Pubblico delle grandi occasioni al polo culturale Artèmisia, sabato scorso, per la presentazione del libro 'Il Mattaccio è la nostra utopia'- Storie di luoghi di autorganizzazione tra Capannori e Lucca (1981-2012)- di Lorenzo Orsi, edito da Maria Pacini Fazzi.
La presentazione del libro di Lorenzo Orsi, moderata da Francesca Fazzi, risultato di una ricerca di Dottorato che ha visto collaborare proficuamente Comune di Capannori e Università di Pisa, si è aperta con un intervento del sindaco Giordano Del Chiaro che ha invitato a parlare i due sindaci che lo hanno preceduto, Giorgio Del Ghingaro con cui il Mattaccio è diventato il polo culturale Artèmisia e Luca Menesini con cui è partito il percorso della tesi di dottorato di Lorenzo Orsi. Successivamente sono intervenuti Alberto Mario Banti, professore ordinario di Storia Contemporanea dell'Università di Pisa, Umberto Conti del Centro Culturale di Tassignano e l'autore.
"La grande partecipazione a questo evento dimostra come l'esperienza del Mattaccio sia stata importante per la nostra comunità ed abbia coinvolto tante persone - ha detto il sindaco Giordano Del Chiaro-.- Ringrazio Lorenzo Orsi per il bel lavoro realizzato, uno studio approfondito e appassionato di un pezzo di storia locale che, come dimostra il libro stesso, non è mai soltanto locale. Il Mattaccio è stato un luogo di comunità e di sviluppo culturale grazie anche alla nascita del Centro Culturale di Tassignano nato dal basso che ha coinvolto varie generazioni in un momento storico in cui le istituzioni si occupavano meno di cultura. In un territorio ci sono dei luoghi che raccontano più di quanto si possa immaginare, storie d’identità, di passione, di lotta per un mondo migliore. A Capannori, quel luogo, è il Mattaccio oggi divenuto un polo culturale punto di riferimento non solo per Capannori, ma anche per la Piana".
Il libro di Orsi, si pone l’obiettivo interpretativo di intrecciare in un’unica trama la dimensione locale di una periferia Toscana alle dinamiche nazionali fra i decenni Sessanta e Duemila, ricostruendo in modo metodologicamente avvertito la storia di luoghi – fisici e culturali – che hanno segnato le vicende del «movimento» nella provincia di Lucca di quel periodo. Tra questi occupa uno spazio preponderante il 'Mattaccio' di Tassignano. Oltre alla stampa, e accanto a vario materiale d’archivio, altra fondamentale fonte utilizzata dall’autore è la testimonianza orale: spesso ampiamente riprodotte, le fonti orali costituiscono lo strumento attraverso cui il passato riemerge, portando con sé gioie e dolori di un’epoca solo apparentemente conclusa.



