Al termine della recente tornata elettorale calabra, utile per assegnare il seggio rimasto vacante a seguito dell’elezione a Sindaco di Reggio di Francesco Cannizzaro (FI), abbiamo assistito al solito peana di vittoria generalizzato e, per questo, parzialmente immotivato. Fra le tante celebrazioni, a mio parere improvvide, una merita attenzione.
La secca vittoria del centro-destra, con il 51% per cento dei voti, ha fatto subito dire a Stefania Craxi, capo-gruppo al Senato di FI per grazia berluschide, che il CDX può andare avanti da solo, e non aver bisogno della stampella FN.
Ovvio: l’astio generalizzato verso la nuova formazione “acchiappa parlamentari e consiglieri regionali d’altri” impone certi atteggiamenti, cui s’unisce una minore attenzione mediatica, che Vannacci deve conquistarsi a suon di entrate a gamba tesa su aborto e gonne, all’insegna del “purché parlino di noi”. Salvo poi ricorrere alle precisazioni, sperando di metterci la “pezza a colore”.
Passiamo ora alla dotta dissertazione della Stefi, “nata imparata” come si dice a Roma, per virtù di nascita … non so come si dica a Milano, ma ritengo vi sia analoga espressione per indicare gli unti dal Signore – o dal padre – che per grazia divina entrano in Parlamento, nulla avendo compiuto di commendevole prima.
Alle comunali il citato Cannizzaro s’era imposto con il 65,68% dei voti, anche se i votanti rappresentavano la sola città capoluogo, mentre questa volta si è espresso il 22% del popolo sovrano (?) della città metropolitana di Reggio, includente una settantina di altri piccoli comuni.
Stavolta il CDX ha spuntato il 51 e passa %, e FN circa l’11%: sommandoli siamo quasi ai valori delle comunali di Reggio
Beh, in regione a stragrande maggioranza di CDX, come dimostra la recente rielezione del presidente Occhiuto, pochi erano i dubbi che potesse esserci una sorprendente vittoria del CSX. Ma in ottica nazionale gli equilibri a destra non son mica così rassicuranti. Magari a Reggio e nel reggino si può far a meno di FN, ma stiamo parlando di una delle oltre 100 province della nostra bell’Italia. Altrove, ove la maggioranza di governo gode vantaggio minore, quando non è costretta a inseguire, perdere pezzi con FN non è poi così indolore.
Va da sé che la Stefi abbia cercato d’infinocchiare l’elettore – né dotto, né inclito – seguendo ragionamento che l’avvicina alle posizioni del dotto Bonaccini, che postula che l’elettore di destra sia un ignorante stupidotto.
Invece c’è da preoccuparsi eccome, fra Palazzo Chigi e i FabFour al governo. Comprensibile che FdI non voglia dare spazio a chi rafforzerebbe le posizioni della Lega su guerra in Ucraina e remigrazione. Che FI veda con terrore l’erosione fagocitante di FN sui suoi quadri, e la possibilità che in una coalizione debba cedere il 2° posto più o meno alla pari con la Lega, al terzo incomodo.
Che “Noi Moderati” faccia ciò che è: la succursale di FI.
Ma se nel 1927 le politiche vedessero il trionfo del Campo Largo, che si pappa il bonus di maggioranza, credo sia semplice ipotizzare gli sviluppi.
- Ridimensionamento di FdI, cui gli elettori potrebbero far pagare la débâcle, come fecero con Salvini e la Lega. Che facendo cadere il governo “Conte 1” regalarono quasi 4 anni di governo al PD, sconfitto alle politiche ma capace di accaparrarsi ministeri strategici.
- Esclusione dal governo per 15-20 anni del CDX e fine dei sogni di gloria.
- Presidente della Repubblica eletto fra 2028 e 2029, nella cerchia dei candidati individuati fra Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni. Con la possibilità Renzi riesca a dire la sua. Con l’occupazione della casella, governi tecnici assicurati qualora il Campo Largo si sfaldasse com’è logico accada.
- Possibile spinta a salire di FN, per via della rabbia dell’elettore di DX, una volta compreso quanto indicato sopra.
- Ricerca da parte di FI e “Lupetti” di riposizionarsi con Calenda e Renzi, perdendo però l’abitudine a stare al governo, sinora più o meno sempre garantita fra alleanze spurie e maggioranze di larghe intese, utili solo ad occupare poltrone.
Insomma, un suicidio politico di cui sarebbe arduo attribuire la colpa tutta a FN, atteso che si litiga e si fa la pace sempre in almeno due.



