Anno XI 
Martedì 28 Aprile 2026

Scritto da Redazione
Politica
11 Febbraio 2022

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Iniziato l’esproprio dei terreni per la costruzione di un nuovo casello a Mugnano.

La risposta arriva dal comitato di Mugnano, che insieme con il comitato Lucca est, ha presentato al comune di Lucca un’osservazione al piano operativo in merito al quadro conoscitivo: studio per la verifica di fattibilità nuovo casello autostradale (A11) in località Mugnano.

Nell’osservazione si pone innanzitutto l’attenzione sull’utilizzo nello studio, di un linguaggio estremamente tecnico e assolutamente incomprensibile al cittadino, al solo scopo di renderne incomprensibile il contenuto. Lo studio vuole dimostrare che nel tratto autostradale compreso tra Lucca ovest e Lucca est, esiste un altro livello di incidentalità che rende necessario allontanare le due uscite. Da qui la valutazione che porta a proporre la chiusura del casello di Lucca est e l’apertura di un nuovo casello a Mugnano. Il portavoce del comitato di Mugnano, Christian Simonelli, afferma “i dati riportati dallo studio in questione sui flussi di traffico in quel tratto autostradale, sono riferiti ad un’analisi effettuata nel 2010 e si afferma che sono da ritenersi ancora validi. Il caso vuole che, prendendo i dati statistici del SIRSS (banca dati regionale sull’incidentalità stradale), nello stesso anno, riferiti a quel tratto autostradale, non rilevano alcun incidente.”

La domanda che si pone il comitato è “ perché non ricorrere ai dati in possesso di carabinieri/polizia stradale per rilevare il tasso di incidentalità e al contrario, utilizzare risorse dei cittadini per affidare ad una università, peraltro con elevate competenze sul tema (si tratta del polo universitario sistemi logistici di Livorno), una valutazione totalmente infondata e che niente ha a che vedere con la fattibilità?”

La fattibilità di un intervento chiama in causa ulteriori criteri quali l’impatto ambientale, il rischio idrologico e idrogeologico, la valutazione di costi/benefici per le amministrazioni interessate ed i cittadini, ma anche una visione di insieme che tenga conto degli assi viari e dello sviluppo delle connessioni urbane ed extra urbane. “Quindi un intervento che non trova giustificazione reale e che, oltretutto non risolverebbe il vero problema per il quale lo studio è stato commissionato- conclude Simonelli- ovvero il problema del raccordo tra gli assi viari nord-sud e est-ovest”. 

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