"Per crescere un bambino serve un villaggio, dice un vecchio proverbio. Ed è proprio la consapevolezza di quanto sia necessaria una totale collaborazione tra comunità, istituzioni e famiglie, che ci ha portato in questi ultimi 10 anni a considerare l'ambito educativo e di cura un aspetto cruciale dell'azione amministrativa".
"Non sono certo risultati scontati – prosegue la nota – ma sono il frutto di quello che l'attività amministrativa dovrebbe sempre essere, ovvero: programmazione, progettazione e sguardo attento ai bisogni della comunità. Prima di tagliare il nastro di un nuovo nido è necessario aver investito risorse nella progettazione, aver trovato i soldi nei propri bilanci e contemporaneamente aver lavorato per accedere ai finanziamenti esterni. Un gioco di squadra verso un obiettivo e non "uno spreco" come qualcuno della minoranza ha avuto modo di dire sui soldi spesi nei progetti dei nuovi edifici scolastici, i cui cantieri - in fase di ultimazione - sono sotto gli occhi di tutti".
"L'accesso ai servizi d'infanzia è peraltro sostenuto dalla misura "Nidi gratis" della Regione Toscana, con contributi che arrivano perfino ad azzerare la retta per il 60% dei beneficiari. Ma non ci dobbiamo sentire arrivati: nella consapevolezza di aver seminato dei frutti importanti, molti sono ancora gli aspetti su cui prestare attenzione. Per esempio, la possibilità di inserire classi con orario fino alle 18.30, per venire incontro ai genitori che lavorano e non hanno una rete familiare di supporto. O ancora, pensare a un servizio su 12 mesi che garantisce attività estive e un accesso al servizio anche nel mese di agosto per le famiglie che non possono accedere ad un periodo di ferie dal lavoro".



