Gli anni di piombo stanno tornando. E prima o poi ci scapperà il morto. Non passa giorno, infatti, senza che i bastardi antagonisti e i loro fratelli verniciati di rosso, attacchino Roberto Vannacci e tutti coloro che non la pensano come lui. Questo cesso di Paese non è più una democrazia, ma qualcosa che assomiglia sempre di più ad una resa incondizionata da parte dello Stato e delle forze dell'ordine alla violenza. Un generale che ha dato anni per l'Italia e che ha il coraggio di dire quello che la stragrande maggioranza degli italiani pensa, viene sistematicamente aggredito, boicottato, denigrato, vilipeso da una razza di bastardi senza gloria ai quali nessun questore ha gli attributi per dare loro la lezione che meritano. A Torino hanno lanciato uova e altri oggetti contro gli agenti della polizia, 250 persone assalite e massacrate da chi dovrebbe essere preso e messo al muro. Ma in Italia il farlo significherebbe essere fascisti e allora, credeteci, come sarebbe bello quel fascismo capace di stroncare ogni violenza politica impunita come quella della sinistra in Italia. Roberto Vannacci è un galantuomo, è una persona perbene che, a differenza dei teppisti che lo hanno aggredito, ha fatto di tutto per il proprio Paese. Gli italiani con il buonsenso devono sopportare che quattro infami se la prendano con le forze di polizia perché al Viminale non ci sono dirigenti con i controcazzi in grado di respingere colpo su colpo senza poi aver paura dei giornali di sinistra leccaculo. Noi stiamo con Vannacci e lo ribadiremo anche il 2 ottobre al Bagno Biondetti di Marina di Pietrasanta dove lo intervisteremo per il quarto annoi di seguito, da quando, cioè, la sua e nostra avventura cominciarono. Al questore di Lucca, il romano Edgardo Giobbi, chiediamo di dimostrare ancora una volta come a Lucca non ci sia spazio per gli imbecilli e i sudici di una sinistra che non conosce la parola rispetto. Noi saremo dalla parte di Vannacci senza se e senza ma, perché se anche possiamo non condividere qualcosa del suo programma, non accettiamo che lo si aggredisca un giorno sì e l'altro pure...