Dibattiti sui minuti di silenzio, accuse di caciara politica, infinite discussioni tira e molla su modifiche insignificanti per gli uni e ben rilevanti per gli altri e, infine, come una bomba lanciata con la menzione del nazismo: una battaglia combattuta su tutti i fronti quella che ha avuto luogo durante il consiglio comunale di Lucca del 10 marzo, se non per quanto riguarda due pratiche approvate (quasi) senza dibattimento.
Proprio sul tema della guerra si è aperto il consiglio, con la richiesta di un minuto di silenzio per la guerra in Iran avanzata dal consigliere del PD Gianni Giannini, che ha caricato però la richiesta di valenze in cui il presidente Enrico Torrini ha ravvisato una strumentalizzazione politica: “Chiedo un minuto di silenzio per denunciare il disfacimento del diritto internazionale e in ricordo delle vittime civili- ha infatti dichiarato il consigliere- Da due settimane si consuma una guerra di aggressione a dispetto delle norme già precarie del diritto internazionale. Al secondo giorno sono morti 164 minorenni, e ad oggi si contano mille e 500 vittime in Iran. Se non vogliamo la guerra in casa, non dobbiamo volerla neppure altrove”.
“Io pensavo che chiedesse un minuto di silenzio per le vittime delle guerre del mondo, e io sono il primo a concederglielo; ma il minuto di silenzio è una questione delicata, che non può essere utilizzato strumentalmente e demagogicamente”, dura la risposta di Torrini, tra il vocio del consiglio, che ha infine concesso il minuto di silenzio. Per tutte le vittime delle guerre del mondo, quindi, lasciando da parte i riferimenti specifici e il richiamo al diritto internazionale del consigliere Giannini.
Il consiglio così rocambolescamente iniziato ha quindi preso più ordinariamente il via con il momento delle raccomandazioni, che ha visto al centro la questione di via Catalani a Sant’Anna, sollevata tanto dal capogruppo del PD Enzo Alfarano quanto dal capogruppo di Sinistra Civica Ecologista Daniele Bianucci: “Già qualche anno fa sono stati tagliati gli alberi di fianco alla pista ciclabile: residenti e commercianti si chiedono quando arriverà il momento della riqualificazione della via. Un anno e mezzo fa l’assessore Buchignani aveva promesso che questo sarebbe avvenuto, ma ancora non abbiamo notizia di quando e come”.
“Il progetto definitivo c’è, ma in conferenza dei servizi ha ricevuto parere negativo da parte di Autolinee Toscana, provincia di Lucca e regione Toscana: ci hanno richiesto delle modifiche di progetto che stiamo apportando, e ci riconfronteremo con loro per approvare il progetto già a fine primavera- ha risposto subito l’assessore ai lavori pubblici Nicola Buchignani- Lì ci sarà un intervento importante, con ripristino del doppio senso di circolazione, riqualificazione dei marciapiedi ed eliminazione della corsia degli autobus. Dubbi sul peggioramento dei flussi sono stati fugati: adotteremo delle sistemazioni al progetto per far funzionare ancora meglio la circolazione, pensando alla sicurezza dei cittadini, che disporranno così di tre strade e non più una sola per dirigersi verso la città”.
Sempre Buchignani, evidentemente preso da uno spirito di gradita produttività, ha risposto all’interrogazione 137/2025 posta da Ilaria Vietina, capogruppo di Lucca è un grande noi, e relativa al progetto della Lucca Arena che sostituirà l’attuale palazzetto dello sport: al centro dei dubbi del consigliere i finanziamenti per la struttura principale del palazzetto Gold, a quanto da lei detto attualmente finanziata per sette milioni di euro e quindi mancante dei restanti 29 milioni, e la destinazione specifica del palazzetto Silver, per quanto riguarda le esigenze dei vari sport accolti e se questo abbia o meno la capacità di soddisfarle; ultimo nodo da sciogliere quello dei parcheggi, riguardo a cui Vietina ha domandato se siano in quell’area sufficienti.
“Io pensavo di aver già risposto nella fase di presentazione dell’ultima variazione al piano triennale 2025, ma rispondo volentieri; mi dispiace però che la maggior parte delle cose dette sia inesatta: noi abbiamo presentato il progetto a novembre con l’intera opera finanziata. Abbiamo solo detto che mancava il finanziamento per l’annualità 2028, ma che lo avremmo approvato quando fosse stato portato in consiglio il piano triennale 2025-2028. I finanziamenti arrivano da fondi governativi, devoluzioni da mutui precedentemente accesi, fondazione Cassa di risparmio e regione, per un totale di 12 milioni e 605mila euro. Poi c’è l’organo del credito sportivo, da cui è possibile trarre mutui a tasso zero: l’impianto di Lucca è uno degli unici due che finanzia in Italia. Successivamente, cercheremo fondi ministeriali per sostituire i nostri mutui- ha esordito Buchignani- L’impianto è pubblico e rimarrà pubblico; nell’estate 2026 faremo un bando per partecipazione a concessione: cerchiamo una gestione che possa prevedere una settantina di eventi per i primi tre anni e poi oltre cento, così da creare un indotto importante. Per quanto riguarda il palazzetto Silver, sarà dedicato alle società sportive lucchesi, primariamente pallacanestro e pallavolo; le altre società sportive che attualmente si trovano al palazzetto dello sport potranno trovare posto alla Bacchettoni o a San Lorenzo a Vaccoli: nessuno rimarrà a piedi. Di parcheggi in zona Tagliate non c’è carenza, ad oggi sono circa quattromila, con capacità fino a 16mila persone: il palazzetto ne ospita al massimo settemila. La demolizione dell’attuale palazzetto partirà solo quando sarà pronto il palazzetto Silver e potremo spostarvi le attività sportive: cercheremo di farlo entro il maggio 2027, un bell’obiettivo che tutti speriamo di raggiungere”.
A conclusione del lungo intervento di Buchignani, le fatidiche parole della discordia pronunciate inconsciamente dal presidente Torrini: “Non chiedo nemmeno a Vietina se sia soddisfatta perché sarebbe pleonastico, l’unica insoddisfazione che può dichiarare è sulla lunghezza della risposta”. Immediata e tagliente la replica: “Ha segnalato l’asimmetria delle possibilità, io non posso rispondere altrettanto. L’assessore ha dato risposte a domande non poste, e su dieci delle domande che ho posto ha dato tre risposte. Procederemo con altre formule, visto che non si può dire altro”.
Di seguito, il quarto punto all’ordine del giorno è stato anticipato a terzo, così da consentire all’assessore alla cultura Mia Pisano, che avrebbe illustrato la pratica in oggetto e che è in dolce attesa, di lasciare anticipatamente l’aula consiliare. Nemmeno a farlo: le buone intenzioni hanno prodotto l’effetto opposto, con una discussione che si è prolungata ben oltre i tempi evidentemente immaginati dal presidente Torrini.
Oggetto del contenzioso la pratica 16/2026, relativa all’approvazione del regolamento per l’utilizzo degli spazi del sistema congressuale del comune di Lucca: “Già in vigore, ma abbiamo apportato delle correzioni anche a seguito dei fatti di Crans-Montana, che ci hanno allertato circa la necessità di alzare la sicurezza per quanto riguarda gli spazi comuni”, ha dichiarato l’assessore Pisano. Oltre i riferimenti a vari divieti atti a insinuarsi nelle possibili pieghe della noncuranza, come fumare, occupare vie di fughe e uscite di sicurezza, spostare la segnaletica relativa e accendere fiamme libere, sicuramente pienamente condivisibili, un dibattito inizialmente pacato si è acceso circa l’obbligatorietà da parte delle associazioni che occupino gli spazi di sottoscrivere una polizza assicurativa, a tutela dei beni culturali del comune.
“Questo vale solo per tre spazi congressuali importanti: il piano nobile di Villa Bottini, palazzo Guinigi e Cavallerizza. Non impatterà sulle piccole associazioni, ma su quelle abbastanza grandi e strutturate da disporre di impianti che possano creare danni”, ha assicurato Pisano, con un ottimistico e promettente tentativo di fugare i dubbi sollevati da diversi membri dell’opposizione circa la possibilità che il nodo dell’assicurazione possa incidere negativamente sulle piccole associazioni. Un tentativo ammirevole, ma fallimentare.
“Se fosse possibile fare uno sforzo per agevolare le piccole associazioni, per noi il regolamento è da sostenere, e quando parla Pisano si capisce chiaramente; il problema sta nella formulazione del regolamento, che chiara non è, forse per una svista: nell’emendamento apposto si dice infatti che gli uffici si riservano la discrezionalità di chiedere una polizza o una caparra anche per tutti gli altri spazi. Noi chiediamo di capire quale sia l’effettiva intenzione del comune, e che la formulazione sia coerente con l’intenzione, che noi siamo sicuri non sia malevola”, ha spiegato infatti Chiara Martini del PD, cui hanno fatto eco anche Vietina e Bianucci. Pisano ha allora spiegato che questo vale sì anche per gli altri spazi, in casi di allestimenti particolarmente impattanti e potenzialmente dannosi: ne potranno essere impattate solo, ha quindi ribadito, le associazioni più grandi e strutturate.
A questo punto la discussione, iniziata in maniera pacata e produttiva, ha cominciato a degenerare, con una sorta di gara di ping-pong tra i consiglieri di maggioranza, in particolare Alessandro Di Vito e Massimo Fagnani che hanno negato che il regolamento rechi modifiche tali da giustificare un dibattimento, e quelli di minoranza, sempre meno inclini ad accogliere il regolamento: “C’è una grandissima confusione: si va verso una discrezionalità che non è gestita. I regolamenti devono essere chiari; non si può pensare che tutti i soggetti a discrezionalità di un dirigente debbano subire l’ennesimo balzello per partecipare alla vita pubblica della città. Sono assolutamente contrario: non si prende in esame la carenza di spazi della città, e la difficoltà profonda in cui si trovano tante realtà, anche politiche”, ha denunciato Bianucci. “Chiedo che la pratica sia riportata in commissione: il regolamento non è negativo, ma manda un messaggio non bello, mettendo un ostacolo in più per le piccole associazioni. Mettiamo dei criteri più precisi, ed eliminiamo la descrizione degli uffici”, gli ha fatto eco Alfarano.
“La pratica è stata discussa da tutti in commissione, e votata quasi all’unanimità, con un emendamento che la rende migliorativa: mi stupisce che escano oggi tutte queste obiezioni”, è allora intervenuta Laura Da Prato di Fratelli d’Italia; e questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso di Martini, solitamente voce pacata e controllata.
“In commissione per prima cosa non ci siamo tutti, e il consiglio è fatto anche per dibattere: è normale che si dibatta su un regolamento che risulta così poco chiaro. Io credo che metterà in difficoltà tutti- ha esordito Martini, che ha poi perso ulteriormente la pazienza- Voi non mi stupite più, perché fate quello che vi pare: avete presentato oggi un emendamento che riduce il massimale della polizza da tre milioni a 500mila. Questo articolo io spero che metta in difficoltà i funzionari: la discrezione non va bene in un regolamento. A qualcuno verrà dato in maniera facile e a qualcuno in maniera più complicata, e noi dobbiamo anche stare zitti”.
Lo sfogo di Martini ha seminato il caos nell’emiciclo, con accuse di “caciara politica” e strumentalizzazione da parte della maggioranza e risposte sempre più aspre dai banchi dell’opposizione, fino all’intervento conclusivo dell’assessore Pisano, che ha ribadito le sue posizioni e negato che a Lucca vi sia un problema di spazi. La pratica è infine stata messa in votazione, e approvata con 19 voti favorevoli, 11 contrari e un astenuto.
Dopo queste intense e lunghe discussioni, la successiva pratica, la 15/2026, sembrava sufficientemente pacifica e persino piacevole: si trattava infatti dell’approvazione del patto di gemellaggio con la città di Joinville, in Brasile. “Lucca si apre a una sesta città gemellata, e per la prima volta al Sudamerica: i gemellaggi nacquero negli anni ’60 per unire dopo il momento difficile delle grandi guerre, e ora andiamo nella medesima direzione- ha affermato il sindaco Mario Pardini- In Brasile noi come lucchesi siamo molto presenti: 50 anni fa il lucchese Fabio Perini andò a Joinville, dove si è sviluppata una florida attività manifatturiera. Questo gemellaggio si muove nello spirito della cultura, della tradizione e anche delle motivazioni economiche, che costituiscono una prospettiva importante anche per i giovani”.
Pacifico, certo; fino all’intervento di Giannini, evidente protagonista di questa seduta, che è andato dritto al punto: “Joinville è una delle principali aree di immigrazione tedesca in Sudamerica, e ha sempre avuto simpatie filonaziste: lì si è costituita la prima cellula nazista fuori dalla Germania, e nel dopoguerra è stato un centro attivo di accoglienza e mimetizzazione di criminali di guerra nazisti in fuga dall’Europa per evitare processi. La regione di Santa Catarina, dove si trova, è uno dei luoghi con il maggior numero di gruppi neonazisti del Brasile; la città è amministrata da una giunta di destra, con il sindaco rieletto nel 2024 con una maggioranza del 78 per cento, anche grazie al sostegno dell’ex presidente Bolsonaro che si trova attualmente in carcere per tentato golpe”.
“Io non avevo idea che il sindaco fosse stato rieletto con il 78 per cento dei voti. Evidentemente ha il nostro stesso tipo di opposizione: se continuate così farete vincere anche noi nel 2027 con una maggioranza del genere. Non ci credo che abbiate tirato fuori il nazismo in una serata come questa”, non si è fatta attendere la risposta del sindaco. Così anche Stefano Pierini, consigliere di Lucca 2032 con delega ai gemellaggi: “Io pensavo che stasera sarebbe stata una celebrazione tranquilla, ma si entra sempre nella politica. Nella passata amministrazione dei gemellaggi non c’è traccia da nessuna parte: abbiamo perso tutti i contatti, e abbiamo fatto molta fatica a ripristinarli”.
“Non è necessario denigrare gli altri per riconoscere cos’ha fatto qualcuno: ci sono periodi, soprattutto in cui bisogna rimettere in sesto il bilancio per restituirlo in ordine, in cui non si può intervenire su altro, ma non è vero che c’è stata una trascuratezza. Comunque, è encomiabile l’iniziativa di attivare un nuovo gemellaggio, che va nella direzione opposta alle proposte sulla remigrazione- è intervenuta Vietina, che ha comunque fatto eco a ulteriori dubbi espressi da Giannini circa gli scarsi legami della città di Joinville con Lucca e una significanza più economica e imprenditoriale che culturale del gemellaggio- Io chiedo che ci sia la possibilità di creare legami significativi non riservata sono ad alcune categorie di cittadinanza, ma anche ai giovani; e questo anche per quanto riguarda le relazioni entro i paesi europei, che spero non siano depauperate”.
La pratica è infine stata approvata con la sola astensione del Partito Democratico, come preannunciato da Martini, la quale si è dichiarata favorevole all’apertura di Lucca anche oltreoceano, ma si è detta titubante a votare positivamente per le questioni sollevate da Giannini.
La mezzanotte era ormai inoltrata, gli animi spenti, e le ultime due pratiche sono state approvate con pacifica sonnolenza, tanto la 20/2026 circa la deroga alla fascia di rispetto cimiteriale per un intervento edilizio che realizzerà una cabina elettrica da cedere a Enel Distribuzione, quanto la 23/2026, finalizzata semplicemente al riconoscimento della spesa per lavori urgenti operati per il ripristino della transitabilità a seguito della frana del 14 febbraio a San Macario in Monte. E dopo gli intensi dibattimenti della serata, i consiglieri e la giunta sono andati a casa a dormire sogni sereni.
“Fate quello che vi pare”, “Sempre caciara politica”, “Avete tirato fuori il nazismo”: tutti contro tutti in consiglio comunale
Scritto da irene decorte
Politica
11 Marzo 2026
Visite: 111
- Galleria:



