Nella tragedia di Alessandro Manzoni “Il Conte di Carmagnola”, nella scena dedicata alla battaglia di Maclodio – combattuta nel 1427 fra Ducato di Milano e una coalizione comprendente le repubbliche di Venezia e Firenze e il marchesato di Mantova – il coro recita quel famoso adagio che ho scelto per titolo. Manzoni, allora, andava per la maggiore, e faceva cassetta senza aiuti di stato.
Ma non è di quella tragedia di cui voglio tediare il lettore, ce ne sono di maggiori ovunque oggi.
Volevo invece comunicare che, per la prima volta, mi son divertito ad un’intervista della “Bianchina” Berlinguer che di solito non amo guardare. Appartiene a quei presentatori “progressisti”, della scuola di Santoro e Gad Lerner, abilissimi nel provocare, far rispondere, e appena la replica si presta alla strumentalizzazione ideologizzata, chiudono l’argomento dimostrando che chi gli sta davanti è un reprobo “fassista”, e passano ad altro tema. Chiaramente il poveretto rimane “appeso”, magari incazzato per non aver potuto spiegare e precisare, scosso, e pronto ad altra bordata. Questa volta mi è stato inviato lo spezzone del video, e devo dire che ringrazio l’Amico, perché è stato illuminante.
Altre volte ho visto la ringhiosa e astiosa “Bianchina” aggredire il gen. Vannacci – come fa con tutti – ma l’ultima intervista è il frutto di parecchie “lesson learned”, evidentemente. La “Bianchina” chiedeva, faceva replicare, non azzardava conclusioni sapendo che di fronte c’era persona dialetticamente abile nel non farle passare esemplificazioni e sentenze affrettate. Uno che – schermisticamente parlando – senza scomporsi parava e rispondeva a “botta dritta”. Sempre.
Sia chiaro, non mi permetto di esprimere valutazioni sul pensiero per non far irrigidire chi è su preconcette e inabbandonabili posizioni avverse. Mi riferisco alla sola contesa dialettica, al mero aspetto tecnico del logico tentativo di trovare una crepa nel dispositivo del Generale e riversarcisi dentro, facendone scempio. Ha pure proiettato un video di nazionalisti europei, che in quanto tali sono forieri d’inevitabile scontro inter-europeo se salissero tutti al potere. Beh, non è riuscita a far pronunciare una sola frase compromettente al duro contendente della serata.
Forse la “Bianchina” non ha aggredito perché il Generale ha rotto con la Lega? Non credo. L’intervistato ha chiaramente esplicitato che con darà appoggio allo sbrindellato “campo largo”. Per cui non sarà mai dei “suoi”. Vuole mandare via gli stranieri criminali, vuole ordine per strada, non vuole l’islamizzazione dell’Italia, e crede nella famiglia prevista dalla religione cristiana. La “Bianchina” ha solo compreso che addentare cotanto osso duro – mediaticamente parlando – poteva solo portarla a ricorrere all’opera di un bravo dentista.
E forse – anche se non se ne è accorta – ha fatto un gran servizio al Generale e all’attuale Governo.
Più aumenta il coagulo di consenso di Futuro Nazionale – che con Gianni Alemanno va ora a spaziare su un elettorato assai particolare – più c’è possibilità che giunga in Parlamento superando la soglia fatidica del 3%, e occorra dargli almeno retta. Non stiamo parlando di fantasie. Un dì nessuno voleva stare con la Meloni, e i suoi attuali alleati sostenevano Monti e Draghi.
Insomma, con questo nuovo partito – che come tutti esprime molte idee condivisibili se non si filtra con l’ideologia arrabbiata e ottusa – a destra è suonato “uno squillo di tromba”.
A sinistra, però, non “risponde uno squillo”, come cantava quel coro di tragedia. sembra di star a sentire una prova d’orchestra, con tutti contro tutti e con tutti.
E allora, forse, tardive dimissioni a parte, e sapendo che fra un anno si torna alle urne per le politiche, e chi vince nominerà un nuovo Presidente la Repubblica, auspico che sempre a destra risponda un altro squillo. Perché questa destra ammansitasi e mimetizzatasi, sarebbe ora che desse ai suoi elettori quello che aveva promesso.
Va bene andarci piano…. Ma ormai siamo “in corto finale” sulla portaerei Italia, che rolla e beccheggia in mare in tempesta. C’è da alzare i giri del motore ed essere precisi per non finire in mare e tragicamente – ancora, sì – affondare.



