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BCL sconfitto a Piombino in amichevole 92 a 78
Nella penultima amichevole il BCL è andato fino a Piombino per testare la squadra contro la Solbato Golfo Piombino. L’inizio del match è uno di quelli che il BCL ha già fatto vedere nei precedenti scrimmage della preseason

In laguna la Fiorentina riprende a... respirare: 4 a 2 al Venezia
La nuova Fiorentina targata Vanoli finalmente si sblocca e ottiene i suoi primi tre punti. Al termine di una settimana che a dire incredibile e imprevedibile si fa fatica, la Viola vince in laguna battendo nettamente il Venezia, ma, soprattutto, finalmente dimostra che anche se ci vorrà ovviamente del tempo può essere una squadra che gioca e diverte

Il basket femminile scalda i motori: al Palatagliate il 4° Trofeo Settembre Lucchese
Si scaldano i motori in vista della nuova stagione di Serie B femminile. Il primo banco di prova per verificare lo stato di preparazione delle squadre sarà il 4° Trofeo Settembre Lucchese, in programma il 12 e 13 settembre al Palatagliate

Basketball Club Lucca ad un passo dalla vittoria con la Lumos Pistoia
Al Palasport di Massa, un Basketball Club Lucca ben organizzato e deciso a giocarsela, strappa gli applausi ai molti presenti in tribuna, uscendo dall’amichevole con la Lumos Pistoia…

A San Vincenzo gli Open Day Multisport del comitato paralimpico regionale
Sarà il resort Riva degli Etruschi di San Vincenzo a ospitare, sabato 19 e domenica 20 settembre, gli open day promossi dal Comitato Regionale CIP Toscana, in collaborazione con INAIL Toscana e Fondazione Roma, per…

Al Club Nautico Versilia la presentazione del libro “Il tuo nome nell’onda”
Proseguono gli appuntamenti organizzati dal sodalizio presieduto dall'Ammiraglio Brusco e aperti non solo ai propri Soci ma a tutti. Archiviata con successo la nuova sessione del Corso di Manovre Salvavita curata dal Dottor Gagnesi, questo sabato, 12 settembre, sarà presentato il nuovo libro di Riccardo Micheli

Rugby Lucca, il 12 settembre torna il Memorial Bernardo Romei
Appuntamento a partire dalle 15 con un open day dedicato a chiunque voglia avvicinarsi alla palla ovale. Squadre in campo a partire dalle 16

Sfinge d'oro anche alla campionessa olimpica Valentina Rodini
Si amplifica l' interesse fra i soci onorari del Premio Fedeltà allo Sport in programma al Teatro Artè di Capannori lunedì 12 ottobre alle ore 18. Si…

Marco Viti e Alessandro Cattaneo al comando del Campionato d’Autunno Star SVV 2026 a Viareggio
Con la terza e penultima tappa, è proseguita regolarmente a Viareggio la manifestazione proposta dalla Società Velica Viareggina. La conclusione domenica 20 settembre, poi il sodalizio presieduto da Paolo Insom organizzerà il V Trofeo Bizzosa

Lenci torna in gara alla "Grande Corsa"
Il driver lucchese, fermo dallo scorso giugno, torna in macchina alla classica gara piemontese, con il primario obiettivo di riprendere fiducia dopo le recenti delusioni. Al suo fianco, sulla BMW M3, di nuovo il biellese Matteo Zanetti

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Personaggi del ciclismo che si incontrano ed improvvisano un pranzo assieme per ricordare aneddoti curiosità e trionfi in occasione degli 80 anni compiuti da Franco Bitossi, uno fra i ciclisti più vittoriosi di sempre con quei 171 successi da professionista conquistati dal 1961 al 1978 che ne hanno fatto anche uno dei corridori più amati di quell'epoca. A premiarlo è stato Ivano Fanini che ha voluto immortalare la sua carriera con una targa ricordandolo come il primo campione che gli ha trasmesso i valori più autentici del ciclismo professionistico. La motivazione nasce negli anni 60 quando l'attuale patron di Amore & Vita-Prodir era un ragazzo che nutriva una forte passione ciclistica. A livello agonistico non andò oltre la categoria allievi dove pure contava diversi successi. Dopo continuò a rimanere appassionato delle due ruote tifando per Bitossi, passando notti insonni nella speranza di veder vincere il suo campione preferito. Con quel carattere vulcanico che ha sempre avuto riuscì a conoscerlo di persona, seguendolo dal vivo in tante occasioni, tanto da diventarne amico. "Bitossi-dice Fanini-è il primo grande campione che mi ha ispirato a rimanere nel ciclismo fondando le mie squadre giovanili fino ad arrivare nel 1984 a gestire una squadra professionistica, poi la Pepsi e la Seven-Up Fanini in contemporanea, successivamente trasformate in Amore & Vita". Società ciclistiche alimentate dalla passione, fatte di continue emozioni forti e contrastanti.
UNO SCRIGNO DI RICORDI PER BITOSSI
Il tre volte campione italiano e vincitore di due Giri di Lombardia è inserito fra i grandi del ciclismo internazionale e nella gerarchia dei più grandi di sempre della Toscana, terra con vocazione ciclistica già dagli anni 40. Un corridore completo che vinceva di potenza ma soprattutto di astuzia, dotato com'era di grande lettura di gara. Una carriera la sua prodiga di soddisfazioni ma anche penalizzata da quella tachicardia che gli ha condizionato le abitudini mettendo a dura prova anche la sua tenuta mentale e psicologica. Il suo soprannome "Cuore Matto", saltava fuori ad ogni suo successo, sia nelle tappe del Giro d'Italia come la Cuneo Pinerolo, sia al Giro della Svizzera, sia negli arrivi in volata perchè su ogni tipo di tracciato lui sapeva cogliere il momento giusto per sferrare l'attacco decisivo anche se gli avversari si chiamavano Eddy Merckx, Felice Gimondi o Gianni Motta, tanto per citare alcuni suoi rivali di quell'epoca fulgida di fuoriclasse. "Purtroppo-dice a La Gazzetta di Lucca-a volte dovevo fermarmi perché il cuore batteva forte, il viso mi si impallidiva e le gambe gonfiavano. Soffrivo di extrasistolia ed avevo irregolarità nel battito cardiaco, ma tutto questo nelle gare di un giorno. Ad esempio al Giro d'Italia, dopo le prime tre tappe, non avevo più problemi e la patologia spariva. Anche per questo sono riuscito a vincere 22 tappe che non sono poche". Fanini di lui conserva uno scrigno di ricordi che rivela nel tempo imprese e trionfi. Aprendolo esce fuori un grande campione che entrò nel cuore dei tifosi sparsi in tutta Italia e la Toscana ritrovò un fuoriclasse che non si vedeva dai tempi di Gino Bartali prima e di Gastone Nencini dopo. Fanini lo ha sempre tenuto di esempio, ed ogni tanto quell'inenarrabile emozione dei suoi successi riaffiora nel ricordarlo.
QUANDO FANINI VOLEVA FAR CORRERE MASSIMILIANO, FIGLIO DI FRANCO BITOSSI
"Bitossi è uno fra i più grandi corridori toscani di sempre-dice Fanini- ed io ho avuto la fortuna di stare con tutti loro a contatto. Gino Bartali è stato il primo D.S. delle mie squadre professionistiche. I due figli di Gastone Nencini hanno corso nelle mie squadre dilettantistiche giovanili. Mario Cipollini l'ho scoperto e fatto crescere a suon di successi con le mie squadre fino all'età di 20 anni. Con Franco Bitossi sono stato a contatto anche se quando fondai le squadre professionistiche lui aveva già smesso di correre altrimenti l'avrei potuto ingaggiare come feci con GB Baronchelli, suo compagno di squadra". "Di Fanini-dice "cuore matto" ho un piacevole ricordo. Un giorno mi invitò ad andare nella sua sede, che vi garantisco è un vero museo fotografico come raramente si vede in Italia, assieme al mio figlio più grande Massimiliano. Gli fece trovare pronto un completino da ciclista , la maglia Fanini, scarpini ed una bici da corsa su misura per i bambini di quell'età, aveva sei-sette anni. Il tutto per invitarlo a correre con la sua squadra. Peccato che non ne fece di niente e si sia appassionato di ciclismo soltanto in età adulta. Un gesto che soltanto uno come Fanini era in grado di fare e di pensare". Nato a Carmignano, frazione comunale allora in provincia di Firenze ed oggi di Prato, Bitossi ha corso poco all'estero, limitandosi ad essere uno dei migliori nelle gare nazionali. Oggi vive ad Empoli ed oltre a Massimiliano ha un altro figlio che si chiama Francesco. Sua moglie Annamaria è stata la persona più importante nel corso della sua carriera. " Mia moglie è stata preziosa a farmi coraggio nei momenti più critici-dice l'ex campione-standomi sempre vicino in un ventennio dove ero sempre sotto la luce dei riflettori. Senza di lei la mia carriera sarebbe sicuramente stata più breve e meno densa di successi".
I PIU' GRANDI CICLISTI TOSCANI DI OGNI EPOCA
Stilare le classifiche dei migliori ciclisti della storia è sempre un'operazione difficile, soprattutto perché sono messe a confronto epoche e tecnologie diverse ma la tentazione di farlo è sempre forte di andare a pescare epoche storiche molto lontane fra loro, mettendo a confronto anche campioni con caratteristiche diverse. Ci limitiamo a stilare una classifica soltanto per quanto riguarda ciclisti toscani, che poi occupano una posizione rilevante anche a livello internazionale visto la grande tradizione di campioni che ha sfornato la Toscana. Ivano Fanini chiama in causa per questa classifica un suo amico di infanzia oltre che un punto di riferimento di tutto il ciclismo lucchese: Pierluigi Poli. " Al primo posto-dice il presidente del Pedale Lucchese Poli-credo che non sia soltanto la mia opinione ma che sia diffusa ovunque c'è sicuramente Gino Bartali. Al secondo posto Gastone Nencini e al terzo posto Franco Bitossi. Veramente per la terza posizione ci sarebbe da discutere ma inserisco lui perché è stato notevolmente penalizzato per i suoi problemi al cuore. Quindi un ex-equo per la quarta posizione fra Paolo Bettini, Mario Cipollini e Michele Bartoli. Ognuno dei tre è stato il più forte in determinati tracciati". In questa speciale classifica Ivano Fanini va fiero che Cipollini e Bartoli siano stati suoi prodotti giovanili. " Due campioni-dice Ivano-indiscutibili. Uno quale miglior velocista di tutti i tempi, l'altro per le classiche del Nord".
BITOSSI FIERO DEL PREMIO DI IVANO
Premi e riconoscimenti Bitossi ne ha ricevuti tanti nella sua lunga carriera. " Ora-conclude-alla mia età sono diventato pigro, anche se mi fa piacere che gli sportivi si ricordino di me a distanza di tanti anni. Devo dire che non vado più alle manifestazioni ma a Fanini non potevo dire di no. È stata una giornata piacevole finita al suo Museo di Ciclismo. Un mio vero tifoso che ancora mi vuole bene come quando da ragazzo lo vedevo venirmi incontro dopo una corsa massacrante. Non poteva che diventare quel grande dirigente ciclistico che ha dimostrato di essere. Il mondo delle due ruote deve tanto ad una persona così." Questo speciale incontro è stato ripreso dalle telecamere di canale 616 Gastone Nencini con le interviste curate da Fabrizio e Massimo Biondi.
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Il richiamo di Imola è stato troppo forte per Ivano Fanini che non si è trattenuto dal tornare in quell'autodromo Dino e Enzo Ferrari che ricorda i grandi campioni della Formula Uno ma anche momenti storici ed esaltanti del ciclismo professionistico internazionale. Il francese Julian Alaphilippe si è laureato campione del mondo domenica 27 settembre, nello stesso circuito che vide conquistare la maglia tricolore Pierino Gavazzi il 26-6-1988, un successo che fa parte e farà sempre parte della storia di Amore & Vita, ottenuto da un atleta che ha impersonificato i più puri valori del ciclismo ispirati da una rigida condotta morale che gli ha consentito di correre da professionista per quasi un ventennio.
Quel successo il Patron di Amore & Vita l'ha ancora scolpito nella sua memoria, uno fra i più importanti nella sua carriera dirigenziale a livello professionistico. Quel memorabile giorno sui 275,2 km. del tracciato, su quel circuito legato ai più grandi nomi della Formula Uno, un suo corridore conquistò due trofei: la 38.a edizione della Coppa Placci, ma ancor più importante il titolo di campione d'Italia, precedendo nell'ordine due campioni del mondo come Giuseppe Saronni e Maurizio Fondriest.
Trentadue anni fa la premiazione veniva fatta nella stessa zona, l'inno italiano suggellò il terzo tricolore dell'atleta bresciano che salì sul gradino più alto del podio e si mostrò festante al pubblico da un modesto palco rispetto all'impalcatura ed agli impianti tecnologicamente più avanzati di oggi, che garantiscono obiettivi di alti standard qualitativi, ma per Fanini quel ricordo e quel momento supera anche le più alte tecnologie perché legato a lui ed alla storia delle sue squadre.
AD IMOLA ASSIEME AL D.S. ZAMPARELLA PER SOSTENERE IL SUO ATLETA VIESTURS LUKSEVICS
Sull'ammiraglia del D.S. Zamparella, la domenica mattina del mondiale salì così anche Fanini che voleva rivivere sul posto quei ricordi per lui indelebili e sostenere il suo corridore Viesturs Luksevics, con il quale aveva vinto in estate il campionato lettone. Sapeva che in questo caso non aveva nessuna speranza di salire sul podio di un mondiale, ma già far parte della corsa più prestigiosa dell'anno era per lui un titolo di merito.
"Di primo mattino - dice il D.S. - Ivano Fanini ha voluto salire sul palco dell'arrivo per fotografarsi nello stesso punto dove 32 anni prima Gavazzi conquistò il titolo italiano. Un momento emozionante per me ed i pochi presenti veder quanta passione ha il nostro presidente e quanto ama il ciclismo. Fanini riesce a trasmettere emozioni trasportandole in tutti coloro che gravitano intorno a lui. Mentre stavo filmando la zona dell'arrivo, le tribune ed il palco chiedo ad Ivano perchè ha voluto farsi quelle foto. Lui con voce forte ed emozionata mi rispose: 32 anni fa quando vinse il mio Gavazzi non c'era un podio così. Fu preso in braccio e portato sul palco a fare le interviste".
Poi D.S. cos'altro l'ha colpita?
"Con voce commossa il nostro presidente - prosegue Zamparella - ha detto: A distanza di così tanto tempo sono ancora qua con la stessa squadra senza mai aver cambiato nome. Questo record per me è già una vittoria".
IL RAPPORTO ODIO-AMORE FRA FANINI E ZAMPARELLA
Sappiamo che fra Fanini e Zamparella non sempre i rapporti sono stati sereni, vero D.S.?
" E' vero - conclude il vincitore del Memorial Pantani del 2017 - conosciamo tutti il carattere incisivo e vulcanico del nostro patron e anche io riconosco di avere diversi difetti, spesso ce le diciamo di tutti i colori. Il nostro è un rapporto di odio e amore (sorride ndr). Per me, però, Ivano resta un grande e gli auguro con tutto il cuore di non perdere mai quella grinta e quella determinazione che lo ha contraddistinto negli anni, sperando che le due parole Amore e Vita durino all'infinito nell'animo della gente".


