Il referendum popolare che si terrà i prossimi 22 e 23 marzo, ritengo sia un concentrato di truffe per i cittadini. È una truffa già il nome: la separazione delle carriere!
Non c’è nessuna separazione di carriere in quanto, la separazione in oggetto, esiste già da anni; le ultime riforme legislative hanno infatti limitato il passaggio da Magistrato a Giudice, e viceversa, ad una sola volta nella carriera e, comunque, cambiando regione. Questo ha confinato il fenomeno ad una percentuale irrilevante dello 0,4% e, per di più, in netto calo! Quello che la riforma separerebbe e, di fatto, depaupererebbe è il Consiglio Supremo della Magistratura (presieduta, ricordo, dal Capo dello Stato!); questa istituzione e le sue prerogative verrebbero “spacchettate” in tre: un CSM dei Giudici, un CSM dei Magistrati e, soprattutto, un Alta Corte Giudicante con forte partecipazione di laici indicati dal governo o dal parlamento (altro che controllo della Magistratura, diventerà presto una vera e propria sudditanza!).
C’è, quindi, anche e, soprattutto, una truffa economica; sì perché, tale “spacchettamento” ha un costo e pure elevato: si calcola, per difetto, di circa 100 milioni l’anno e, se si pensa a come potrebbero essere meglio spesi quei soldi in un paese che, per avere giustizia in un processo civile può aspettare anche più di dieci anni, c’è di che rammaricarsi, se non proprio incazzarsi!
Poi c’è la truffa del sorteggio dei Giudici e dei Magistrati che faranno parte dei tre organi sopra definiti, neanche fosse una lotteria di paese! Mi si dice, però, che è per evitare l’influenza delle correnti all’interno della Magistratura… ma, a parte il fatto che le correnti ci sarebbero lo stesso, è come se un’azienda, per proteggersi dai raccomandati, facesse le promozioni e gli avanzamenti di carriera per sorteggio, pazzesco!
Infine c’è la truffa del quesito referendario che troveremo sulla scheda e, solo parzialmente, corretto dalla Corte di Cassazione. A mio modesto avviso, i cittadini avrebbero dovuto avere la possibilità di pronunciarsi su ogni singolo articolo della Costituzione che si intende modificare e sull’istituzione dell’Alta Corte disciplinare. Potrei, ad esempio, essere d’accordo sulla distinzione tra la funzione giudicante e quella requirente (art.107) ma non sulle competenze del Ministro della Giustizia (art.110); potrei essere d’accordo sulle nomine in Cassazione (art.106) ma non sull’estrazione a sorte dell’Alta Corte!
Insomma, questo truffaldino sistema del “tutto o niente” mi sembra più degno di una vendita porta a porta che di una importante riforma costituzionale di un paese civile!
Ah, quasi dimenticavo, l’ultima e più grande truffa del referendum è la evidente sperequazione propagandista tra i sostenitori del SÌ e quelli del NO. Ma, pensiamoci un attimo, chi ha il monopolio della propaganda in questo paese se non i partiti politici? E come sono schierati, quasi unanimemente, i nostri partiti? Sono per il SÌ, ovviamente, tutti i partiti di governo; ma sono per il SÌ anche il partito di Calenda, quello di Renzi e buona parte, credetemi, anche del PD! Ma pensiamoci bene, i partiti non sono solo quelli che siedono in Parlamento; i partiti siedono anche e soprattutto nei Consigli Regionali, nelle Giunte Comunali, nei Consigli di Amministrazione delle Società pubbliche e partecipate… quale migliore occasione per loro, quindi, di poter “controllare” il potere giudiziario?
Se ci fosse la regola del “quorum” consiglierei di non andare a votare e, io stesso, non andrei a votare per questa truffa; sarebbe l’unico modo per gridargli in faccia che gli italiani hanno altri problemi!
Ma il “quorum” non è previsto e allora consiglio vivamente di andare a votare e votare NO!
Quando il medico è peggio della malattia è meglio non curarsi e lasciare le cose come stanno!!!



