottura profonda con una parte così importante di quella cultura e sensibilità democratica e di sinistra che costituisce, in larga parte, la sua base elettorale, già di per sé, così risicata.

Se c’è un tentativo in atto, da parte dell’opposizione del centro destra, di cavalcare e sfruttare la protesta in modo del tutto strumentale per il proprio tornaconto politico elettorale, la responsabilità è tutta di una maggioranza che si nega al confronto con i cittadini e rifiuta di costruire un progetto per la città attraverso un percorso di partecipazione democratica con chi la città la vive e ci vive.

L’opposizione non ha fatto altro che cogliere la palla al balzo e questo rientra nel gioco delle parti politiche, se la giunta fosse stata di centrodestra, avrebbero fatto sicuramente di peggio e il centro sinistra sarebbe salito sulle barricate per osteggiare una simile operazione speculativa che è contro il futuro di questa città, ed è così lontana e così distante da una qualsiasi normale sensibilità e cultura democratica e di sinistra.

Incomprensibile, mi appare anche la posizione di completa subalternità culturale di quel pezzo di sinistra lucchese che a suo tempo chiese un voto per rappresentare, la spina nel fianco sinistro, l’anima critica di un centro sinistra lucchese così tanto impregnato di democristianità e conservatorismo.

Per questi, vale il vecchio adagio: chi tace acconsente e questo silenzio mi addolora particolarmente e mi ferisce, poteva essere per loro, l’occasione per dimostrare ad un’intera città, la loro diversità e la loro coerenza con una impostazione politica rosso verde che pone come centralità del suo agire politico, quella della transizione ecologica, quella di chiudere con la cultura novecentesca della grande viabilità degli assi viari, della città sacrificata e sfigurata sotto la pesante dittatura dell’auto, quella di proporre e battersi per una destinazione d’uso sociale, culturale e pubblico della ex manifattura con un progetto utile e funzionale al rilancio del centro storico per evitarne il declino e la sua trasformazione in città vetrina e museo per soli turisti.

Una sinistra, che voglia essere considerata tale, non può accettare un’operazione di chiaro stampo speculativo fatta da una grande società privata che di speculazioni se ne intende e che pretende di imbrigliare il futuro della città a vecchi modelli di mobilità per i prossimi 40 anni, ben oltre la metà del XXI secolo.

Mi chiedo: con che faccia si presenteranno il prossimo anno alla vigilia delle elezioni per chiedere unità contro i barbari leghisti e sovranisti, come possono pensare che il ricatto della paura possa funzionare all’infinito e che, grazie a questo, possa continuare a vincere un centro sinistra senza alcun coraggio politico e senza qualità?

Come possono pensare di essere ascoltati e presi sul serio da quelli che fino a qualche giorno prima sono stati ignorati, quando non denigrati? Come, questa sinistra del centro sinistra, può presentarsi come un’alternativa reale e credibile dopo questo lungo e incomprensibile silenzio?

Sono domande difficili e anche imbarazzanti per uno che da oltre 40 anni milita con convinzione a sinistra.

 

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