L'associazione SS. Maria Dell'arco con sede a Taverola in Provincia di Caserta, in occasione della processione della Madonna Dell'arco, ha commissionato al pittore lucchese Giuseppe Aldi (conosciuto sui social come Giuseppeilpittore) un dipinto su tela di grandi dimensioni: cm. 260x380 rappresentante una scena sacra. Tale pellegrinaggio richiama decine di migliaia di fedeli provenienti da tutta la Campania e oltre. La celebrazione affonda le sue radici nel lontano 1450. Il culto è nato in seguito ad un evento miracoloso legato al Santuario di Maria SS. Dell'Arco situato a Sant'Anastasia. La processione si svolge lunedì in albis ovvero il lunedì di Pasquetta. Lunedi scorso infatti l'enorme dipinto di Aldi, incorniciato ed addobbato come vuole la tradizione è stato trasportato ed esibito ai fedeli durante tutto il pellegrinaggio. Pochi giorni prima dell'evento il pittore lucchese si è recato personalmente a Caserta con il figlio Iacopo Aldi, suo fedele curatore che organizza e gestisce i progetti artistici del padre e la sua presenza sui social; per eseguire gli ultimi ritocchi, dopo che il dipinto era stato montato sull'enorme telaio appositamente costruito.
La mia opera - ci spiega Aldi - nasce dal desiderio di rileggere l'iconografia sacra in una chiave contemporanea, mettendo in dialogo la spiritualità con una delle tragedie più universali dell'uomo: la guerra. La scena - continua Aldi - rappresenta una Madonna inserita in un contesto di distruzione e sofferenza, un ambiente segnato dal conflitto, dove macerie e volti stanchi raccontano il peso della violenza e della perdita. La figura centrale è la Vergine, che tiene sulle ginocchia un soldato ferito, ormai al termine della sua vita. La scena richiama volutamente la Pietà di Michelangelo, un riferimento non solo formale ma concettuale. In questa rilettura il Cristo diventa un uomo qualunque, un guerriero anonimo simbolo di tutte le vittime dei conflitti, mentre la Madonna assume il ruolo di madre universale capace di accogliere e piangere ogni figlio caduto senza distinzione. Intorno alla scena principale si raccolgono figure comuni e soldati in uniforme testimoni silenziosi di un dolore collettivo. Un cielo cupo e tenebroso viene squarciato da una luce improvvisa al centro della quale compare il simbolo pasquale della colomba accompagnata da piccoli angeli cherubini. Il mio dipinto - conclude Aldi - vuol essere una riflessione sulla sofferenza umana e sulla maternità intesa come protezione e compassione universale e sulla necessità di riscoprire la pace come valore imprescindibile. Una sacralità che non appartiene solo al divino, ma che si manifesta nell'uomo, nel dolore condiviso e nello sguardo di chi, ancora, non smettere di sperare...
Il video di presentazione che sta superando il milione di visualizzazioni, si può vedere su tutti i social semplicemente scrivendo @giueppeilpittore