E finalmente il giorno tanto atteso della partenza dell’11^ Tappa del Giro d’Italia da Porcari, è arrivato. Quattro mesi di duro lavoro per far si che la mattina del 20 maggio potesse rimanere indelebile negli occhi e nella mente di tutti gli appassionati che hanno potuto assistere a quello che è stato un vero e proprio spettacolo. Porcari, la sua gente e tutti quelli che hanno avuto la fortuna di essere presenti, hanno potuto abbracciare ed applaudire tutti i corridori che si sono alternati sul grande palco allestito per l’occasione e, prima ancora, la grande Carovana del Giro d’Italia che ha colorato ed animato una Piazza Felice Orsi gremitissima ed entusiasta.
Grandi e piccini hanno potuto applaudire la simpatica mascotte del Giro, Wolfie, e la dinamica esibizione di un personaggio che è diventato “virale” a livello mediatico, ossia la mummia che ha caratterizzato, e lo farà fino alla fine del Giro, la pubblicità del marchio Regina, sponsor protagonista della Corsa Rosa ed oggi padrona di casa. La Crew della Carovana si è poi esibita in uno show danzante che ha di poco anticipato il momento che tutto il pubblico presente attendeva educatamente alle transenne, quello del lancio, più che della consegna, di una moltitudine di gadget che sono serviti poi per colorare la piazza in vista del momento clou della mattinata, la presentazione di tutti i corridori, squadra per squadra. Prima però un momento che è stato, e continuerà sicuramente ad esserlo, molto emozionante e significativo, l’entrata in scena del magnifico “Trofeo dell’infinito”, una coppa che, oltre a avere un profondo valore simbolico, brilla dorata e porta inciso i nomi di tutti i campioni che hanno avuto l’onore di poterla alzare al cielo in segno di vittoria. Ma la vera vittoria oggi l’ha ottenuta Porcari che ha avuto l’onore di ospitare questo evento che rimarrà, per sempre, nella storia di questo paese. “Siamo tantissimi oggi e questa è una festa bellissima per Porcari – ci ha detto il sindaco Leonardo Fornaciari. Un evento storico che segna il connubio tra un’azienda leader del nostro territorio, la Sofidel, e la comunità che l’ha vista crescere. Sessant’anni di Sofidel si trasformano in un regalo bellissimo per il paese di Porcari che, con una partenza di tappa, proietta il nostro paese nel mondo e gli fa travalicare addirittura i confini italiani come, del resto, ha fatto la Sofidel. Voglio ringraziare il Comitato di tappa ed i cinque saggi che mi hanno aiutato per raggiungere questo obiettivo, ovvero Lido Del Carlo, Angelo Giannini, Matteo Giannini, Stefano Del Carlo e Giorgio Tomei”. Prima dell’arrivo delle squadre, vero momento clou prima della partenza vera e propria, abbiamo avuto modo di parlare con un grande del nostro ciclismo, Davide Cassani, già CT della nazionale italiana e bravissimo commentatore in forza alla RAI. “Siamo in lucchesia – ci ha detto Cassani – la patria del ciclismo, l’abbiamo visto ieri in Versilia e lo conferma questa splendida mattinata a Porcari. Da ragazzino, nel 1979, venni a fare una corsa qui, arrivai decimo e vinse un mio compagno di squadra, ed ho un bellissimo ricordo. Poi sono tornato altre volte, e qui a Porcari si percepisce quella passione che ti da la possibilità di godere a pieno l’occasione di un evento come il Giro d’Italia”. Le squadre si sono alternate, una ad una, ed il pubblico non ha fatto mancare il suo calore ed il suo affetto a tutti i corridori che sono saliti sul palco, con una partecipazione che è andata alle stelle con la presentazione dei campioni, tra cui Jonas Vingegaard, Egan Bernal, Giulio Ciccone, Jhonatan Narvaez, Jonathan Milan, Filippo Top Ganna e, per concludere, la Maglia Rosa Afonso Eulalio. Poi, purtroppo si fa per dire, è stato il momento del via, altro momento iconico di questa mattinata tutta a tinte rosa. Per l’occasione è stato incaricato un altro grande del ciclismo lucchese, quel Michele Bartoli capace di scrivere pagine epiche del ciclismo italiano. Lo abbiamo incontrato per scambiarci due parole. “Questa è la prima volta che ho avuto l’occasione di dare il via ad una tappa del Giro – ci ha detto commosso Bartoli. È stato molto emozionante, un’emozione diversa perché una volta stavo dall’altra parte. Poi, oltretutto, sono anche a casa mia e quindi la soddisfazione è doppia. Tra tutti questi corridori, il mio preferito è Paul Magnier, per parlare di velocisti. Credo che sia qualcosa in più anche di un semplice velocista, è un corridore completo e potrebbe essere adatto anche alle classiche del nord. Jonathan Milan è molto potente ed ha caratteristiche diverse dal campione francese ma mi auguro per lui e per tutti gli italiani che possa presto alzare le braccia al cielo”.
Foto Ciprian Gheorghita



