Ritengo allucinante l’impreparazione di certi cronisti, tanto da dubitare sia reale o di maniera. Ieri, ad esempio c’era chi mi chiedeva un parere sulla cinquantina di agenti impiegati nei centri aperti dal Governo in Albania. Già: se becchi un esponente di FN, devi cercare di fargli criticare l’attuale esecutivo, e solo quello.
Portato per formazione mentale al contrattacco, li ho spiazzati chiedendogli come mai si preoccupassero così tanto di 50 agenti nel “Paese delle Aquile”, dove peraltro possono guadagnare una diaria all’estero che contribuisce a migliorare salari non certo da favola. Sapevano, per esempio, delle centinaia e centinaia, magari migliaia, di agenti, carabinieri e finanzieri, adibiti al servizio di guardiania e portierato delle abitazioni di ex-Presidenti del Consiglio, della Camera, del Senato etc.?
Così gli ho snocciolato l’esempio “Draghi”: 4 o 5 abitazioni ciascuna con vigilanza fissa che richiede 2 uomini per turno, per un totale di 10 uomini al giorno. Anche se in alcune di esse vi trascorre a malapena un paio di giorni l’anno. E se tanto mi dà tanto, immaginiamo quanti altri siano impegnati sotto i fabbricati di proprietà di Renzi, Letta, Gentiloni, Monti, Prodi, D’Alema. Specie se ciascuno disponga di più di una abitazione. E magari d’una barca. Basta farsi due conti.
Ho anche aggiunto che – contrariamente all’adagio “la scorta se la pagava lui”, vero solo per alcuni elementi suoi dipendenti – il Silvio nazionale impegnava fra Arcore, Macherio, Costa Smeralda, Palazzo Grazioli e non so cos’altro, fino a 150 uomini al giorno. Compresa la scorta di personale delle FFP, ch’era obbligato ad accettare, pur operando coi privati suoi dipendenti.
Se poi aggiungiamo qualche magistrato – me ne capitò uno che oltre a tre appartamenti, aveva la vigilanza fissa anche all’imbarcadero dove ormeggiava il motoscafo – davvero dobbiamo ammettere che in Italia ci sian più portieri in uniforme, che portieri filippini.
Il totale raggiunge le migliaia.
Teoricamente per coloro che hanno ricoperto un incarico istituzionale il “diritto” alla guardiania – per legge – dovrebbe durare un anno dopo la scadenza del mandato. Ma quale Ministero dell’Interno e quale Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica avranno mai il coraggio di eliminare il servizio? E se poi tirano un sasso? E se poi succede qualcosa? Il “caso Biagi” docet. E allora davanti a queste magioni, per tutto l’anno, si possono apprezzare due ragazzi in auto di servizio, a volte abbacinati dal caldo o stremati dal freddo, avvinghiati allo smart-phone per passare il tempo. Senza uno straccio di sindacato che intervenga a loro favore, se non quanto i superiori li sanzionano disciplinarmente per aver svolto il turno palesando minor reattività.
Ma quel che osservo è altro.
Possibile che certa stampa d’inchiesta indaghi su tutto, meno che sulle discrasie di cui è complice – o meglio – fruitore, qualcuno “a ovest di Paperino”? Ovvero a SX?
E allora proviamo a dirle certe cose, perché gli sprechi non dovrebbero aver colore. E oggi di ex PdC di centro-destra in vita non ve ne sono. E anche se la dipartita di Silvio ha ridotto l’incidenza del salasso giornaliero, questo permane su livelli preoccupanti, tanto che i pochi agenti in Albania fanno sorridere.
Vogliono – a certe latitudini – essere censori? Voglion sbarrare l’occhio pieno di sussiegosa comprensione per come i policemen vengano distolti dal servire tutti i cittadini, per vigilare sulla casa al mare del potente di turno? Guardino come da anni hanno partecipato ad alimentare questa situazione.
Sarebbe un bel segnale, e un bel recupero di risorse – e queste lo sono davvero – se qualcuno accettasse che casa propria – ove non utilizzata – possa correre gli stessi rischi delle seconde case, e pure delle prime – del cives medio.


