Anno XI 
Lunedì 27 Luglio 2026

Scritto da Redazione
Politica
26 Febbraio 2025

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"Scadenza concessione Geal: un sindaco che ha paura di gestire un passaggio di questo tipo, noto da anni, e cerca forzature e proroghe per tirare a campare, non sa fare il suo lavoro. Pardini faccia il suo dovere e pensi al bene di Lucca e non a quello di Acea". Una presa di posizione senza mezzi termini quella di Pd Lucca e Versilia che, in seguito al voto in consiglio regionale, intervengono sulla questione dell'acqua e di Geal ripercorrendo anche i fatti noti da anni. "Qui l'unico che vuole regalare l'acqua dei lucchesi a un socio privato di Roma, Acea, (che ha il 49 per cento dentro Geal e non solo esprime l'Amministratore delegato ma grazie ad alcune clausole statutarie concepite 30 anni fa ha un potere di veto su molte decisioni della società) è il sindaco di Lucca, Mario Pardini, che su Geal non ha fatto nulla per quasi 3 anni, lasciando la città e molti cittadini senza investimenti e senza certezze".

"La concessione di Geal è stata fatta nel 1995 - spiegano dal Pd - per 30 anni. Sono quindi 29 anni che si sa che la vita di Geal sarebbe finita nel 2025. E Pardini è responsabile dal giugno 2022, cioè da quando è diventato sindaco, della gestione, nel migliore dei modi, di questa situazione: ma per quasi 3 anni il sindaco di Lucca non ha fatto niente. Non ha preso una posizione, non ha interloquito con gli altri sindaci, non ha avviato rapporti con le società che gestiscono l'acqua, non ha scelto una linea da seguire per mettere in sicurezza la risorsa più importante del territorio lucchese, cioè l'acqua. Di più: circa un anno fa è stato proprio Pardini a dare un incarico - pagato molto bene con i soldi dei lucchesi - all'ex prefetto Tronca, affinché facesse una consulenza in merito alla situazione di Geal. Esito della consulenza? Lo stesso Tronca, voluto da Pardini non dal Pd, ha messo per scritto che la proroga sarebbe stata illegittima e che la soluzione migliore per Geal, stando così le cose, è l'ingresso in Gaia. Ma nonostante questo il sindaco ha continuato a vivacchiare, per poi cominciare a sostenere la possibilità di gestire in autonomia Geal (cosa che in Italia esiste solo per pochissimi e rarissimi casi, in Comuni molto piccoli o montani dove il Comune gestisce il servizio direttamente con i propri uffici comunali e non attraverso una società). Non contento ha intentato un risicato ricorso contro l'Aurorità idrica toscana, nonostante sappia benissimo che la concessione di Geal scade a fine 2025 per volontà della legge, non di qualche cattivone che si è inventato una norma. Si è messo contro tutti, giocando il tutto e per tutto con un'operazione che evidentemente è delicata, visto che riguarda non solo Lucca, ma tutta la provincia".

"Ma l'apoteosi della propaganda la leggiamo oggi - prosegue la nota del Partito Democratico -. Pardini sostiene che l'acqua di Lucca sia stata svenduta, solo perché è stata bocciata una proroga considerata illegittima dalla stessa legge: il tutto poi grazie alla Lega, che in consiglio regionale si è opposta alla legittima richiesta pervenuta qualche settimana fa da sindaci di centrosinistra, di centrodestra e civici della provincia di Lucca di poter essere ascoltati in commissione e di poter partecipare alla discussione. Il confronto è stato impedito dagli alleati di Pardini, è stata fatta una forzatura e questi sono i risultati. 

È quindi il sindaco di Lucca il principale artefice dello stallo in cui si trova Geal: doveva sfruttare i quasi 3 anni che ha avuto di tempo per gestire questo passaggio, invece ha inscenato l'ennesimo teatrino, con l'obiettivo di regalare altri 2 anni al socio privato - che dal 2023 non ha più fatto un investimento su Lucca - e di rimandare la patata bollente a dopo le elezioni comunali del 2027. Un modo di agire tutto improntato sul proprio tornaconto elettorale e personale e non costruito sul bene della città e dei cittadini". "Chiudiamo con una domanda: per quasi 3 anni Pardini ha raccontato ai cittadini che vivono in zone prive di fognature, come per esempio l'Oltreserchio che le fognature non potevano essere realizzate perché la concessione di Geal era in scadenza. Come giustifica quindi oggi la necessità di sostenere la proroga, che di fatto avrebbe bloccato gli investimenti per altri due anni? Se fosse stata seguita la logica di Pardini, Lucca avrebbe avuto gli investimenti bloccati (per l'acquedotto, per la fognatura e per i miglioramenti al depuratore) fino al 2027: eppure al sindaco spetterebbe pensare al bene di Lucca, non a quello del socio privato".

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