Economia e lavoro
La Fondazione Paolo Cresci partecipa alla Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici
La Fondazione Paolo Cresci partecipa alla Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici, con IMT, scuola Alti Studi Lucca, con due appuntamenti: uno dedicato alla didattica e l’altro alla storia dell’emigrazione compresa la pagina più recente, la fuga dei giovani all’estero

Logistica e occupazione: a Prato l'Open Day di ISYL dedicato al corso INTERLOG
Il 18 settembre alle ore 10 all'Istituto Buzzi la presentazione del percorso biennale per Tecnico superiore della logistica e del trasporto intermodale

Economia e spiritualità, il dialogo possibile, con Francesco Poggi
Link al video completo: https://youtu.be/EQJozV1GXDE?si=JcsmI40Gl5n_j-F3 Nel settimo appuntamento del canale, Mariella Bonacci incontra uno dei due ideatori del Festival Economia e…

Scuola e impresa insieme: concluso il progetto 'cut' tra l'istituto Professionale Giorgi e Fosber
Si è concluso mercoledì 16 settembre, presso la sede di FOSBER S.p.A., il progetto di Impresa Didattica "CUT", che durante l'anno scolastico 2025/26 ha coinvolto gli studenti…

MO.VER., aperta la selezione per ausiliari del traffico
Domande entro il 1° ottobre. La graduatoria potrà essere utilizzata per assunzioni a tempo determinato e indeterminato, full time o part-time. Nuove opportunità di lavoro a Viareggio. Mo.Ver.

Let’s Get Lost: Lucca Art Fair arriva alla decima edizione con un invito a perdersi consapevolmente
Perdersi per tornare a vedere: questo lo spirito che Lucca Art Fair ha deciso di incarnare nella sua decima edizione, pronta a tornare da venerdì 25 a domenica 27 settembre negli spazi del Real Collegio di Lucca con 49 espositori italiani e internazionali che renderanno la città capitale dell’arte moderna e contemporanea

Tiene la domanda di lavoro nelle province della Toscana Nord-Ovest: a settembre 2026 previste 7.440 assunzioni
Crescono Pisa e Massa-Carrara, mentre Lucca arretra dopo il picco turistico dello scorso anno. Manifattura in ripresa e turismo in ridimensionamento. Si attenua il mismatch tra domanda e offerta

La ricerca illumina la Toscana: il 25 settembre torna Bright-Night, la Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori
Venerdì 25 settembre anche a Lucca torna la "Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori", la manifestazione che permette di immergersi nel mondo della scienza e della ricerca e scoprire il lavoro di chi ogni giorno si impegna a trovare soluzioni per le sfide di oggi e di domani

Inizio della scuola, il messaggio di monsignor Paolo Giulietti
Iniziamo un nuovo anno scolastico mentre si ricordano i 60 anni di un documento importante: la dichiarazione Gravissimum educationis, che il Concilio Vaticano II ha voluto dedicare all’educazione e alla scuola

"La scuola a Lucca riparte precaria": lunedì 21 settembre incontro pubblico alla CGIL col segretario regionale Rossano Rossi e la presidente della commissione scuola del Consiglio regionale Diletta Fallani
Quasi 3mila precari su un organico complessivo di poco inferiore alle 5mila unità. Per l'anno scolastico 2026/27 sono già 1.263 le assegnazioni di posti a personale precario in provincia di Lucca, 908 delle quali sul sostegno. Al centro dell'incontro anche il caos delle nomine, le 27 cattedre comparse fuori tempo massimo e la vertenza per le ferie non pagate

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Insieme a ristoranti, pizzerie e bar sono chiusi anche 133 agriturismi nella provincia di Lucca che effettuano attività di ristorazione e degustazione con una perdita di fatturato mensile di centinaia di migliaia di euro ed un drammatico effetto a valanga sull'intera filiera per il mancato acquisto di alimenti e vino. E' quanto emerge da un'analisi di Coldiretti Lucca, in occasione all'indomani dell'entrata in vigore dell'Ordinanza del Ministero della Salute che ha inserito la Toscana in zona rossa, classificata come regione ad alto rischio.
"Considerando che per novembre e dicembre non si prevedono presenze, i mesi di attività si riducono a 2 mensilità su 12. – spiega Francesca Buonagurelli, presidente Terranostra Lucca – Ad oggi su 242 agriturismi autorizzati, e che sono aperti anche senza clienti, ci sono tra questi 133 attività che fanno ristorazione e degustazioni che sono di fatto chiuse. Per un breve arco di tempo, a cavallo tra luglio, agosto ed in minima parte a settembre, abbiamo potuto lavorare con il turismo di prossimità che ci ha dato inaspettate quanto gradite soddisfazioni nonostante siano mancate quasi del tutto le presenze straniere. Ma è una coperta molto corta. L'altro elemento è legato alla produzioni agricole. Noi siamo anche presidi della vendita diretta. Il nostro mercato sono principalmente i nostri ospiti: oggi abbiamo problemi di stoccaggio e ricerca di nuovi sbocchi per l'invenduto".
Asporto e consegna a domicilio non sono certo la soluzione per gli agriturismi. "I nostri ristoranti si sono riorganizzati con prodotti da asporto e con l'altissima qualità che ci contraddistingue hanno potuto tamponare temporaneamente almeno rimanendo attivi sul territorio. Ma la gran parte degli agriturismi si trovano lontano dai centri urbani: non sono comodi. – analizza la Buonagurelli – Se per i ristoratori o bar è più facile attrezzarsi per il domicilio o l'asporto, per gli agriturismi è molto più complicato".
Allo studio c'è un buono vacanza da spendere negli agriturismi: "Con Campagna Amica – spiega ancora il presidente di Terranostra - ci stiamo organizzando per offrire buoni da regalare nelle prossime festività che saranno valevoli per pasti da asporto o in presenza in futuro ma anche per regalare esperienze e soggiorni in previsione di una riapertura. Guardando avanti, come indubbiamente dobbiamo fare, prevediamo una grande richiesta turistica per l'agriturismo una volta che i confini saranno valicabili. Abbiamo da offrire ampi spazi, aria pulita, prodotti di altissima qualità, esperienze uniche e garanzie di rispetto delle normative. Forti di queste previsioni cerchiamo di resistere e continuare a presidiare il territorio, gli aiuti per questo settore sono di difficile reperimento e ci auspichiamo che possano essere resi al più presto più fruibili altrimenti grandi aree perderanno i loro custodi ideali".
In questo contesto è importante il via libera alle domande per il bonus di filiera Italia per l'acquisto di prodotti Made a sostegno della ristorazione attraverso il Portale della ristorazione www.portaleristorazione.it dal 15 al 28 novembre 2020 o presso gli sportelli degli uffici postali dal 16 al 28 novembre 2020 negli orari di sportello.
"Del bonus – spiega Coldiretti - potranno beneficiare non solo i ristoranti, le mense e chi svolge attività di catering su base continuativa (ossia coloro che forniscono pasti presso ospedali, scuole, industrie), ma anche gli agriturismi, le attività di catering e banqueting per eventi e gli alberghi che somministrano cibo".
"Al Fondo per la filiera della ristorazione per il 2020 – sottolinea la Coldiretti - sono stati stanziati 600 milioni finalizzati alla erogazione di un contributo a fondo perduto per l'acquisto, effettuato dopo il 14 agosto 2020, di prodotti di filiere agricole e alimentari, inclusi quelli vitivinicoli, anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima di territorio anche attraverso l'acquisto di prodotti in vendita diretta dalle aziende agricole".
"Il beneficiario – continua la Coldiretti - è tenuto ad acquistare almeno tre differenti tipologie di prodotti agricoli e alimentari e il prodotto principale non può superare il 50 % spesa totale sostenuta mentre il contributo non puo' mai essere superiore all'ammontare complessivo degli acquisti che non puo' essere inferiore ai 1.000 euro ne superiore a 10.000 euro (esclusa IVA)".
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Annamaria Frigo, responsabile provinciale FdI rapporti con il commercio, interviene in merito alla decisione del governo di chiudere i centri estetici nelle regioni "rosse".
"Lavorando nei settori estetica e acconciatura da molti anni - esordisce -, anche dal punto di vista della formazione, non posso rimanere in silenzio di fronte alla decisione presa dal Governo, di lasciare chiusi i centri estetici nelle regioni dichiarate rosse".
"L'attività di estetica - spiega - è da sempre accumunata all'attività di acconciatura, le due attività hanno infatti lo stesso Codice Ateco – 093.02 Servizi dei parrucchieri e di trattamenti di bellezza, e sono disciplinate a livello nazionale dalla stessa normativa, legge n.1 04/01/1990. Entrambi i comparti durante la chiusura dei mesi primaverili hanno investito enormemente per garantire alla propria clientela la "riapertura in sicurezza" e il suo mantenimento anche in previsione di una recrudescenza del virus".
"Adesso - afferma - la decisione del governo di chiudere i centri estetici nelle regioni rosse , è una vera e propria "doccia fredda" per le estetiste che da sempre erano state equiparate ai colleghi acconciatori. Una decisione che non valorizza gli sforzi e gli investimenti fatti dal comparto estetico, un mancato riconoscimento dell'impegno sia in termini energetici che economici. Il governo ha affermato che non è una decisione politica, ma voluta dal CTS (comitato tecnico scientifico) che ritiene uno dei fattori più alti di rischio, l'assembramento in spazi ristretti. Ma proprio per questo non possiamo che essere in disaccordo. Nel centro estetico non ci sono mai stati assembramenti, nemmeno prima dell'avvento del virus, si riceve per appuntamento da sempre, l'estetista è da sola in cabina con la propria clientela, e proprio per garantire questo e una maggiore attenzione per la sanificazione e l'igiene (che comunque ci contraddistinguono da sempre) sono stati rallentati i ritmi di lavoro".
"Le associazioni di categoria che tanto hanno fatto per la riapertura anticipata dei due settori a maggio - prosegue -, stanno adesso lottando per la revisione dei parametri che hanno portato alla chiusura. Ricordiamo che una nazione non vive senza salute, ma nemmeno senza economia. Il comparto ha fatto tutto quello che gli è stato prescritto, ma adesso vuole lavorare, senza incertezze e paure. Aggiungere alla perdita di fatturato dei mesi primaverili (la stagione corpo è stata persa completamente), la perdita delle vendite prenatalizie, significherebbe portare alla chiusura molte di noi. Per non parlare dell'impatto che la mancata attività dei centri estetici porta nell'indotto dell'industria cosmetica".
"In Italia attualmente - riporta Frigo - ci sono circa 80 mila saloni di acconciatura e 30 mila centri estetici; questi numeri mi inducono a pensare che probabilmente dal punto di vista economico (Ristori) sia stato più conveniente sacrificare l'estetica. Si stima che circa 400 mila persone lavorino nell'ambito dei centri estetici, 400 mila possibili voti, 400.000 famiglie. Proprio l'attenta valutazione di questi dati e la dimostrazione di quanto sia importante la funzione sociale che i nostri settori rivestono dovrebbero farci capire come intraprendere la strada futura. Spero, e in questo mi rivolgo a tutte le colleghe estetiste e anche agli acconciatori, che le battaglie per la sopravvivenza che ci hanno visti più uniti, non si concludano quando saremo tornati alla normalità. Gli scenari stanno cambiando velocemente e noi ci troveremo ad affrontare nuove sfide, prima fra tutte e importantissima la Revisione della Legge 1/90. Una revisione quanto mai necessaria per rafforzare maggiormente i comparti a livello nazionale".
"Ognuno di noi - conclude Frigo - deve essere consapevole che il sacrificio economico richiesto agli italiani non è stato "equamente distribuito", ma continua ad essere totalmente a carico delle piccole e medie imprese e di tutte le Partite Iva, impegnate in molti settori".


