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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
12 Gennaio 2021

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C'è chi dice no. Parole profetiche quelle di Vasco Rossi scritte nell'ormai lontano 2009. A urlarlo a gran voce, oggi, sono tutte le categorie colpite dalle restrizioni dei vari Dpcm che da un anno cadenzano le nostre giornate. Partirà infatti, dal 15 gennaio, il progetto nazionale "IoApro1501".

A gridare "Basta" sono tutte le attività che, stufe delle false speranze date dall'esecutivo, si sono unite per dare vita a un movimento - rispettoso e pacifico - col fine di poter continuare a lavorare e, di conseguenza, a sopravvivere. Nata dalla mente di Momi, ristoratore di Firenze che mai, tra l'altro, ha effettivamente chiuso da ottobre, Antonio Alfredi e Umberto Carriera, l'idea si è espansa in tutto il Paese fino a diventare una vera e propria "Disobbedienza gentile", regolata legalmente sotto ogni punto di vista. 

Così la definiscono e tengono a sottolineare che sia: "Non si tratta di una protesta. Si tratta di essere esausti di vivere in balia di decreti sotto certi aspetti incostituzionali. Non faremo la guerra a nessuno, anzi. Saremo aperti e rispettosi con tutte le forze dell'ordine che giustamente verranno a svolgere il loro lavoro, come noi il nostro, e accetteremo dunque ogni tipo di sanzione - spiega Momi - Questo perché ci siamo informati e, tutelati da diversi studi legali, abbiamo creato un Dpcm autonomo e siamo pronti ad aprire e a non chiudere più".

Decise, grintose e inarrestabili le attività che hanno aderito e stanno aderendo in questi giorni all'iniziativa. Un numero vastissimo che spazia dalle 300 categorie fino alle 1000 per regione: "Nessun colore ci fermerà, sarà una sorta di zona verde in tutta Italia e ogni titolare deciderà il proprio orario di apertura in base all'esigenze - continua a spiegare - Faremo attenzione ai minimi dettagli, alla sicurezza della clientela. Tutti gli spazi, che siano ristoranti, bar, palestre o teatri, saranno aperti nel rispetto normative igieniche anticovid, scrupolosamente sanificate, nell'osservanza del distanziamento sociale e ogni cliente sarà anch'esso tutelato legalmente".

"Io il 15 gennaio riapro, e tu?": è il motto che stanno portando avanti e al quale si stanno unendo sempre più persone. Il primo week-end, poi, sarà a offerta libera: "Abbiamo deciso di partire con una tre giorni di donazione - continua a spiegare Momi - il 15, il 16 e il 17 il prezzo verrà deciso da coloro che verranno a trovarci in base alle scelte personali e alle possibilità delle persone" C'è chi ha già iniziato ad aprire, c'è chi come Momi non ha mai chiuso. Ufficialmente, però, tutti rialzeranno le saracinesche dei locali venerdì mattina e, questa volta, con l'intenzione di non riabbassarle più.  

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