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Scritto da Redazione
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16 Luglio 2021

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L'associazione Per Lucca e i suoi paesi non le manda a dire all'amministrazione comunale a proposito del taglio dell'erba sugli spalti:

Le alte erbe nei fossi degli spalti sono una bruttura intollerabile che viene da due anni propinata ai lucchesi con il pretesto della difesa della biodiversità. Partendo dal presupposto che veramente non tagliare l'erba lungo i fossi aumenti la biodiversità, tutta l'operazione non tiene conto della realtà e della logica. Sul territorio del comune di Lucca vi sono infatti migliaia di chilometri di corsi d'acqua, fossette, canali irrigui, cunette, ecc. La gran parte dei corsi d'acqua si trovano in ambienti non urbani o solo parzialmente urbanizzati. Vi sono quindi molti luoghi dove fare gli esperimenti per l'aumento della biodiversità senza che sia necessario deturpare il più importante monumento cittadino. Anche quest'anno abbiamo notato come il Consorzio di Bonifica abbia già sfalciato molti corsi d'acqua, ma sotto le Mura si vuol lasciare l'erbaccia lungo i fossi oltre ogni limite logico, ovvero, se si ripeterà quanto avvenuto nel 2020, anche oltre la metà di agosto.  

I prati sotto le Mura sono parte integrante del monumento e non costituiscono un ambiente agricolo o forestale, ma sono piuttosto assimilabili ad un giardino storico. Non ha quindi alcun senso lasciare l'erba alta in un giardino storico, mentre essa viene falciata nei fossi del Morianese o dell'Oltreserchio; in questo modo non si ottiene l'aumento della biodiversità, bensì il peggioramento dell'immagine della città, sia per i lucchesi, la cui vista viene disturbata da un luogo abbandonato e deturpato da una gestione illogica, sia per i turisti, che avranno l'impressione di un monumento mal tenuto. 

Infine vorremmo far notare come, nella Lucca agricola dei secoli passati, basta leggere i testi del Mazzarosa per appurarlo, gli argini dei fossi venissero falciati sia in primavera che a fine estate. Questa gestione tendeva ovviamente alla produzione del foraggio, ma non crediamo portasse alla riduzione della biodiversità. Anzi abbiamo l'ardire di pensare che alla metà del XIX secolo, quando la campagna era falciata in modo meticoloso, la biodiversità fosse anche più alta di quella di oggi, come dimostrano gli erbari dei naturalisti dell'epoca, i quali raccoglievano piante oggi estinte o rarissime sul nostro territorio. 

Oggi la gran parte della campagna è incolta e gli sfalci vengono fatti si e no una volta l'anno. Con tutte le  alte erbe che ci sono in giro è proprio necessario lasciar sviluppare uno sterpaio anche sugli spalti?? 

 

 

 

 

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