Utile certo, ma anche abbastanza inutile, tirar fuori video che dimostrino che i due agenti della Polizia di Stato, uno dei quali dotatosi di bodycam a proprie spese, non abbiano infierito e incrudelito su Fakir, a Bologna. E magari hanno pure seguito alla lettera i protocolli previsti dal Ministero dell’Interno per trattare con pazzi furiosi.
Inutile perché l’immediata arrampicata sulle barricate del sindaco Lepore e la pronta risposta di una parte dei suoi concittadini ci fornisce elementi abbastanza univoci sul quadro di situazione che si sta andando a delineare da un po’. Ci sarà un nuovo terrorismo, mettiamoci l’anima in pace. Le farneticazioni di certi rappresentanti di Potere al Popolo & Co. in TV assomigliano molto ai “Comunicati” delle Brigate Rosse.
Inutile perché c’è una parte – magari assai ridotta, ma virulenta e distruttiva – del pubblico, che dispone di pre-confezionate sentenze, per cui Ramy, Fakir, l’accoltellatore fallito (nel senso che non gli è riuscito di sbudellare l’agente che l’ha neutralizzato) Moussa Diarra da Verona, e pure Salim l’ammazzasette motorizzato, son tutti di sicuro vittime. Persone per le quali il poliziotto e il carabiniere sono sempre dei COPs sadici, a metà fra i militi nazisti di SS (e, perché, no sovietici di NKVD e GPU) addetti alla vigilanza dei lager/gulag. Giusto per non far torto a nessuno.
Sembra di sentire il motivetto di Jannacci … “Vengo anch’io!” … “No, tu no!” … “Ma perchè?” ... “Perché no!” All’insegna del dialogo costruttivo sussiegosamente sempre portato avanti da una certa parte politica.
Per questo non ci perdo neanche tempo a elencare i motivi per i quali sarebbe meglio attendere un giudicato. O gli elementi a favore degli agenti, che per me hanno fatto bene. Mi dedico invece ad un altro aspetto.
Abbiamo Fakir, che fra droga consumata e spacciata, qualche problema ce l’ha creato, rovinando altri ragazzi e sé stesso. Dobbiamo tenercelo? E come lui tanti altri. Giusto sottolineare con compunta fermezza che “la società avrebbe dovuto prendersi cura della persona in stato di disagio mentale”? Ma si sa di cosa si parla? Si sa quali siano le potenzialità nazionali? Così come non c’è posto per alloggiare tutti i diseredati extra-comunitari, non ci son posti di lavoro per tutti, beh … non ci sono neppure abbastanza posti-letto nei reparti specializzati ospedalieri. E di “clientela”, purtroppo, ve n’è.
E allora, invece che incartarsi in dissertazioni per criticare il presunto razzismo di certe posizioni politiche, poniamoci il problema se sia corretto tenerci queste persone, che vengono da lontano, hanno la fedina penale abbastanza sporca, e son pure fuori di testa. Quando ne abbiamo anche d’italici nelle stesse condizioni.
E se riscontriamo l’odio per l’Italia da parte di chi – di 2^ generazione – soffre condizioni economiche disagiate, dobbiamo sapere ch’è del tutto normale. Non hanno contezza del luogo da cui provenivano i genitori che – giunti in Italia – baciavano per terra e pensavano soprattutto a lavorare, anche se erano sfruttati. Vedono solo che non hanno i mezzi degli altri italiani di 7^ generazione, e – com’è logico – s’incazzano.
Proviamo a pensare se si sia agito per il meglio largheggiando in cittadinanze, bonus (bebè, scuola, disoccupazione, bollette, affitto, etc.), ricongiungimenti (moglie, genitori, poi genitori della moglie, e tutti ammessi a assistenza sanitaria gratuita e pensione sociale, senza aver versato un euro di contributi), che fanno saltare i conti di chi cercava di convincerci che si stesse facendo un affarone. Che ci avrebbe pagato la pensione.
Difficile, anzi, impossibile tornare indietro con chi è stato ammesso a quest’Eden comunque straccione. Ma proviamo a invertire la rotta normativa, e a non assicurare analogo Paradiso a chi arriva fresco di gommone, col placet di Casarini & Co., e di tante ONG straniere che potrebbero portarseli a casa propria ma è più facile scaricarli qui. Anche grazie a nostri “politici” ancora in azione, presenti su entrambi i fronti.
A concedere la cittadinanza aspettiamo di vedere come cresceranno i figli, indispensabile cartina al tornasole di un’integrazione reale e concreta. Credo che disastri ne abbiamo visti a sufficienza. E non c’è fretta a fare d’un immigrato un cittadino, una volta che il sostegno economico gli è stato garantito, a prescindere dal fatto che possa o meno recarsi alle urne da noi.
E soprattutto rimandiamo a casa propria chi è fuori di cervello, prima che ammazzi qualcuno a coltellate, bastonate o con l’auto. A proposito, plaudo ai “centri sociali” modenesi che non son scesi in piazza per la Signora Monica Esposito massacrata da Salim, dopo aver visto cosa fosse successo a Bologna. Non è vero che in quei luoghi vi siano solo irresponsabili, violenti e arrabbiati, senz’alcuna voglia di lavorare e impegnarsi.
La “fastidiosità” d’una minoranza d’immigrati, scatena razzismo e odio altrettanto becero. Dei segnali si son registrati, perché pagano sempre i deboli e quelli che non son capaci di difendersi. Il 9 maggio 2026, in Piazza Fontana a Taranto, per razzismo fu ucciso a coltellate il 35enne Bakari Sako, del Mali. Non ricordo un “maranza” fatto a pezzi da un gruppetto deciso di cittadini locali da 7 generazioni.



