Nascosto tra i boschi del torrente Segone, l'antico opificio conserva ancora i suoi meccanismi. Protagonista del racconto il proprietario Leonello, che ha deciso di riportarlo alla luce.
Per decenni è rimasto nascosto tra la vegetazione, protetto dal silenzio di una stretta gola scavata dal torrente Segone. Un luogo che sembrava destinato a essere dimenticato e che oggi torna invece a raccontare la propria storia grazie alla determinazione del suo nuovo proprietario e alle telecamere di Noi TV.
Siamo nel territorio di Coreglia Antelminelli, dove sorge il podere "Pezzo dei Preti". Qui Leonello ha riscoperto un autentico gioiello della civiltà contadina: un antico mulino ad acqua che potrebbe essere l'unico lungo il corso del Segone, affluente del Serchio in località Ghivizzano, ancora integro e con caratteristiche tali da renderlo, almeno in teoria, nuovamente funzionante.
Il servizio televisivo accompagna lo spettatore lungo un viaggio tra i sentieri della montagna, attraversando borghi e luoghi ricchi di storia, mentre gli aneddoti del protagonista si intrecciano con spettacolari riprese aeree che restituiscono tutta la bellezza di un paesaggio ancora incontaminato.
Poi arriva il momento più atteso. Dopo aver raggiunto una suggestiva cascata incastonata tra le rocce, le telecamere si trovano davanti al vecchio mulino, ribattezzato con simpatia "MuLillo", dal nome del fedele cane Lillo. È qui che la curiosità lascia spazio alla meraviglia.
L'apertura della struttura rappresenta il vero colpo di scena del servizio. Le telecamere entrano in ambienti rimasti chiusi per anni e documentano particolari che il tempo aveva custodito gelosamente: meccanismi, strutture e dettagli capaci di raccontare un pezzo importante della storia della Valle del Serchio. Una scoperta che assume il valore di uno scoop giornalistico e, al tempo stesso, di una preziosa testimonianza del patrimonio storico e culturale del territorio.
Più che un semplice edificio, questo mulino rappresenta la memoria di un mondo fatto di lavoro, ingegno e sapiente utilizzo della forza dell'acqua. La speranza è che questa riscoperta possa diventare il punto di partenza per un percorso di valorizzazione, affinché un luogo rimasto nell'ombra per tanti anni possa tornare a essere conosciuto e apprezzato.
Il servizio di Noi TV non racconta soltanto una curiosità: restituisce alla comunità un frammento della propria storia, dimostrando come, anche tra i boschi più nascosti della montagna lucchese, possano ancora emergere tesori capaci di sorprendere.



