Di acqua Lucca ne ha sempre avuta in abbondanza, di buona qualità peraltro, al punto che le è stata chiesta e generosamente l’ha donata.
Se ne spreca anche. Il rubinetto scorre pure quando andrebbe chiuso e riaperto più tardi. Lo si lascia così, per andare a prendere qualcosa che si è dimenticato, oppure perché qualcuno ci ha chiamato e siamo subito andati da lui. Quando ritorniamo al rubinetto non ci pensiamo affatto, ma si deve sapere che nel frattempo tanta acqua se n’è andata via nei tubi di scarico, sprecata.
I paesi caldi a cui manca l’acqua ne stimerebbe subito il valore in moneta, e il risultato sarebbe strabiliante. Con quei soldi, fuggiti via, dispersi, quante opere utili e di bene si sarebbe potuto compiere.
Sopra il cielo di casa mia, passano stormi di uccelli che vanno prima in una direzione, poi nell’altra; sembrano inquieti, disorientati. Questo caldo sarà per loro un brutto presagio? Lo avvertono prima di noi, troppo distratti dalle comodità moderne.
Il mio pozzo artesiano non riesce più a servire alcuni rubinetti del giardino. Appena fuori di casa mia, il canale Ozzeri è ad uno dei livelli più bassi. Così Il Serchio, poco più in là, di cui vedo gli alti argini.
Ho letto che anche l’autunno sarà caldo come l’estate; il ciclone che combina tutto questo si chiama El Niño e quando lo raffigurano lo colorano di un rosso intenso, che mette paura, come se fosse l’inferno.
Non sarà che forse Dio ce lo prepara su questa terra, per una punizione che non può rimandare, pena una umanità ancora di più insensibile e degradata?
Proiettandomi più avanti nel tempo, vedo già le strade percorse in su e giù da venditori d’acqua, gli acquaioli, come si usava e forse si usa ancora nei paesi caldi assolati e aridi. L’uomo gira per le strade con un bastone a tracolla, ai capi del quale sono sistemati 2 secchi pieni d’acqua. Cammina tenendo in mano un bicchiere e lo mesce ogni volta che riesce a trovare un cliente. Guadagna abbastanza, perché gli assetati aumentano di giorno in giorno e lui vede bene che quando passa davanti a loro, lo guardano come un miraggio; alcuni con gli occhi spenti non potendo acquistare, altri con la moneta bene in vista affinché il venditore d’acqua si precipiti da lui.
Senza l’acqua, o con la sua scarsità, la società è destinata a retrocedere, ad annullare tutto il cammino fatto nei secoli, e a tornare alle minime e sempre più ridotte necessità semplici, soddisfatte con poche cose.
A Lucca un vescovo, San Frediano, con un rastrello riuscì a domare il Serchio.
Ma questo miracolo del passato non è nulla a confronto di quello che sarebbe necessario una volta che i fiumi, anche il nostro amato Serchio, di acqua non ne avessero più.



