Anno XI 
Domenica 18 Ottobre 2026

Scritto da Bartolomeo Di Monaco
Politica
11 Settembre 2026

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Stefano Pierotti è l’artista autore del monumento che appare prima di entrare nella città da Porta Sant’Anna. Non so giudicare se sia bello o sia brutto, anche se, guardandolo, non è nelle mie corde. Ma rispetto sempre gli artisti e le loro opere. Questo monumento, se non erro, fu commissionato al Pierotti dal Comune di Lucca, e perciò ritengo che sia diventato il Comune di Lucca il proprietario del monumento (e pertanto toccherebbe ad esso severamente intervenire).
Dunque, perché Pierotti vi scrive sopra come fosse una sua personale lavagna? 
Non può farlo, anche se vi scrivesse una lode a Dio!
È come se Michelangelo sulle vesti della sua Pietà si fosse arrogato il diritto di scriverci, magari col pennello non essendoci a quel tempo gli spray, suoi messaggi o suoi proclami. Michelangelo (che non era uno stinco di santo e aveva un pessimo carattere contraddistinto da irascibilità, avarizia ed estrema misantropia) si guardò bene dal pretendere un tale diritto attribuendoselo in quanto autore dell’opera. Pensate quanta pubblicità avrebbero avuto i suoi messaggi scritti su una delle sue opere maggiori, subito conosciuta in tutto il mondo di allora. E Michelangelo cose da dire ne aveva, e critiche da fare non si negavano alla sua lingua. Ma non lo fece. Come non lo hanno mai fatto artisti la cui fama ha attraversato e attraverserà i secoli.
Quali diritti, dunque, accampa il Pierotti?
Ha simpatia per i Palestinesi che considera perseguitati da Israele e vuole farlo sapere a tutti i lucchesi, se non addirittura al mondo intero, e ha trovato il modo di fare politica non disturbando giornali né Tv. Ha deciso che pagina e schermo delle sue proteste sia la sua opera sulla quale da ultimo ha scritto, accompagnato dal disegno della bandiera palestinese: “Anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti”.
Sappia Pierotti che io non mi sento affatto coinvolto. Torni alla ragione e lasci che la sua opera parli da sé, e non sia proprio, l’autore, con le sue scritte, a ridurne o modificarne di volta in volta il suo reale valore come opera d’arte. Un’opera d’arte non ha bisogno di banditori.

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