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Scritto da Fabrizio Perotti
Summer Festival
08 Luglio 2026

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C’era grande attesa per il concerto in Piazza Napoleone della band a stelle e strisce Alabama Shakes che, con la data del Lucca Summer Festival, ha ufficialmente dato il via al proprio tour mondiale del 2026, dopo la reunion di Brittany Howard, Heath Fogg e Zac Cockrell, avvenuta lo scorso anno. E, dopo due lustri dall’ultima esibizione in Italia, il loro ritorno è stato a dir poco dirompente, grazie all’energia vitale e musicale che li ha sempre contraddistinti, incarnata sul palco dalla cantante e chitarrista Brittany Howard.

Quella del 7 luglio, però, è stata una serata resa ancora più magica dalla presenza sul palco, come special guest, di un artista che, in 27 anni di carriera, è diventato un'icona del rock alternativo a livello mondiale. L’apertura è stata infatti affidata alle note del cantante statunitense Matt Berninger che, con la sua musica elegante e profonda, ha saputo dare voce alle ansie di un'intera generazione, rendendolo un'artista amato e rispettato in tutto il mondo. Il suo set speciale, che è durato circa un’ora, ha esaltato il suo stile, un mix di baritono profondo e testi che sembrano pagine di un diario, caratterizzato da un sound inconfondibile che ha stregato il pubblico del Lucca Summer Festival, così come ha fatto, fin dal suo esordio nel 1999, con milioni di fan sparsi in tutto il mondo. Il front man di una delle band più acclamate del XXI secolo, The National, che nel 2020 ha esordito da solista con l’album "Serpentine Prison", si è esibito presentando anche brani della sua seconda produzione “Get Sunk” del 2025, tra cui “Inland Ocean”, “Nowhere Special”, “Bonnet of Pins” e “Frozen Oranges” che, con una profondità emotiva di rara intensità, esplorano temi di isolamento e solitudine.

Non sono poi mancate alcune incursioni, oltre che tra gli spettatori, di brani scelti dal repertorio dei The National in versione intimista come “Drink About you”, “Terribile Love” e “Dreaming”, che sono diventati veri e propri inni, dimostrando come la malinconia possa diventare un'arte capace di conquistare il mondo. Conquista che è riuscita, alla massima potenza, quando hanno fatto il loro ingresso sul palco gli Alabama Shakes, capitanati da una Brittany Howard in grande spolvero che, con la sua energia, ha illuminato la scena per tutta la durata della performance, accompagnata da Heath Fogg e Zac Cockrell e, nemmeno a dirlo, da una band letteralmente eccezionale. La scaletta è stata aperta con brani che hanno scaldato l’atmosfera, tra cui Rise to the Sun, I Ain’t the Same e Future People ma il primo grande impatto emozionale è stato sulle note di This Feeling, prima del quale la Howard ha ricordato le origini umili della band che si è formata quando i membri lavoravano in un ristorante ed in un negozio di posta, suonando inizialmente cover ma che, dalla strada, ha poi conquistato il mondo. Ed il loro debutto è stato veramente folgorante ed il primo album, Boys & Girls del 2012, li ha lanciati a livello internazionale, ottenendo una nomination ai Grammy, che poi hanno vinto per ben quattro volte, tra cui quello per la “Miglior Performance Rock” per Don’t Wanna Fight del 2016, brano iconico e travolgente che ha anche poi concluso il tanto atteso concerto che, col passare dei minuti, è stato sempre più coinvolgente e l’entusiasmo collettivo, che è schizzato alle stelle, ne è stata la logica conseguenza. Il gruppo ha conquistato il pubblico di Piazza Napoleone con le sue sonorità potenti, guidato dalla voce viscerale di Brittany Howard che ha poi intonato Hold on, Sound and Color e America Dream. Ma l’onda lunga del soul e garage rock degli Alabama, infiammato ed autentico, ha definitivamente travolto la piazza sulle note di Gimme all your love, Joe, Don’t wonna fight ed Always alright, con cui il gruppo statunitense ha concluso un concerto che, con l’intensità emotiva che solo la musica southern riesce a trasmettere, rimarrà certamente nella mente e nel cuore dei fortunati spettatori che sono stati presenti alla serata. 

Foto Ciprian Gheorghita

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