Coraggio, potere e politica americana saranno al centro dell’incontro “Coraggio e potere: il West(ern) di Donald Trump”, in programma mercoledì 26 agosto alle ore 18:30 al Caffè della Versiliana. A confrontarsi sul fenomeno politico e comunicativo di Donald Trump saranno Daniele Capezzone, direttore de Il Tempo, e Massimiliano Lenzi, giornalista e autore di Coraggio, fatti... fottere. Il West(ern) di Donald Trump (Ed. Efesto). Al centro del confronto ci sarà la figura di Donald Trump, osservata attraverso una chiave di lettura originale: quella dell’immaginario western americano. È proprio da questo universo cinematografico e culturale che prende le mosse il libro di Lenzi, che parte da un accostamento volutamente provocatorio: Trump non è Clint Eastwood, ma sembra voler assomigliare ai personaggi interpretati dall’attore americano nel cinema western. Non tanto per l’aspetto fisico, quanto per il linguaggio, gli atteggiamenti e la rappresentazione della forza e del potere. Secondo la lettura proposta dall’autore, sono soprattutto le parole utilizzate da Trump nei suoi discorsi a evocare l’universo della frontiera, dove a imporsi è la legge del più forte. Un immaginario che trova un riferimento preciso nella figura del “Biondo” interpretato da Clint Eastwood nei film di Sergio Leone, a partire da Il buono, il brutto e il cattivo. Il cinema western diventa così una lente per leggere il trumpismo, la sua idea della leadership e un modo di fare politica fondato sulla contrapposizione, sulla forza e sulla sfida. Nel racconto di Lenzi trovano spazio anche le dichiarazioni di ammirazione di Trump per alcuni protagonisti del cinema americano, tra cui Clint Eastwood, Jon Voight, Sylvester Stallone e Mel Gibson, figure che contribuiscono a definire l’immaginario culturale al quale il presidente statunitense viene accostato. Sarà quindi un dialogo tra giornalismo, politica e cultura popolare quello che animerà il Caffè della Versiliana: Capezzone e Lenzi si confronteranno sul rapporto tra comunicazione e potere, sulla capacità di Trump di costruire una narrazione politica riconoscibile e sul significato che assume oggi, nella politica americana, l’antico mito della frontiera.



