Sono le 18 e mentre seguo sui social le ultime voci di mercato con le anticipazioni, le trattative, le aspettative e le speranze dei tifosi, pronto a dare ai lettori di questa rubrica le ultime notizie, all' improvviso davanti non ad una vecchia Olivetti magari con qualche tasto rotto, e il nastro dell'inchiostro un po' consumato (compagna fedele dei primi pezzi), ma un pc, la mente ora che manca proprio poco all'inizio del campionato mi fa uno scherzo.
E' come se il tempo si fermasse e tornasse indietro, di tanti anni, e siccome chi scrive come dicono quelli gentili ed educati di primavere, a Dio piacendo, ne ha passate tante tra i ricordi sbiaditi rigorosamente in bianco e nero, torno a quel giorno in cui scelsi come squadra del cuore la Fiorentina.
Ovvio si dirà per chi come me nasce a Firenze e con un babbo tifoso, ma la squadra del cuore è come il primo amore, non si scorda mai, e una volta scelta non la lascia più.
Ricordo ancora il debutto al Franchi, allora Artemio Franchi, in una domenica di marzo del 1960, contro il Padova. Vittoria per 3 a 0 con gol di quello che sarà per tanto tempo il mio idolo, il giocatore che giocava con i calzettoni abbassati, allora si diceva "alla cacaiola", con tutte le c aspirate, con sulla maglia il numero 7, sì proprio lui, Kurt Hamrin detto "uccellino".
E capisci che il tifoso è quel l'essere diviso tra nostalgia, passione e fede.
Perché essere tifoso della Fiorentina non significa seguire solo una squadra, è un sentimento che accomuna, che unisce generazioni, e che evoca ricordi, amicizie e momenti della vita.
La nostalgia
La nostalgia è uno dei sentimenti che spesso accompagna il tifoso viola: le domeniche allo stadio, le trasferte condivise, le prime sciarpe consunte, i biglietti rigorosamente conservati per dire " io c'ero".
Sono i giocatori diventati parte della tua vita, e di quelle partite che ancora oggi vengono raccontate, come se fossero state giocate ieri.
A Firenze, come penso in altre città, il calcio non è solo un risultato, sono le emozioni di un gol urlato insieme a migliaia di persone, un abbraccio a chi hai accanto, e che importa se non lo conosci, la sconfitta vissuta come una tragedia, e la vittoria che con la gioia pervade tutta la città.
Questa è la nostalgia dove il passato continua a vivere nei racconti e nei ricordi del tifoso.
La passione
Questa non dipende dai trofei vinti, anzi sono proprio forse le sconfitte e le difficoltà a rendere più forte il legame tra la Fiorentina e la sua gente. Vittorie, ma anche retrocessioni, delusioni, persino il fallimento del 2002, eppure nessuno l'ha mai abbandonata. Ci si può arrabbiare, soffrire e contestare, ma il rapporto con Lei non viene meno. Più si soffre più ci si attacca a quella maglia, a quei colori, e da lì che la passione diventa fede.
La Fede
Se la nostalgia custodisce il passato, la passione accompagna il presente, la fede rappresenta il futuro.
Non importa quanto e cosa vinci basta poter dire "io ci sono".
Ci sono quando vince e quando perde, allo stadio o davanti alla televisione, ci sono perché quella maglia è entrata nella vita di ogni tifoso.
La fedeltà rende ognuno custode della memoria e ti permette di raccontare ai figli e ai nipoti chi erano Hamrin, Antognoni, Baggio e Batistuta.
Di partite e vittorie storiche e impossibili.
La misura di questa fede è nella capacità di far battere ancora il cuore, anche dopo decenni, come se fosse la prima volta.
E' un sentimento che unisce con la nostalgia ciò che è stato, con la passione il presente e con la fede quello che arriverà.
Il tifoso viola non conta i trofei, o le vittorie (certamente non tante nella storia della Fiorentina), misura la sua passione con la capacità di questa maglia di far battere ancora il cuore come la prima volta.
Non è una squadra da sostenere, è una parte di te, un sentimento che unisce passato, presente e futuro.
E' in questa fedeltà che il legame tra Firenze, la Fiorentina e chi la ama diventa indissolubile e nonostante il calcio sia molto cambiato, ti fa sempre, quando perdi, mangiare male anche se sei da uno chef stellato e ti fa star bene anche con pane e olio quando vinci.
Buon campionato a tutti i tifosi.