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Giovedì 30 Luglio 2026
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Scritto da Fabrizio Perotti
Summer Festival
30 Luglio 2026

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Oltre due ore e mezzo di concerto, 45 brani interpretati con la passione e l’energia che, da sempre, sono il marchio di fabbrica dei Pooh, tanto è servito allo storico gruppo bolognese, nato nel lontano 1966, nella serata di mercoledì 29 luglio che ha ufficialmente chiuso l’edizione 2026 del Lucca Summer Festival, per ripercorrere e celebrare i sessant’anni della propria formidabile carriera. Per la loro prima apparizione al Lucca Summer Festival, sul palco di Piazza Napoleone di fronte al pubblico delle grandi occasioni, Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli hanno dato vita ad uno show, “POOH60 – LA NOSTRA STORIA”, che ha fatto cantare, ballare ed emozionare tutti gli spettatori presenti, ed erano veramente tantissimi, grazie a canzoni intramontabili, grandi classici della band, che sono state la colonna sonora della vita di intere generazioni di persone e, senza ombra di dubbio, di tutto il nostro paese. L’inizio del concerto è stato caratterizzato dai brani che hanno segnato la genesi della band, come “Viaggi”, “Banda nel vento”, “Quello che non sai”, “Vieni fuori”, “Quando una lei va via” e “Nascerò con te”. L’atmosfera si è scaldata sulle note di “Buona fortuna”, brano che dipinge la figura di un personaggio... non tanto immaginario, trattandosi del compianto Stefano D'Orazio che per scrivere il testo si basò, nel 1981, sull'opinione di lui dei colleghi Battaglia, Canzian e Facchinetti. E’ stata poi la volta di ”Amici per sempre”, brano iconico del 1996, scritto da Valerio Negrini, che è stato definito “manifesto” da parte di Roby Facchinetti perché, nonostante tutto, nonostante i conflitti e le divergenze, si può essere amici per sempre, cosa che i Pooh hanno fatto per tutta la loro lunga e fortunata carriera. E dopo brani come “Il Cielo è blu sopra le nuvole”, “L’altra donna” e “Non lasciarmi mai più”, è stata la volta di canzoni che hanno caratterizzato un periodo visionario e progressista della band. Fondati nel 1966 infatti, i Pooh sono uno dei gruppi più longevi, famosi ed importanti nella storia della musica italiana, celebri per un repertorio che unisce la melodia pop con ambizioni sinfoniche e progressive, e con pezzi come “L’aquila e il falco” e “Parsifal” hanno contribuito ad innovare la musica leggera italiana, inserendo elementi di rock progressivo ed orchestrazioni sinfoniche. Ed è stato proprio l’album Parsifal che ha cambiato la storia dei Pooh, allargando gli orizzonti della musica italiana verso pagine più complesse, importanti e piene di storia e l’imponenza della sinfonia che è risuonata in Piazza Napoleone ha definito in modo sublime questa tendenza. Poi è stata la volta di brani acustici arrangiati con pianoforte e chitarra, “evocativi”, come ha sottolineato Facchinetti. “Santa Lucia”, “Il colore dei pensieri”, “Tu dov’eri” ed “Il colore dei pensieri” hanno poi lasciato spazio al brano “50 Primavere” in cui Stefano D'Orazio racconta la storia d'amore dei propri genitori, giunti alle nozze d'oro e, nel farlo, descrive l'Italia a cavallo fra gli anni '40 e gli anni '70. L’emozione è poi salita a mille sulle note d’attacco di “Uomini soli”, capolavoro vincitore del Festival di Sanremo nel 1990 che, con il suo incedere epico ed il coinvolgimento di tutti i membri della band nel canto, tratta magistralmente il tema della solitudine. Vale la pena ricordare che i Pooh, i cui componenti sono stati insigniti del titolo di Cavalieri della Repubblica Italiana nel 1986, in sessant’anni di attività hanno venduto ben 100 milioni di dischi collezionando 15 dischi d’oro e 30 di platino, ed all’ultima edizione del Festival di Sanremo, stravinto peraltro nel 1990 proprio con “Uomini soli”, hanno ricevuto il Premio “Città di Sanremo” proprio per la loro straordinaria ed inimitabile carriera. Il preludio al gran finale, con il pubblico di Piazza Napoleone che è diventato uno spettacolo nello spettacolo, è stato affidato alle note di “Piccola Katy”, pietra miliare della band, che è un affresco degli anni ’60, dipinto magistralmente dalla voce di Riccardo Fogli accompagnato da tutta la piazza, “Tanta voglia di lei” del lontano 1971, “Dammi solo un minuto”, “Non siamo in pericolo” e “Noi due nel mondo e nell’anima”. La chiusura, in grande stile, è stata affidata prima ad “Io sono vivo”, brano del 1979, ed alla fantastica ed intramontabile “Pensiero”, canzone tratta dall’album “Opera prima” del 1971, accolta da un’ovazione ed intonata da tutta la piazza, ormai in totale visibilio. Ma il punto esclamativo a questa serata indimenticabile è stata “Chi Fermerà la musica”, canzone che fu realizzata in memoria di John Lennon, scomparso l’8 dicembre 1980. Il brano, con cui è anche calato il sipario sull’edizione 2026 del Lucca Summer Festival, è un vero e proprio inno alla musica, sul futuro della quale però sono proiettate anche ombre, ossia figure che potrebbero fermarla. E per la band emiliana questo è diventato un vero e proprio cavallo di battaglia che, dopo sei decenni di successi, con 59 Album pubblicati di cui 31 registrati in studio, 8 live e ben 20 raccolte, sembra proprio essere un inno alla musica, che sia per sempre, come lo è stato dal 1966 fino ad oggi.

Foto Ciprian Gheorghita

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