Anno XI 
Mercoledì 8 Aprile 2026

Scritto da loreno bertolacci
Garfagnana
07 Aprile 2026

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La comunità barghigiana si stringe nel dolore per la scomparsa di Don Antonio, figura indimenticabile che ha segnato profondamente la vita di una collettività dove le campane scandiscono il tempo e i segreti si intrecciano tra vicoli e sguardi. Si è spento all’ospedale San Francesco di Barga dove era stato ricoverato ieri mattina all’età di 80 anni. Una morte, quella di Don Antonio, che ha lasciato molto più di un semplice vuoto sull’altare. Non era un parroco come gli altri: il suo carattere deciso, a tratti spigoloso ma sempre limpido, mai ipocrita, lo rendeva una presenza impossibile da ignorare. Con lui non c’erano mezze misure: o lo si comprendeva fino in fondo o si restava spiazzati dalla sua schiettezza. Ma proprio in quella chiarezza risiedeva la sua forza.

Don Antonio parlava come viveva: senza filtri. Le sue omelie erano dirette, concrete, capaci di scuotere le coscienze più distratte. Non cercava di piacere a tutti, ma di arrivare al cuore delle persone, anche a costo di risultare “sopra le righe”. Eppure, dietro quella scorza forte, si nascondeva un uomo profondamente umano, attento ai bisogni reali della sua gente e delle sue parrocchie che negli anni ha servito intensamente e con dedizione.

Don Antonio aveva ricevuto l'ordinazione presbiterale il 4 luglio del 1976 a Pindaré-Mirim, nella diocesi di São Luís do Maranhão. Incardinato nella diocesi di Pisa dal 1978, era stato vicario parrocchiale del Duomo di Barga, parroco dell'oratorio di San Paolino in Renaio, di Sommocolonia, di San Pietro in Campo e infine dal 2007 al 2018 parroco di Fornaci di Barga – Loppia – Ponte all'Ania. Dal 2018 aveva continuato a prestare servizio in queste comunità del vicariato barghigiano sia a sostegno di don Giovanni Cartone che in aiuto alle comunità della montagna barghigiana. Luoghi che hanno occupato un posto speciale nel suo cuore come Renaio, dove riposerà nella terra del cimitero del piccolo borgo, per suo espresso desiderio.

Nel 2014 era anche divenuto canonico del Duomo di Barga. Quest'anno avrebbe festeggiato i 50 anni di sacerdozio e, come lui preannunciò in occasione della festa del quarantacinquesimo anno di sacerdozio, l’appuntamento a tutti sarebbe stato fissato per luglio sulla Pania della Croce, su quella montagna che per lui è sempre stata un luogo speciale. Ma il suo “Titolare” l’ha chiamato vicino a sé, in un posto ancora più elevato, il cielo.

Don Antonio amava la vita nelle sue forme più semplici e autentiche. Grande appassionato di buona tavola, non disdegnava i piaceri della cucina tradizionale, vissuti sempre come momenti di condivisione e fraternità. Sedersi a tavola con lui significava ascoltare racconti, ridere, magari ascoltando qualche barzelletta, discutere, sentirsi parte di una comunità viva.

C’era poi la montagna, la sua grande passione, come una sua seconda casa. Tra sentieri e silenzi Don Antonio trovava una dimensione che lo rigenerava. La montagna era per lui fatica e contemplazione, un luogo dove ritrovare sé stesso e, forse, anche quel dialogo più intimo con Dio che poi portava tra la sua gente.

Il suo modo di essere parroco ha lasciato un segno profondo: vicino alla gente: concreto, talvolta ruvido ma sempre sincero. Carattere forte quello di Don Antonio, anche ribelle rispetto agli schemi convenzionali, che lo portavano ad esprimere con franchezza e senza tanti giri di parole i suoi pensieri.

Ma anche per questo, soprattutto tra tanti giovani che sono passati sotto la sua guida, è sempre stato amato e ricordato con affetto. Non amava le formalità inutili, preferiva la sostanza e proprio per questo molti lo ricorderanno con affetto, anche quando le sue parole potevano sembrare dure.

Con la sua scomparsa se ne va una figura unica, difficile da incasellare, ma proprio per questo preziosa. Don Antonio lascia un vuoto che sarà difficile colmare, ma anche un’eredità fatta di autenticità, passione e coraggio.

Il suo ricordo continuerà a vivere nei sentieri che ha percorso e nei sentieri complessi dei cuori di chi ha conosciuto. Nei sorrisi condivisi attorno a una tavola e nelle parole, sempre vere, che non hanno mai smesso di interrogare e accompagnare la sua comunità.

L’unità Pastorale di Fornaci e l’unità pastorale di Barga invitano tutti a partecipare ai momenti di preghiera e raccoglimento in vista delle esequie di Don Antonio Pieraccini che si terranno giovedì mattina alle 11 nel Duomo di Barga, concelebrate dal vescovo di Pisa Mons. Saverio Cannistrà.

La salma  rimarrà esposta nella chiesa del Cristo Redentore a Fornaci da martedì 7 aprile dove, con la presenza del Cardinale Don Lorenzo Baldisseri, alle ore 17 verrà recitato il rosario ed alle 17,30 celebrata la Santa messa. Mercoledì 8 aprile alle ore 9 la Santa messa celebrata dal vescovo emerito Mons. Giovanni Paolo Benotto e alle 18,30 il rosario, alle 21 compieta. Giovedì 9 aprile alle 8 la salma sarà traslata nel Duomo di Barga dove alle ore 11 si terrà la santa messa concelebrata alla presenza del vescovo di Pisa Mons. Saverio Cannistrà. Che la terra sia lieve a Don Antonio.

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