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Scritto da mauro celli
Piana
13 Novembre 2024

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Una folla vibrante ha preso parte ieri sera all’incontro voluto dai Comitati della Piana e dai componenti dell’opposizione di Porcari, sul tema del nuovo impianto per lo smaltimento e riciclo dei pannolini che dovrebbe sorgere a Salanetti, nell’area industriale sul territorio di Capannori al confine proprio con Porcari.

A fare gli onori di casa all’auditorium Da Massa Carrara nel ex complesso scolastico Cavanis, la consigliere comunale Barbara Pisani e Liano Picchi, coordinatore dei Comitati. Presenti anche gli altri consiglieri di opposizione, Della Nina e Giannoni, il sindaco Leonardo Fornaciari – a cui è necessario riconoscere il merito di non essersi nascosto, disertando un incontro che avrebbe potuto registrare contestazioni nei suoi confronti (come in parte è stato) – i consiglieri regionali Vittorio Fantozzi e Massimiliano Baldini, la consigliere di Capannori Elisabetta Triggiani.

Una serata che ha riaffermato la crescente preoccupazione della popolazione per un impianto contestato e che potrebbe far crescere in maniera esponenziale l’inquinamento in una piana di Lucca, già satura. E’ proprio Barbara Pisani ad aprire la serata facendo un excursus di come siamo arrivati ad un passo dalla realizzazione di questo impianto, nel territorio di Capannori ma a pochi metri da Porcari in centro abitato. Un argomentoquesto, la vicinanza alle abitazioni, su cui fa leva il comitato e tutti coloro che si oppongono a questa edificazione. Potrebbe essere proprio questo, il cavillo tecnico/burocratico che potrebbe bloccare il progetto, obiezioni su cui fa leva il ricorso presentato a Tar. Da qui la lettera sottoscritta da numerosi dei presenti e da un gran numero di residenti, al sindaco Fornaciari affinché il piano regolatore del comune, comprenda definitivamente l’area di confine, in zona urbana, impedendo di fatto – in base alle disposizioni in materia della legge regionale - la realizzazione di questo impianto tanto contestato.

Proprio su questo punto è intervenuto il sindaco Fornaciari, protagonista con Riccardo Giannoni di un vibrante botta e risposta, perché proprio la minoranza accusa sindaco e giunta, di non aver ancora, a distanza di mesi, presi i necessari provvedimenti per la definizione dell’area urbana al confine con Salanetti. “Se qualcuno pensa l’amministrazione da me guidata sia favorevole l’impianto, si sbaglia - ha detto Fornaciari visibilmente infastidito – vorrei ricordare che proprio la nostra amministrazione ha presentato un ricorso al Presidente della Repubblica contro la decisione di non sottoporre l’impianto alla valutazione di impatto ambientale. La ridefinizione della zona urbana del nostro territorio comunale, è stata affidata ad un tecnico che consegnerà la sua relazione entro la fine del mese, solo allora potremmo prendere provvedimenti”.

Quindi Liano Picchi a nome dei comitati, è andato giù duro contro tutto e tutti. “Una realizzazione carica di menzogne, sotterfugi e misteri – ha chiosato Picchi – ci vogliono fare credere che questa sia la Panacea per il ciclo dei rifiuti, ma mentono. Chi vuole questo impianto crede di rivolgersi ad una cittadinanza di cretini. L’impianto dei pannolini ha già un suo precedente, a Treviso è stato una catastrofe ed oggi viene smantellato, visto che il 70% del recupero dovrà essere incenerito ed il 30% produrrà materiale di bassissima qualità che nessuno vuole. I costi sono lievitati a dismisura – ha proseguito Picchi – prima 10, poi 15 ora siamo arrivati quasi a 20 milioni di euro, chi li pagherà, visto che la Regione ha già dichiarato di non aver previsto alcuno stanziamento. Come sempre sulle spalle dei cittadini. Anche il nuovo sindaco di Capannori Giordano Del Chiaro – ha proseguito Picchi - ha cambiato improvvisamente la sua visione del progetto. Prima da presidente di Lega Ambiente puntava l’indice su Salanetti, una zona a grande rischio idraulico, satura che non si sarebbe potuta toccare. Oggi da sindaco è diventato tutto possibile”.

Comitati e cittadini non allenteranno la morsa, altre manifestazioni verranno organizzate fino ad arrivare alla resistenza passiva, evocata da Picchi, contro un impianto di cui non si capisce l’ostilità a proseguire di numerosi amministratori locali. “Siamo pronti a mettere le tende a Salanetti per impedire la sua costruzione” è stato detto e c’è da crederci, nessuno è disposto a mollare.

Foto Ciprian Gheorghita

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