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Scritto da Redazione
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19 Ottobre 2020

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera inviataci dall'amico e collega Paolo Bottari che denuncia una condizione di degrado talmente evidente che non occorrerebbero segnalazioni di sorta:

Ormai non sappiamo più cosa pensare e non rimane che affidarsi all’ironia. Da molto tempo, il tratto di via dell’Acquacalda a S.Pietro a Vico, lungo il Condotto Pubblico e poco prima della scuola Primaria, è lasciato nel degrado più assoluto, dimenticato dalle istituzioni e dagli enti competenti a farlo.

Già più di un anno fa quei 50 metri di strada mostravano segni di cedimento: prima un piccolo tratto del muretto che apriva un varco verso il fosso e poi il lato della strada sempre a contatto con il Condotto Pubblico che aveva iniziato a creparsi e a cedere.

Sembrava tutto risolversi dopo comunque troppi mesi di attesa quando, verso fine luglio fu effettuato un intervento che invece si concretizzò in un paio di scavi immediatamente ricoperti di ghiaia e mai chiusi con nuovo asfalto con lavori mai del tutto terminati. Non so se questo tratto sarà interessato dal prossimo (!) intervento di asfaltatura che altre strade nei dintorni, che pure stavano meglio, hanno già ricevuto ma questa dimenticanza non può rimanere ancora a lungo disattesa.

L’inverno è alle porte, le piogge sono già venute abbondanti e il muretto di contenimento del Condotto sta cedendo sempre di più. La voragine che si è aperta è di diversi metri come si vede dalle foto e adesso è l’acqua del fosso ad aver varcato il confine e a ristagnare nelle buche aperte sotto la strada, “mangiandosi” progressivamente, centimetro dopo centimetro, altro asfalto e altro terreno.

La situazione è peggiorata. Il tratto di strada chiuso dalle barriere si è così pian piano allungato, mettendo in seria difficoltà l’intenso traffico di mezzi che quotidianamente vi passa, verso la scuola e le tante aziende che ci gravitano. La carreggiata è ormai ridotta ad una sola corsia e le barriere e i paletti di ferro piantati nell’asfalto ma sporgenti lato strada, costituiscono un pericolo costante anche per chi passa in bici o in moto.

Possibile, mi chiedo, questo immobilismo? Non so chi debba intervenire tra Comune, Consorzio del Bientina e i privati che sfruttano l’acqua del condotto a scopo imprenditoriale, ma sembra che tutti facciano finta di non sapere o di non vedere. Quella voragine che si è aperta e che sta per portare via diversi metri di muretto che sta insieme ancora per miracolo pur mancandogli la base di appoggio, mi viene da pensare che la si voglia tenere aperta per costituire una “valida” valvola di sfogo del canale nei momenti di piena.

Un funzionamento “al contrario” per farlo sversare a ridosso delle abitazioni e nei campi prospicenti per non allagare gli spalti delle mura…oppure che si voglia realizzare un passaggio facilitato nel periodo estivo per eventuali coraggiosi che volessero farsi un tuffo nel fosso, peccato però che quell’acqua è inquinata. Quello che non è ammissibile però, è lo spreco di denaro pubblico che occorrerà per riparare il danno.

Se all’inizio si fosse intervenuti con la giusta immediatezza, si sarebbe trattato di rifare un piccolo tratto di asfalto e sistemare qualche nuovo mattone e un po’ di calce, per tappare il buco. Adesso la voragine che si è aperta ma che rischia di inghiottire almeno 2-3 metri di muretto in mattoni, costituisce un serio pericolo per tutte le abitazioni vicine, essendo il livello del fosso in quel tratto, quasi alla stessa altezza della strada, senza contare che dovrà essere rinforzato il terreno di contenimento.

Sarebbe l’ora che chi di dovere intervenisse, per la sicurezza del traffico e delle abitazioni e per una questione anche di decoro urbano. “Suona” beffardo il cartello che ancora è in bella evidenza su questo tratto di strada, forse dimenticato o a futura memoria (…) che parla di “inizio e fine lavori dal 20 al 27 luglio 2020”. Dopo quel primo assaggio, nessuno è più venuto. Sarebbe l’ora che si intervenisse per evitare un’esondazione disastrosa del Condotto proprio in quel tratto.

 

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