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Scritto da Redazione
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16 Novembre 2022

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La tecnologia al giorno d’oggi è praticamente ovunque, anche se non ci facciamo quasi più caso, ma anche una semplice sessione di gioco online mette in campo una tecnologia che appena vent’anni fa appariva fantascientifica. La grafica è strettamente sofisticata e in 3D, gli accessori vengono collegati alla console tramite il Bluetooth, mentre Internet e la tecnologia 5G ci consentono di giocare la nostra partita in streaming, magari sfidando avversari a loro volta collegati in Rete, ma fisicamente dislocati a migliaia di km di distanza. A ben guardare, poi, neanche le console sono più le stesse, anzi, per le nuove generazioni di gamer hanno addirittura il fascino degli oggetti vintage, abituati come sono a giocare dal proprio smartphone. E, no, non si tratta di smartphone tradizionali perché chi frequenta abbastanza il mondo del gaming online sa perfettamente che in molti casi le prestazioni di un normale telefono non bastano, ecco perché i colossi della tecnologia hanno messo in campo una gamma di smartphone studiati appositamente per il gaming online: nuovi processori, display di ultima generazione e spazi di archiviazione sempre più performanti sono gli elementi a cui i nuovi gamer guardano con sempre maggiore interesse.

Il mondo del gioco digitale in generale, dunque, è cambiato innanzitutto sotto la spinta di un’evoluzione tecnologica che ha investito tutti i settori della vita produttiva e culturale, una tendenza che ha aperto nuovi spazi di mercato per le case produttrici di videogiochi, sempre più presenti sul fronte delle piattaforme online. I driver del cambiamento per questo settore, dunque, sono connettività e innovazione tecnologica, due costanti che hanno interessato l’industria del gaming a livello globale: su questo fronte a che punto è l’Italia? Scopriamolo insieme.

Il mercato del gaming: in numeri in Italia

Partiamo dal presupposto che l’industria del gaming in generale gode di ottima salute e questo, a prescindere dai dati che andremo a osservare a breve. Il successo di questo settore, infatti, parte da lontano e ha molto a che fare con l’eredità lasciata da quelli che oggi possiamo considerare veri e propri pilastri del game playing: Pac-man, Atari e super Mario non solo hanno fatto la storia, ma hanno anche delineato un perimetro culturale che ha rappresentato la base per le piattaforme di gioco di moderna concezione. Se oggi concedersi un momento di relax con uno degli ultimi titoli per la PlayStation è una pratica diffusa e trasversale è perché nel 1972 un giovane Allan Alcorn, assunto dalla Atari di Nolan Bushnell, ideò quasi per caso quello che sarebbe diventato l’antesignano dei videogiochi: Pong. Da lì in poi innovazione, tendenze, cultura e abitudini di consumo si sono intrecciate in un fenomeno che oggi ha numeri da capogiro. Le stime dell’associazione nata in rappresentanza dell’industria dei videogiochi, la Iidea, parlano chiaro: il settore è in continua crescita. Il report relativo al 2021 evidenzia cifre significative e ci consente di affermare che i videogame costituiscono una forma di intrattenimento ormai diffusa in modo stabile. Dopo un 2020 caratterizzato dal segno +, con un incremento del 21,9% rispetto all’anno precedente e un volume d’affari pari a 2 miliardi e 234 milioni di euro, lindustria dei videogiochi ha vissuto un’ulteriore sviluppo con una crescita che è arrivata a toccare quota +2,9% nel 2021. Importanti anche i dati relativi ai videogiocatori italiani: sono attualmente 15,5 milioni, circa il 35% della popolazione tra i 6 e i 64 anni, segno di quanto questo passatempo si sia diffuso in modo trasversale.

Se il mercato italiano dei videogame online ha raggiunto traguardi importanti in termini numerici è stato anche per la capacità degli operatori del settore di coniugare varietà e qualità, basti pensare alla versatilità con cui i titoli di punta delle principali case di produzione sono stati progettati sia per le piattaforme tradizionali, che per il mobile gaming. Proprio questo segmento rappresenta una importante fetta di mercato per l’industria dei videogiochi, che negli ultimi due anni ha vissuto un momento di grande espansione con un volume d’affari da 116 miliardi di dollari e una crescita che in un anno ha toccato quota +15%. Numeri assolutamente positivi anche per il mercato italiano che a fine 2020 ha raggiunto un valore pari a 1,7 miliardi di euro. I gamer italiani, infine, rappresentano il 24% del totale dei giocatori.

Cosa piace ai gamer italiani?

Anche il settore gaming esprime le sue tendenze: negli ultimi anni così come hardware e software, anche l’offerta ludica si è fatta più sofisticata in termini di qualità di gioco e alcuni titoli sono diventati dei veri e propri fenomeni di culto, con milioni di appassionati in tutto il mondo. E’ il caso dei titoli Battle Royal, come Fortnite, o dei giochi creativi di sopravvivenza e costruzione come Minecraft: entrambi sono in cima alle classifiche di gradimento da parte dei gamer. Molto apprezzati anche i siti sicuri dedicati al casinò: i grandi classici come il poker o il blackjack, presenti su piattaforme sempre più sicure e con alle spalle un’esperienza consolidata, rimangono una certezza del settore gaming, con gare e tornei dedicati che richiamano giocatori professionisti e appassionati da tutto il mondo.

Quello del gaming online è un percorso virtuoso che affonda le radici in un tempo in cui l’idea di utilizzare un telefono come console segnava il confine con la fantascienza. Oggi, grazie a connettività e device sempre più performanti, l’industria dei videogiochi gode di una solidità invidiabile: su questo fronte il mercato italiano presenta numeri importanti con un trend di crescita a doppia cifra che ci consegna una certezza: il futuro del settore è roseo e ci riserverà ancora tante sorprese.

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