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Scritto da Redazione
Piana
08 Febbraio 2023

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Ancora una volta la scuola è protagonista, a Porcari, delle riflessioni civiche intorno al Giorno del ricordo, ricorrenza nazionale istituita nel 2004 e celebrata, da allora, ogni 10 febbraio.

Nei prossimi giorni, infatti, il professor Stefano Bucciarelli dell'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea di Lucca condividerà con gli studenti e le studentesse della scuola media Enrico Pea un approfondimento sulla questione adriatica, sul massacro delle foibe e sull'esodo di istriani, fiumani e giuliano-dalmati nel secondo dopoguerra.

Un incontro patrocinato dal Comune e organizzato con la collaborazione dell'Istituto comprensivo di Porcari, a conferma della centralità che l'amministrazione riconosce alle politiche educative nei processi di formazione della coscienza civile e della consapevolezza del passato.

"Come già accaduto per la Giornata della memoria, occasione in cui in tutto il mondo si onorano le vite delle persone morte nei campi nazisti, anche per affrontare il Giorno del ricordo abbiamo voluto affidarci alla competenza storica dell'Isrec. Conoscere i fatti – commentano il sindaco, Leonardo Fornaciari, e l'assessora alla cultura e alla scuola Eleonora Lamandini – è il primo passo per maturare una coscienza critica e opporre un convinto no a ogni estremismo o fanatismo".

Dai banchi di scuola la memoria arriva con semplicità ed efficacia anche nelle famiglie. Per questo è in corso di definizione un programma che estenda il lavoro sui capitoli più neri della Seconda guerra mondiale a tutto l'anno scolastico. In questo modo, già dal prossimo anno, gli studenti da attenti ascoltatori si faranno essi stessi ambasciatori di memoria, con progetti creativi che nel tempo che unisce il 27 gennaio al 10 febbraio coinvolgeranno pubblico esterno.

"Un percorso – aggiungono Fornaciari e Lamandini – che potrà contare sulla collaborazione dell'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea, che ringraziamo. La storia delle foibe e dell'esodo degli italiani del confine orientale ha infatti a lungo sofferto di un vuoto di memoria. Oggi, grazie a una decisione del Parlamento, le nuove generazioni possono sanare questa ferita con l'esercizio del ricordo e con lo sguardo rivolto verso un'Europa che sappia essere casa comune di tutti i popoli, senza divisioni nazionaliste, odio razziali o tentativi di barbare pulizie etniche. L'Europa è fratellanza, pace e diversità, ma il cammino da compiere è ancora lungo e richiede quotidiano lavoro".

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