Anno XI 
Lunedì 27 Luglio 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
14 Giugno 2025

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Non è tema sul quale giocare su doppi sensi e ironia – non ce la faccio questa volta – e neanche per metterla sul malinconico e poetico. Nulla contro chi ha cercato questi toni, servono anche loro, ma vorrei toccare altri tasti.
Non è neppure il caso di metterla sulla polemica trita e ritrita delle regole d’ingaggio: rispetto però chi, rivestendo altro ruolo, deve farlo.
Ma qualche riflessione devo esternarla. Almeno due, a dire il vero.
La prima è semplice: il nostro brigadiere ci ha pensato due volte a sparare per via di quel maledetto “atto dovuto” che una volta non era tale, ma ora sembra un macigno piazzato per rendere la vita sempre più difficile a chi rischia del suo per il mantenimento della legge? Ci sta, e rispetto chi solleva il dubbio. 
Per esperienza, però, individuo anche altra ragione. Quando sei lanciato, con l’adrenalina a mille, e l’occhio in caccia, se non sei una belva hai sempre una remora, comunque, a uccidere. E speri che come tante altre volte la preda molli e si arrenda. Perché proprio un morto sulla coscienza non lo vuoi. Perché anche se quello che hai steso ti voleva ammazzare, resta come un boccone indigesto che ti rovina per sempre la vita, e magari ti viene a cercare quando sei solo con te stesso. Perché in quell’eterno gioco di “guardia e ladri” che non hai smesso di praticare manco quando la pensione bussava alla porta, speri sempre che resti tutto un gioco. E non ti debba trasformare in un uccisore. Perché non sei uno psicopatico omicida, e più visite mediche stanno ad attestare la tua sanità di cervello. Accertamenti cui altre categorie non devono sottoporsi. 
L’altra questione riguarda le lacrime di una parte della politica.
Mi dispiace, ma non è credibile quella parte che con esponenti della cultura, della politica, della stampa, ha emesso il suo verdetto sul “caso Ramy”, prima di quello di una corte di giustizia, e prima anche che si concludessero gli accertamenti tecnici.
Non è credibile il cordoglio di chi, di fronte a ripetuti casi di extracomunitari irregolari armati di coltello e fuori della grazia di Dio, ha crocifisso poliziotto o carabiniere che hanno sparato – con Taser o 9 Parabellum – rivendicando il diritto alla vita, naturalmente a senso unico. In quel caso – a meno che non si sia folli – se il morto fosse stato il poliziotto, il nostro Fusani-Sala-Morani-D’Orsi-Gabrielli-etc. non poteva “cordogliare”. Sarebbe stato ipocrita.
Non è credibile il cordoglio di chi dà l’Ambrogino d’Oro al papà di Ramy, e ignora il poliziotto quasi squartato dall’irregolare immigrato e delinquente nella metro della capitale morale d’Italia, mentre difendeva i comuni cittadini meneghini.
Non è credibile perché se fosse stato il brigadiere Legrottaglie a sparare per primo e con letale – anche se casuale – precisione, quella parte sarebbe insorta. Magari invocando giustizia per un poveraccio che, a 60 anni, doveva ancora campare di rapine. Magari chiedendo al PdC Meloni di venire a riferire in Parlamento sul fatto che al suddetto rapinatore, togliendo il reddito di cittadinanza, non era rimasto che riprendere a commettere rapine. E non sto “farneticando”, in quanto è ripetutamente successo per tutti i poliziotti e carabinieri che hanno sparato per primi.
Non è credibile chi difende orde di vandali che svellono cartelli stradali e aggrediscono chi fa ordine pubblico, non perché abbiano coraggio. Ma solo perché sicuri di farla franca e di ordini di scuderia assurdi. Perché 40 anni fa quei ragazzi incappucciati avrebbero potuto essere contrastati a dovere, e magari nel dubbio di poterle buscare, non ci avrebbero provato. E se lo avessero fatto, almeno avevi la soddisfazione di potergli anche tu rompere la testa.
E infine, non è manco credibile chi – e ce n’é d’ambo le parti – ha condotto una politica del recupero dei delinquenti, dell’abbreviazione delle pene, delle riduzioni a tutti i costi delle sanzioni. Perché se a 60 anni ancora rapini, ne hai fatte tante, e magari sei stato pizzicato più d’una volta. E fossimo in uno Stato che difende davvero le persone perbene, alla 3^-4^ volta dovevi beccarti una stangata di lavori forzati che a 60 anni stavi ancora dietro le sbarre.
Quindi, quel cordoglio falso e pizzuto, se lo portino a Capalbio o in qualche bella villa con piscina, lo mettano in una cuccia che magari si tramuta in qualche decina di migliaia di “euri”. 
E non si avvicinino neppure a una nostra uniforme, perché ciò che pensa l’anima che vi alberga, credo non abbia bisogno di essere ulteriormente esplicitato. 

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