Anno XI 
Lunedì 27 Luglio 2026

Scritto da Carmelo Burgio
Politica
18 Febbraio 2025

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Ha fatto scalpore il discorso del vice-presidente degli Stati Uniti, James David Vance, a Monaco, ai grandi (?) d’Europa. Ha spiegato che – a suo avviso – l’Europa, in questa rincorsa ambientalista, woke e a tutela delle minoranze fino a consentirne una sorta di dittatura, sia la prima nemica di se stessa. In sintesi, ha sostenuto che il vecchio continente rifiutando, o vergognandosi, delle proprie radici classiche e cristiane, stia cancellando i propri valori. Un patrimonio che, esportato oltre Atlantico con i reietti d’Europa nel periodo delle monarchie assolute, è stato lì coltivato e restituito a tutto il mondo.

Certo, con errori e imperfezioni, ma la democrazia resta il miglior sistema di governo. Si può criticare quanto si vuole lo zio Sam, ma in un mondo che non è fatto per starsene in disparte, rimane l’alleato meno pericoloso.

Tutti a blaterare pro e contro, ma chi ha preso a ceffoni i velleitari leaders europeo è un giovane uomo politico che – inutile negarlo – potrebbe essere il successore di Trump, almeno nei progetti dei Repubblicani. Pochi però si son resi conto che – in un certo senso – J. D. Vance sia arrivato secondo, in questo allarme. A mettere in guardia contro (in)cultura woke, follie ambientaliste e tentativo di dittatura delle minoranze, aveva tagliato il traguardo per primo il generale Roberto Vannacci.

Piaccia o non piaccia, rimane un dato storico.

Come può o meno piacere, ma le linee indicate da Trump per chiudere il conflitto russo-ucraino sono le stesse anticipate dal generale. Impossibile – per Trump e Van(ce)nacci pensare quindi:

  • che Putin abbia armato tutto questo casino per rimanere allo status quo ante, magari restituendo pure Crimea e la parte del Dombass già acquisita prima del conflitto;

  • a una riconquista militare di quanto occupato dalla Russia, se non altro perché gli Stati Uniti non hanno nessun interesse ad ampliare il conflitto, e l’Europa non ne ha i mezzi e la voglia. Già, perché la guerra la fa lo slancio della nazione, almeno all’inizio, e questa volta non credo che ondate di giovani si presenterebbero volontari alle armi, come accadde dalle due parti in lotta per 1^ e 2^ Guerra Mondiale;

  • all’ingresso dell’Ucraina nella NATO, che non ha alcun interesse a complicarsi la vita.

Lungi da me postulare che il generale ne capisca più di Vance o Trump. O che addirittura ne ispiri il pensiero strategico. Piaccia o meno, l’approccio statunitense, pragmatico (quasi) sempre, è questo, e se ne deve tenere conto.

Il problema russo-ucraino non potrà risolversi prescindendo dagli Stati Uniti. Così come la politica di Biden è stata essenziale per resistere, prolungare la lotta e – in definitiva – far sopravvivere l’Ucraina, quella di Trump lo sarà per chiudere lo scontro. Piaccia o meno: starà in sella per 4 anni.

E l’Europa è bene che recuperi i suoi valori, quelli che la misero al centro del mondo economico, filosofico, ideale. Che li difenda con le unghie ed i denti da quella parte dell’immigrazione – e da chi ritiene d’essere progressista – che vuole annichilire il nostro mondo, annullare conquiste di secoli, e difendere però strenuamente i propri principi che vogliono – fra i tanti obbrobri – la donna sottomessa e i gay criminalizzati. L’Europa ha avuto la presunzione di credere di poter guidare il mondo, come accaduto nei 2-3 secoli trascorsi, ma non ne aveva la forza, e da sola ha percorso una pista verso il baratro, al suono del piffero magico di Greta Turnberg. Cina, Russia, India, Giappone ci stanno surclassando perché quella strada hanno capito che non fosse conveniente imboccarla. E l’Islam ha capito che poteva sommergerci, come fece dallo sbarco di Tarik in Spagna, alle progressioni ottomane nei Balcani, fino a Vienna.

Lo stesso messaggio chiaro di Trump e Putin, che non aggiungono un posto al tavolo di pace per l’UE, ci deve far capire che un ruolo autonomo non possa essere riservato. Loro si siederanno, si divideranno il mondo come in passato, e i nani europei staranno a bisticciare per gli avanzi.

In questo sta anche – forse – il modus scelto dalla nostra PdC per partecipare al vertice di Macron, ribadendo che senza Trump non si possa andare avanti.

Alla faccia dell’Oscar quale miglior attore non protagonista: Napoleòn Macròn.

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