Anno XI 
Domenica 25 Ottobre 2026

Scritto da Redazione
Politica
25 Ottobre 2026

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Davanti alla prefettura gli interventi di sindacati, precari comitati per la sanità e rappresentanti dei pensionati. Bianucci, Lugano e Pardini: «La difficoltà di arrivare alla fine del mese riguarda sempre più famiglie, giovani e anziani. Il Governo dia risposte concrete. Il maltempo non ci ferma: organizzeremo nuovi appuntamenti per allargare la partecipazione».

La pioggia non ha fermato il presidio «Non ce la facciamo più», organizzato ieri (venerdì 23 ottobre) nel Cortile degli Svizzeri, davanti alla Prefettura di Lucca, da Alleanza Verdi Sinistra-Europa Verde per chiedere risposte concrete al Governo nazionale contro il caro prezzi, il peso delle bollette e il progressivo impoverimento delle famiglie.

Un’iniziativa che ha messo al centro le difficoltà quotidiane delle persone, attraverso le testimonianze di rappresentanti sindacali, associazioni e comitati impegnati sul territorio. E che gli organizzatori intendono riproporre, con condizioni meteorologiche più favorevoli, per coinvolgere un numero ancora maggiore di cittadine e cittadini.

«Vogliamo innanzitutto ringraziare tutte le persone che hanno scelto di esserci nonostante la pioggia – dichiarano Daniele Bianucci, consigliere comunale ed esponente di Alleanza Verdi Sinistra Lucca, e Marta Glenda Lugano e Luca Fidia Pardini, coportavoce di Europa Verde Lucca –. La loro presenza dimostra quanto questi problemi siano sentiti e quanto sia importante tornare a discuterne pubblicamente. Il nostro non vuole essere un appuntamento isolato: ci prendiamo fin da ora l’impegno di organizzare una nuova iniziativa, speriamo con condizioni meteorologiche più favorevoli, per dare ancora più forza e partecipazione alle nostre richieste».

Durante il presidio sono intervenuti Stefano Cristiano, del sindacato inquilini SUNIA, che ha affrontato la questione dell’emergenza abitativa e delle crescenti difficoltà di accesso alla casa; Gemma Urbani e Gabriella Bertani, dei comitati cittadini per la sanità, che hanno portato l’attenzione sui problemi della sanità pubblica e sulle difficoltà di accesso alle cure; Marcello Massei, del sindacato pensionati SPI-CGIL, che ha richiamato le condizioni economiche sempre più difficili delle persone anziane; Adelmo Fantozzi, rappresentante di ANP-CIA, l’Associazione Nazionale Pensionati promossa da CIA-Agricoltori Italiani, che ha contribuito alla riflessione sulle difficoltà vissute dai pensionati; e Duccio Checchi, giovane precario della segreteria provinciale NIDIL, che ha portato il punto di vista delle nuove generazioni e del lavoro precario.

«Abbiamo voluto partire dalle esperienze concrete delle persone, perché dietro le statistiche ci sono vite, famiglie, rinunce e preoccupazioni. A Lucca, secondo le stime richiamate, una famiglia deve sostenere circa 740 euro in più all’anno per la spesa alimentare. Nella nostra provincia si stimano 94 milioni di euro di rincari sui carburanti rispetto al 2025. Gli affitti e i prezzi delle abitazioni continuano a rendere sempre più difficile trovare una casa, mentre il costo delle bollette pesa sulle famiglie e sulle imprese. E sempre più persone incontrano difficoltà perfino nel garantirsi cure tempestive e adeguate».

Per Bianucci, Lugano e Pardini, la risposta a questa situazione deve essere innanzitutto politica.

«Non possiamo accettare che lavorare non basti più per vivere dignitosamente, che una pensione non consenta di arrivare alla fine del mese o che una persona debba scegliere tra pagare una bolletta e curarsi. Al Governo chiediamo interventi strutturali per aumentare salari e pensioni, contrastare il lavoro povero e precario, alleggerire il peso delle bollette, garantire il diritto alla casa e investire seriamente nella sanità e nei servizi pubblici. Le risorse devono essere trovate anche intervenendo sulle grandi rendite e sugli extraprofitti, anziché continuare a scaricare il peso delle crisi sulle fasce più fragili della popolazione».

Particolare attenzione è stata dedicata anche al rapporto tra giustizia sociale e giustizia ambientale, a partire dal tema della mobilità.

«Per tante persone, soprattutto nelle frazioni di Lucca e nella Piana, utilizzare quotidianamente l’automobile non è una scelta, ma una necessità, perché mancano alternative adeguate. Investire nel trasporto pubblico locale, aumentando le corse degli autobus ed estendendole anche a orari serali e giorni festivi, migliorando i collegamenti con le frazioni e potenziando quelli ferroviari, significa non soltanto ridurre l’inquinamento, ma anche alleggerire concretamente le spese delle famiglie. La transizione ecologica deve essere anche una grande occasione di giustizia sociale, non un privilegio per chi ha più risorse».

Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre ribadito il valore della partecipazione democratica e della libertà di manifestare, con un riferimento alla mobilitazione studentesca prevista per il giorno successivo.

«Saremo in piazza anche con le studentesse e gli studenti, ribadendo con assoluta chiarezza il nostro rifiuto di ogni forma di violenza, sempre e comunque, e siamo solidali in particolare con gli studenti del Passaglia attualmente occupato. È la nostra storia politica e personale a testimoniarlo, anche in una città nella quale, semmai, la violenza e l’intimidazione sono state troppo spesso praticate da una parte della nostra controparte politica. Ma proprio perché crediamo nella nonviolenza, difendiamo con altrettanta convinzione la libertà, anzi la necessità, di manifestare pubblicamente il proprio dissenso. È un diritto sacrosanto, che deve essere garantito a tutte e tutti, tanto più quando a far sentire la propria voce sono le nuove generazioni. I giovani non devono essere messi a tacere: devono essere ascoltati, rispettati e incoraggiati a partecipare alla vita democratica. Nonviolenza e diritto al dissenso sono due pilastri della stessa idea di democrazia».

Infine, l’impegno a proseguire la mobilitazione contro il caro vita.

«La nostra iniziativa non finisce con il presidio di venerdì. Vogliamo continuare a coinvolgere associazioni, sindacati, realtà sociali e singoli cittadini, perché il caro vita non è un problema individuale, ma una grande questione collettiva. Non possiamo rassegnarci all’idea che stipendi insufficienti, pensioni basse, difficoltà abitative e servizi pubblici sempre più deboli siano inevitabili. Le alternative esistono e dipendono dalle scelte politiche. Non ce la facciamo più, ma non ci arrendiamo. Continueremo a chiedere risposte e a mobilitarci per una Lucca e un’Italia più giuste, più solidali e più verdi. Perché una vita dignitosa non può essere un privilegio per pochi: deve essere un diritto di tutte e tutti».
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