Anno XI 
Martedì 29 Settembre 2026

Scritto da Antonello Cresti
Politica
29 Settembre 2026

Visite: 342

Il risultato delle elezioni suppletive di Reggio Calabria restituisce, prima di ogni altra cosa, la fotografia di una palude politica che continua a rimanere immobile e melmosa.

Si può discutere delle percentuali, confrontare i candidati, interrogarsi su chi abbia vinto o perso politicamente la giornata. Ma c’è un numero che viene prima di tutti gli altri: ha votato appena il 22,34% degli aventi diritto. Meno di un elettore su quattro. Su 345.486 elettori chiamati alle urne, hanno votato in 77.165. 

È da qui che bisogna partire.

Marco Rizzo, commentando il risultato, ha individuato proprio nell’astensione il dato politico fondamentale della consultazione e ha collegato a questo un secondo elemento: a suo giudizio il voto reggino ridimensiona l’idea che Roberto Vannacci possa risultare, da solo, determinante negli equilibri del centrodestra. 

Futuro Nazionale esordisce comunque con 8.226 voti e il 10,94%. È un risultato quantitativamente rilevante per una formazione al suo primo appuntamento elettorale. Sarebbe sciocco negarlo. Ma sarebbe altrettanto sbagliato leggerlo fuori dal contesto nel quale è maturato. 

Le condizioni erano infatti particolarmente favorevoli a misurare un voto fortemente personalizzato: una suppletiva, appena quattro candidati, appena quattro offerte elettorali e un’affluenza bassissima. A questo si aggiungeva la candidatura di Domenico Giannetta, tutt’altro che sconosciuto o privo di radicamento territoriale: ex deputato, consigliere regionale e fino a poche settimane prima capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, eletto alle regionali con oltre diecimila preferenze. 

In queste condizioni, il 10,94% va quindi registrato nella sua consistenza, ma anche interpretato alla luce di un elemento difficilmente aggirabile: neppure una novità politica fortemente mediatizzata come quella rappresentata da Vannacci è riuscita, almeno in questa occasione, a riportare alle urne una parte significativa dell’enorme massa degli astenuti.

Ed è qui, a mio avviso, che il voto di Reggio Calabria diventa interessante ben oltre Reggio Calabria.

Perché il problema della politica italiana non sembra essere soltanto quello di trovare una nuova sigla, un nuovo leader o una collocazione leggermente diversa dentro categorie già esistenti. Il problema è che milioni di italiani hanno semplicemente smesso di credere che ciò che accade dentro quelle categorie possa modificare concretamente la loro vita.

Destra e sinistra continuano a contendersi pezzi di un elettorato sempre più ristretto mentre una parte enorme del Paese reale rimane fuori dal recinto. Cambiano i protagonisti, cambiano gli slogan, cambiano perfino i toni; ma il cittadino che non vota continua a non vedere una ragione sufficientemente forte per alzarsi dal divano e andare alle urne.

E allora la questione non può essere semplicemente quella di spostarsi un po’ più a destra o un po’ più a sinistra.

Occorre scardinare le categorie tradizionali, senza indugi e senza ambiguità.

La frattura sulla quale ricostruire una rappresentanza politica può essere cercata, secondo questa impostazione, non nella perpetuazione rituale del conflitto destra-sinistra, ma nel rapporto fra il popolo produttivo e i centri economici e finanziari che esercitano un peso crescente sulle decisioni degli Stati. È il punto richiamato anche da Rizzo quando parla della necessità di un’unità popolare contrapposta al potere delle élite economiche e finanziarie occidentali. 

Non significa cancellare i conflitti sociali. Significa provare a ricomporli dentro una prospettiva politica più larga: lavoratori, piccole imprese, professionisti, famiglie, giovani costretti a emigrare, ceti produttivi impoveriti. Mondi diversi che possono avere interessi differenti, ma che condividono una crescente perdita di capacità di incidere sulle grandi decisioni economiche e politiche.

 

La vera sfida è un’altra: rompere il recinto.

Parlare a chi oggi non vota. A chi non segue i dibattiti delle microformazioni politiche. A chi non conosce nemmeno i nomi dei protagonisti del cosiddetto dissenso. A chi vive problemi materiali e pretende soluzioni materiali.

Il 22,34% di Reggio Calabria è, da questo punto di vista, un numero assai più impressionante di qualsiasi percentuale ottenuta dai singoli candidati.

Quasi quattro elettori su cinque hanno scelto di non partecipare.

È lì fuori che si trova la partita politica.

Ed è per questo che continuare a riproporre vecchie appartenenze, piccole rendite di posizione, personalismi e liturgie identitarie significa non avere compreso ciò che sta accadendo.

La politica, se vuole tornare ad avere un senso, deve ricominciare dal popolo reale e dalla capacità di trasformare concretamente la realtà.

Il tempo delle testimonianze, delle piccole autoconservazioni e delle infinite guerre fra sigle è finito.

È finita la ricreazione.

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Tornano a riaprirsi i battenti delle attività formative condotte da Federico Barsanti, attore, regista, autore e pedagogo…

Riprende domani (mercoledì 30 settembre), alle ore 17 alla Biblioteca comunale "Sirio Giannini" a Palazzo Mediceo, "Nati per leggere"…

Spazio disponibilie

Torna il tradizionale Convegno pastorale diocesano: l'appuntamento è per venerdì 2 ottobre (ore 18:00 - 22:30) al…

Sarà inaugurata venerdì 2 ottobre alle ore 17:00 la mostra di pittura "Tra linee e colori" dell'artista Barbara…

Spazio disponibilie

A conclusione della Visita pastorale iniziata giusto tre anni fa, l'arcivescovo Paolo Giulietti presiederà una concelebrazione eucaristica…

"La notte degli sfollati nella Stazione di Posta di Villa Pardini a Sant'Anna è trascorsa in tranquillità. Nella giornata…

“Quanto accaduto ieri sera è l'ennesimo teatrino dell'amministrazione per cercare di scaricare le responsabilità”. Esordisce così il coordinamento…

Spazio disponibilie

Si è tenuto venerdì 25 settembre, nell'Auditorium Vincenzo da Massa Carrara del complesso di San Micheletto, il…

Quali conseguenze avrà la riforma nazionale degli istituti tecnici? Come cambieranno l'offerta formativa, l'orientamento degli studenti e il…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Duetto - 160
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie