Confcommercio ha seguito con grande interesse la presentazione del Rapporto Economia presentato nei giorni scorsi dalla Camera di Commercio della Toscana Nord Ovest e realizzato in collaborazione con l'Istituto di Studi e Ricerche, che per la provincia di Lucca restituisce un quadro fra luci e ombre proprio nei comparti di più stretta competenza dell'Associazione. Il commercio arretra e purtroppo non è una novità. Se da una parte la grande distribuzione sembra non conoscere crisi, le vendite al dettaglio, deflazionate dall'inflazione, segnano un calo reale dello 0,9 per cento. La rete fisica si assottiglia: 11359 localizzazioni tra dettaglio e pubblici esercizi (meno 2 per cento pari a circa 250 attività), con il commercio in sede fissa giù del 3 per cento e cali marcati nell'abbigliamento (meno 5 per cento), nelle calzature (meno 6 per cento) e nella ferramenta (meno 8 per cento). Il settore degli ambulanti perde un altro 6 per cento e dal 2019 ha visto sparire oltre 1100 attività (meno 9 per cento). Il turismo resta un baluardo di segno opposto, con un aumento degli arrivi dello 0,5 per cento), sostenute solo dalla componente straniera (più 1,5 per cento), mentre quella italiana crolla del 4,6 per cento. "Il commercio di vicinato si svuota — commenta Ademaro Cordoni, presidente di Confcommercio – e il turismo regge soprattutto grazie agli stranieri". Il nodo, ancora una volta, è il credito. Il Rapporto certifica che i finanziamenti ai settori produttivi sono diminuiti del 2,4 per cento, ma il dato più allarmante riguarda le realtà minori: i prestiti alle piccole imprese lucchesi sono crollati del 7,2 per cento nel solo 2025. A ciò si aggiunge la chiusura di altri 5 sportelli bancari (154 quelli rimasti), che aggrava l'isolamento finanziario dei piccoli operatori e dei comuni periferici. "Restringere il credito alle piccole imprese – aggiunge Cordoni -, spesso a conduzione familiare o poco più, significa impedire loro di investire e crescere, mettendone a rischio la stessa sopravvivenza. Sono lo zoccolo duro della nostra base associativa e del tessuto cittadino: senza accesso alle risorse, nessuna ripresa reale è davvero possibile". "A tale proposito – termina il presidente – giova ricordare come Confcommercio, proprio perché conscia da tempo di queste difficoltà di accesso al credito per i propri associati, negli ultimi mesi abbia dato vita a diverse azioni di partnership e collaborazioni con alcuni dei principali istituti di credito del territorio, proprio perché intenzionata in tutti i modi a portare un proprio contributo alla risoluzione o comunque mitigazione del problema".



