Una “tiratina d’orecchie” al presidente del consiglio di Capannori è quella che è arrivata dal prefetto, a detta dei rappresentanti dell’opposizione: dopo l’esposto presentato nel mese di maggio per la mancata convocazione del consiglio straordinario sulla revoca delle deleghe all’assessore Del Carlo, infatti, il prefetto ha imposto la convocazione del consiglio, affermando che al presidente del consiglio spetta la sola verifica formale che la richiesta provenga dal numero prescritto di consiglieri, senza poter sindacare in merito all’oggetto. Una decisione che ha dato ragione ai sospetti dell’opposizione, come sottolineato dal vicepresidente del consiglio Lido Moschini, dal momento che la prefettura ha fatto riferimento ai medesimi articolo 37.2 e 39.2 del testo unico degli enti locali citato anche dagli stessi consiglieri di opposizione.
“Siamo di fronte a dei dilettanti o a degli arroganti? Anche in questo fatto io vedo quell’arroganza che contraddistingue la maggioranza. Sì, il presidente del consiglio Menesini è stato bacchettato, ma a lui questo è scivolato addosso: ci ha rifiutato il consiglio volutamente e arbitrariamente, dicendo in riunione capigruppo che si sarebbe assunto la responsabilità della decisione della prefettura, ma non ne sarebbe stato scalfito più di tanto”, ha commentato il capogruppo di Capannori Cambia Paolo Rontani durante la conferenza stampa convocata dai partiti di opposizione per alcune considerazioni in merito alla questione; anche se, hanno riconosciuto i consiglieri, l’impatto sarebbe stato maggiore se non fossero trascorsi mesi dallo scoppiare della vicenda.
“La decisione da parte del presidente del consiglio di negare il consiglio comunale è l’apice di una serie di comportamenti riguardo mozioni, interrogazioni, prepotenze nei confronti dell’opposizione che confutano ogni dubbio: l’amministrazione è composta da un manipolo di arroganti al potere che pensano di gestire la cosa pubblica a loro piacimento, spesso anche calpestando le regole del gioco”, ha proseguito Matteo Petrini di Fratelli d’Italia.
Il consiglio comunale quindi si terrà, ma non soddisfano le modalità con cui questo è stato convocato: “Noi abbiamo protocollato la richiesta il 10 aprile, e abbiamo saputo ieri pomeriggio che è stato convocato per domani 30 luglio, dopo una prima convocazione per il 4 agosto, quando saremmo stati quasi tutti in ferie: solo due giorni di tempo per preparare un consiglio importante per la cittadinanza- ha spiegato infatti Petrini- Noi ci riserviamo di portare domani in consiglio persone che vogliono intervenire con fatti certi e irrefutabili, vediamo se Menesini avrà l’ardore di non farle parlare. E che non pensino di far mancare il numero legale: non lo accettiamo, noi richiederemo il consiglio finché non sarà svolto. Invitiamo anche il sindaco a non assentarsi”.
Anche per quanto riguarda l’orario di convocazione (17,30) non c’è soddisfazione: “Noi avevamo chiesto che fosse convocato per le 20,30 per ragioni climatiche e per consentire ai cittadini e agli oltre 700 votanti di Del Carlo di partecipare e ascoltare- ha ricordato Elisabetta Triggiani, capogruppo di Fratelli d’Italia- In consiglio noi respiriamo arroganza e mancanza di rispetto per ciò che noi rappresentiamo”.
“La maggioranza deve aver capito che ha gestito male la situazione sin dal principio: ha scoperto il fianco ritirando le deleghe a un amministratore dalla mattina alla sera senza spiegazioni, e poi ha rifiutato di convocare un consiglio in merito, con un modus operandi avulso alla consuetudine e alla normativa- ha affermato Matteo Scannerini, capogruppo di Forza Italia- Il consiglio straordinario è uno dei pochi strumenti che l’opposizione ha per esercitare il suo mandato ispettivo: questa è stata un’iniziativa dell’intera opposizione”.
“Dinanzi a un assessore nominato in virtù di un mandato elettorale di oltre 700 cittadini che è stato defenestrato, con un grave vulnus al principio della rappresentatività delegata, ci siamo sentiti in dovere di fare chiarezza- ha aggiunto il capogruppo di Noi Moderati Domenico Caruso- Il consiglio non è mai da considerarsi come tempo perso o come una cosa astratta o inutile. Questa è una vicenda emblematica del contesto entro cui ci troviamo a operare: spesso abbiamo la documentazione per i consigli pochi giorni prima, e dobbiamo fare salti mortali per studiare atti complessi, che richiedono impegno, studio e dedizione, perché prendiamo il nostro ruolo seriamente. Spesso non siamo messi nelle condizioni di esercitare il nostro ruolo, ma ci riusciamo per il nostro impegno personale. Mi auguro che il consiglio possa svolgersi, e che ci sia un dibattito franco che illustri le reali ragioni di quest’avvicendamento all’urbanistica: lo dobbiamo ai cittadini”.
“È importante far emergere quanto accade in consiglio: è difficile rapportarci in un clima dove non sempre le nostre richieste sono accolte e capite. Invitiamo chi può a partecipare al consiglio per avere risposte e rendersi conto di cosa veramente vi accade, e in che ambiente dobbiamo lavorare e dar voce a quella parte di cittadini che ci ha votato”, ha concluso Eleonora Vaselli di Fratelli d’Italia.



