Anno XI 
Lunedì 4 Maggio 2026

Scritto da francesco pellati
Politica
21 Aprile 2023

Visite: 949

Egregio direttore,

ieri il consiglio di gestione della Fondazione Versiliana ha approvato il bilancio 2022 che presenta un margine attivo di 75 mila euro portando il patrimonio attivo della Fondazione a quasi 300 mila euro, è il quarto esercizio che si chiude in utile.

Nel 2015 avevamo ereditato una situazione patrimoniale passiva (debiti) per 1 milione 680 mila euro. Il recupero patrimoniale realizzato dal precedente e dall’attuale consiglio in 8 anni supera quindi i 2 milioni di euro.

Il consiglio attuale ha fatto anche investimenti in migliorie degli asset della Fondazione per oltre 500 mila euro e ha risanato l’intero sito strappandolo all’incuria e consegnandolo oggi ai fruitori, ordinato e godibile.

Senza dimenticare i danni da Covid cui ha fatto fronte negli anni 2020 e 2021.

Lo comunichiamo senza trionfalismi, ma con il piacere delle cose ben riuscite, rispondendo con i numeri e senza acredine alle critiche che, pur raramente, si sono levate sul nostro operato qualche volta da destra, ma più spesso da sinistra dello schieramento politico: le critiche servono sempre e sono sempre stimolo a meglio operare. Nel caso specifico qualcuna di esse ha sfiorato l’analfabetismo economico e si è impantanata nel limite della critica per la critica. Alla Schlein, tanto per capirci.

Di vero c’è che questa vicenda ha obbedito alla regola generale (che però ammette eccezioni): la sinistra è poco avveduta nella gestione di soggetti a contenuto economico operanti sul libero mercato, perché subordina alla ideologia le regole della gestione aziendale. Ne escono prestazioni volte a perorare la causa politica, proposte a una sola dimensione come quelle di cui parlava Marcuse negli anni sessanta.

Senza voler parlare dell’oggettivismo di Ayn Rand che è una scuola di pensiero negata agli italiani dal politicamente corretto sia catto/marxista, ci sono le inesorabili leggi di mercato, darwiniane fin che vuoi, ma uniche storicamente in grado di offrire al “cliente” finale la migliore prestazione al minor prezzo. Queste leggi condannano il soggetto amministrato ideologicamente alla continua perdita economica, compensata attraverso maggiori contributi pubblici: non crea ma distrugge ricchezza.

La Versiliana è un caso di scuola: metteva l’ideologia nei cartelloni e nei propri acquisti, percepiva dal Comune (quindi dai cittadini) di Pietrasanta contributi doppi di quelli attuali e faceva debiti anno dopo anno: nessuno rubava, ma nessuno amministrava con criteri economici.

È la consolidata prassi presente nella gestione degli Stati democratici: i governi di centro creano risorse e disponibilità attraverso l’utilizzo di tutte le risorse disponibili, i successivi Governi di sinistra quando hanno speso il patrimonio trovato nelle casse pubbliche e ahimè private, restano con la sola declamazione, la descrizione del sole dell’avvenire in mezzo all’ombra del presente.

L’elettore se ne accorge e vota per un governo di centro. Da qui la storia riprende e si ripete nei secoli.

Alternativa: le sinistre si barricano dentro l’ideologia nella quale credono, “quia impossibili” come direbbe sant’Anselmo, e interrompono il processo democratico ritenuto inidoneo a risolvere i problemi economici indotti da loro stessi, acutizzano le loro ricette, inducono miseria economica e carenza di libertà: la storia recente e passata è disponibile. Basta leggerla.

Le sinistre tuttavia hanno contribuito a una migliore fruizione della ricchezza prodotta, ma solo quando hanno agito in uno Stato democratico ad economia aperta e di mercato. Quando arrivano al governo non sono capaci di produrre ricchezza. Essendo permeati di paranoia danno la colpa a fantasmi remoti o addirittura inesistenti: l’imperialismo di pinco o di pallino, il Vaticano, la CIA, ii capitalismo, le carestie, gli embarghi, i fascismi sparsi in Patria e nel mondo.

Per dirla con Esopo, O mythos deloi (la favola insegna) che le sinistre stanno bene alla opposizione, sui palchi dei comizi, ma guai dargli in mano la gestione di qualunque soggetto economico, da una bottega da dolci fino alla economia di uno Stato.

Per onestà aggiungo e concludo: la regola vale nel complesso ma, come ho detto prima, ammette eccezioni, come quelle poche che si vedono in Toscana, che però operano in mercato quasi libero e quasi aperto e in regime quasi democratico.

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Scendiamo in campo per una Lucca diversa. Un progetto dal basso in vista delle Elezioni Comunali del 2027. Un…

La segreteria regionale e la federazione di Lucca del partito della Rifondazione Comunista esprimono solidarietà e vicinanza ad…

Spazio disponibilie

Giovedì 7 maggio alle ore 17 presso la Sede dell'Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti, Via Veneto…

Questa mattina alla presenza dell'assessore ai lavori Pubblici Nicola Buchignani, ha preso il via il cantiere di riqualificazione delle…

Spazio disponibilie

Il Centro funzionale di monitoraggio meteo della Regione Toscana ha emesso un avviso di criticità arancione che riguarda i territori…

Sono iniziate oggi, lunedì 4 maggio 2026, le operazioni propedeutiche allo spostamento del Volto Santo in vista…

"Il sindaco di Lucca Mario Pardini, la giunta, la maggioranza che riunisce i partiti del centrodestra e il…

Torre del Lago sta vivendo una fase di rinnovato slancio e crescente attrattività, frutto di un…

Spazio disponibilie

Sabato 9 maggio dalle ore 15.30 alle 21 secondo appuntamento con l' iniziativa culturale e artistica fossi dell'…

Con l'arrivo della bella stagione, torna in funzione l'info tourist al Ponte del Diavolo: un punto di riferimento…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Duetto - 160
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie