Anno XI 
Mercoledì 22 Luglio 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
22 Marzo 2026

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E' piuttosto antipatico dire “L’avevo detto”, ma in effetti che il clima politico in Italia stesse evolvendo in modo preoccupante era piuttosto chiaro. Se si comincia a far balenare l’idea che si stia vivendo un ripetersi dell’ascesa al potere dei mussoliniani quadrunviri, facile che qualche imbecille ci creda e agisca di conseguenza. Pensare di far cadere un governo, e mettersi al suo posto per distribuire le carte e i posti in poltrona, evocando situazioni fantascientifiche, inevitabilmente porta a certi esiti. Pur di tornare al potere si fa di tutto, senza rendersi conto che, armate e spolettate certe zucche abbastanza vuote e esaltate, poi non le fermi più. Perché non si accontenteranno che Elly e i suoi fratElly tornino a Palazzo Chigi, non accetteranno manco da loro e da Landini di calmarsi. E faranno fuori il sindacalista che – inevitabilmente prima  o poi – comprenderà che non possono essere protetti. Come hanno fatto con Guido Rossa. Certi gruppi che intercettano l’odio arrabbiato per la nostra società, una volta armatisi, tireranno diritto. Sì, come i “fassisti”.

Ricordo così il 1972, quell’editore ricco e di sinistra come Giangiacomo Feltrinelli, che voleva la lotta armata. E non intendeva solo teorizzarla dall’alto della sua superiorità (?) morale e culturale. Era fermamente convinto che andasse anche praticata. Beh, non sapendo come si fa con le bombe, ci lasciò la pelle. Con una di quelle che aveva preparato per far saltare un traliccio a Segrate. Ma dopo di lui vi fu chi prese le misure su come si dovesse fare, e la stagione degli “anni di piombo” proseguì a lungo, senza quartiere, né pietà. E si aggiunsero quelli che la vedevano di segno opposto.

Adesso forse ci si rende conto che certi allarmi dei mesi scorsi, non erano vuoti allarmismi. Ma concrete valutazioni di un panorama che riveste elevato livello di pericolosità. In Italia c’è abbastanza truppa da arruolare per certe frange.

Per questo, temo che ci sarà a breve da affrontare un’altra guerra, come quella che si placò con l’inizio degli anni ’90, dopo un gran numero di morti, per i quali non c’è giornata del ricordo, a differenza dei morti per mafia. Nessuno li elenca alle adunate popolari. Forse perché in gran parte portavano un’uniforme.

Un ventennio abbondante che si volle concludere con una serie di pacche sulla spalla e remissione in libertà di pluriergastolani, che avevano scontato al massimo una ventina d’anni dietro le sbarre. E sovente non s’erano mai pentiti, né dissociati.

Una stagione che – guarda un po’ – fu benedetta da un pugno di acculturati e guitti, come Paolo Mieli, Natalia Ginzburg, Gae Aulenti, Carlo Lizzani, Oliviero Toscani, Dacia Maraini, Bernardo Bertolucci, Dario Fo, Mario Soldati, Folco Quilici, Giorgio Bocca, Norberto Bobbio, Camilla Cederna, Eugenio Scalfari, Umberto Eco, Franca Rame, Pier Paolo Pasolini, Paola Pitagora, Fernanda Pivano, Gillo Pontecorvo, Giò Pomodoro, Luigi Comencini, Carlo Ripa di Meana. E tanti altri. E la loro influenza condannò a morte il commissario di P.S. Calabresi. E giustificò in un certo senso chi lo uccise. Anche se dopo se lo dimenticarono. E soprattutto se l’è dimenticato la società civile dandogli tanto spazio.

Proviamo a ricordarcelo, quanto meno per capire a chi diamo continuamente spazio in TV. Tutta gente che dopo qualche anno si dimenticò cosa avesse firmato.

Proviamo a ricordarlo per interrogarci su quanto sia il caso di star a sentire “acculturati e guitti”.

Beh, quello che scrissero non l’ho dimenticato, almeno io. Incuranti di togliere un padre a dei figli piccoli, al Commissario Luigi Calabresi l’hanno ucciso loro.

E allora penso che se l’Ardizzone e Mercoglione erano intenzionati a fare la guerra, io non debba manco sprecare l’umana pietà, di cui non si ha riserva infinita, se si vuole essere coerenti. Come non la sprecai per Feltrinelli.

Non hanno avuto esitazione a preparare un ordigno che avrebbe potuto uccidere o storpiare a vita degli innocenti.

Se la son voluta.   

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