E anche quest’anno le serate dei cittadini di Monsagrati, sono state ‘allietate’ da olezzi provenienti dal torrente Freddana, che scorre nella sua valle da sempre. C’è un bel po' di fermento nella popolazione che non ne può più. È stato costituito il Comitato Protezione Ambientale Valfreddana, che sta lavorando per arrivare a capire la natura di ciò che provoca la situazione del corso d’acqua. Le autorità del territorio sono state interpellate… per ora non ci sono state risposte esaustive o che facciano capire che si sta agendo per la soluzione. Il danno ecologico (causato da chi o da che cosa è ancora tutto da scoprire), è uno sfregio alla memoria storica di questo territorio il cui nome evoca la peculiarità climatica. Le correnti d’aria fresca, le temperature rigide, le escursioni termiche rispetto alle aree circostanti, ogni piccolo e grande elemento che si crea in Valfreddana, sono beni comuni che appartengono a tutti e che nessuno ha il diritto di violentare. Non è possibile spacciare per evento naturale un danno che, sicuramente, è di altra natura. In questo modo si continua a offendere il torrente Freddana e l’intelligenza degli abitanti che lo vivono e che ne conoscono la storia. Sono qui a scrivere perché stamattina ho letto l’intervento del sindaco di Pescaglia su Facebook. Non sono iscritta a questa piattaforma, ma mi è stato condiviso da chi sta sempre all’erta per avere un controllo sugli sviluppi dello stato delle cose. È una girandola che si muove con grande energia all’interno del gruppo dei diretti interessati al ‘disastro Freddana’. Disastro, sì, perché di questo si tratta. Una valle verde oltraggiata e non tutelata.
Torniamo al sindaco di Pescaglia, Andrea Bonfanti e del suo auspicio, in merito alla faccenda. I cittadini, tramite i loro rappresentanti, è da tempo che chiedono che venga aperta un’indagine su questa vicenda, e saranno felici di sapere che anche il loro sindaco desidera che si faccia luce. Ha parlato di parole fuori luogo, sprecate spesso per raccontare un problema che causa disagi ai cittadini. A volte le parole sono sbagliate a seconda di chi le ascolta. I cattivi odori, a volte nauseabondi tanto da creare problemi fisici ad adulti e bambini, le serate d’estate passate chiusi in casa con le finestre serrate, l’acqua del torrente e il proprio letto che, in determinati punti, di vivo, non hanno niente, queste non mi sembrano parole sbagliate, quando parlano di una verità assoluta. Non possiamo affidarci a risposte che non hanno come base, accertamenti concreti. Non si può arrivare a parlare di anossia quando due giorni dopo l’evento scatenante, le acque tornano ad essere limpide. Non è possibile parlare di anossia quando il corso diventa lattiginoso e maleodorante anche dopo una intensa pioggia… e no, non si può, davvero. I residenti non ci stanno, e neanche chi ama l’ambiente e vive di riflesso questa situazione. Un territorio va tutelato, sempre. Qualsiasi offesa che venga perpetrata va evidenziata e rimossa.
Io non abito quei luoghi, ma vi capito e ho amici che ci abitano. Mi immedesimo nel loro stato di disagio e anche di impotenza. Impotenza di fronte a un voltarsi dall’altra parte in questi due anni, da parte di chi avrebbe dovuto mettersi sulla sponda del Freddana, guardare bene, annusare meglio, e non aspettare, come dice un antico detto, il cadavere del proprio nemico, ma agire per il bene della comunità. Il torrente Freddana non è una fogna, dove si può scaricare ciò che si vuole. il torrente Freddana scorre nella storia di chi lo vive, da poco tempo o da sempre. Salvate il torrente Freddana.



