aldo
   Anno XI 
Domenica 25 Ottobre 2026
scrittore
scrittore2
aldo1
scrittore1
scrittore3
scrittore4
scrittore5
storia
storia2
Spazio disponibilie
storia1

Scritto da Luciano Luciani
StoricaMente
10 Agosto 2026

Visite: 356

Com'era fluida, composta, veloce la falcata di Livio Berruti in quel tardo pomeriggio del primo sabato del settembre '60! Alto, elegante, leggero quel ragazzo di vent'anni, con larghi occhiali neri che gli coprivano il viso, ancora prima del colpo sparato dallo starter, con il linguaggio del corpo lasciava chiaramente intuire chi sarebbe stato il prossimo campione olimpico nella specialità dei 200 metri piani.

Una sicurezza che non era boria, non era arroganza, ma piena consapevolezza nei propri mezzi, maturata in ore e giorni di allenamenti, noiosi, ripetitivi, sempre uguali. La sua tranquillità, la certezza nella imminente vittoria trapelava dai gesti, pacati, rilassati con cui il "mio campione" prendeva posto nella buchetta di partenza.

Un falso via, poi quello giusto. E io lo sapevo, l'ho sempre saputo durante tutti quei 20'5 secondi in cui è durata la corsa, che se Livio avesse battuto i primatisti della distanza, l'inglese Radford e gli americani Norton e Johnson, allora anche i miei prossimi esami di riparazione, spalmati secondo un convulso calendario scritti-orali di lì a pochi giorni, non sarebbero potuti andare male.

Tra me e lui, tra la sua gara e la mia, tra il parterre dello stadio Olimpico e la mia stanzetta calda e sudata in un appartamento del quartiere Trieste-Salario c'era un nesso magico, un legame portentoso e stregato. Basso più che basso il volume del televisore, per dare a tutti l'impressione di essere alle prese coi misteri tormentosi delle perifrastiche passive, ero invece totalmente immerso nei preparativi della partenza, nella tensione della gara, nella gioia della vittoria che era già tutta nello scatto della partenza.

Come io già ben sapevo.

Negli anni successivi mi sono spesso interrogato, riproiettandomi quel film nella testa di adolescente o di adulto, magari già ampiamente adulto, la ragione di quella strana, intensa, piena felicità del momento.

In fondo cosa me ne importava? Spirito di appartenenza? Ma se non sono stato mai né un patriota, né un nazionalista! E neppure un tifoso particolarmente acceso per l'azzurro in nessuna specialità sportiva, a partire dal calcio. Forse era solo l'ammirazione incondizionata per una manifestazione in cui poteva dispiegarsi in tutta la sua pienezza l'armonia, l'equilibrio, l'euritmia? Che c'entrassero in qualche modo gli studi classici, le letture dell'Iliade e dell'Odissea e tutta quella lingua dei Romani antichi, tradotta per tre anni sia pure obtorto collo? Questo so: di un'occasione rara di allegra, pura, purissima esultanza e di come quelle immagini, le immagini di quella gara, abbiano costituito per anni, sino a oggi, spesso, i miei pensieri di fuga prima di addormentarmi.

Pin It
mise11
mise12
mise14
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Sia a Valdottavo che nel capoluogo, infatti, sono stati condotti significativi interventi di asfaltatura: a Valdottavo i lavori,…

Sabato 31 ottobre a Lido di Camaiore, al Centro Mosaica, dalle ore 10 alle 11:30, si tiene il…

Domenica 25 ottobre alle ore 16, nella Basilica dei SS. Paolino e Donato, si terrà il concerto dal…

La responsabile dell’immigrazione di Libertà è Democrazia illustra la linea del partito: presenza dello Stato, tutela del lavoro e inserimento attivo contro il degrado e l’illegalità

La musica come colonna sonora della vita, rifugio nei momenti difficili e legame capace di unire intere…

Lunedì 26 ottobre dalle ore 16 alle ore 18,  presso l’associazione Culturale Cesare Viviani - Casermetta sulle Mura…

Il bosco avanza ovunque e sta inghiottendo la storia delle nostre stesse colline e dei paesi circostanti,…

Il Comune di Forte dei Marmi informa che, nel periodo compreso tra il 23 novembre e il 30…

RICERCA NEL SITO