“Replichiamo alle affermazioni del comitato Amici di Lucca e i suoi paesi: il loro comunicato genera confusione fin dalla prima riga, dato che identifica l’asse previsto dal piano regolatore del 1957 con l’attuale asse nord-sud. Secondo loro, la vera soluzione al problema del traffico sarebbe sostituire tutto il trasporto su gomma con quello su ferro, cosa costosissima e difficilissima da realizzare. Si evocano poi fantomatiche colate di cemento, che non sarebbero in realtà maggiori di quelle che interesserebbero il territorio raddoppiando ferrovie e facendo grandi scali merci intermodali”. Così esordisce il comitato Per Lucca e i suoi paesi.
“Denunciano il consumo di suolo dovuto all’urbanizzazione, dimenticando che, da 70 anni, in Lucchesia si urbanizza senza fare infrastrutture e strade. Il risultato di un ambientalismo ottuso è avere una città piena di volumi inutili, ma priva di infrastrutture moderne: questo ha prodotto una città inquinata, con camion sulle strade urbane e con cattiva qualità della vita- prosegue il comitato- Noi auspichiamo la realizzazione dell’asse nord-sud, chiedendo che sia una strada protetta e che non inneschi alcuna urbanizzazione. Chiediamo che si riprenda subito in mano la progettazione dell’asse da Antraccoli a San Concordio, necessario perché la tangenziale funzioni e per rendere vivibile San Concordio. Crediamo infine che il comune di Lucca renderà di fatto inutilizzabili le vie urbane per il traffico di scorrimento attraverso sensi unici, cambiamenti di precedenze e limiti di velocità adeguati: in tal modo, il traffico di attraversamento sarebbe espulso dalla città”.



