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Scritto da Redazione
Piana
16 Agosto 2020

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Il 16 agosto 1944, alcuni cittadini di Lunata organizzatori di un gruppo di resistenza, fra cui il parroco don Angelo Unti e il vice parroco don Giorgio Bigongiari, furono arrestati dai nazisti e poi uccisi. Questa mattina (16 agosto) per ricordare i “Martiri Lunatesi” nel 76° anniversario dell'arresto, l’amministrazione Menesini ha deposto una corona al monumento che si trova nel piazzale della chiesa del paese. Erano presenti la consigliera comunale Silvana Pisani, il parroco don Franco Cerri, la presidente dei donatori di sangue ‘Fratres’ di Lunata, Lara Pacini e rappresentanti del gruppo di Capannori dell’Associazione nazionale alpini e cittadini. Alla cerimonia ha partecipato anche Pier Luigi Frisini, figlio di Lida Basso Frisini originaria di Lunata alla quale è stata conferita la massima onorificenza di ‘Giusta tra le Nazioni’ per aver dato soccorso ad una intera  famiglia di ebrei in fuga dalla Francia. Una vicenda raccontata da Frisini nel libro ‘Andava fatto-. La Giusta Lida Basso Frisini-.

“Quella dei Martiri Lunatesi è una pagina tragica nella storia di Lunata e di tutto il nostro territorio – dichiara la consigliera Silvana Pisani- di cui va tenuta viva la memoria, affinché vicende come questa non si ripetano mai più. Come amministrazione comunale stiamo da tempo portando avanti il progetto 'Via della Memoria' rivolto a tutta la popolazione e in particolar modo agli studenti, essendo fondamentale il coinvolgimento delle nuove generazioni, perché non vada perso il ricordo degli eventi storici che si svolsero in vari luoghi sul nostro territorio durante la seconda guerra mondiale. Ricordare è doveroso nei confronti di chi ha perso la vita per affermare i valori della libertà e della democrazia”.
 
La mattina del 16 agosto 1944 i soldati tedeschi arrestarono il parroco di Lunata, don Angelo Unti, il vice parroco don Giorgio Bigongiari e altri giovani nove paesani. I lunatesi furono condotti a Nozzano Castello e rinchiusi nella scuola elementare, trasformata in carcere dagli uomini della 16° Divisione “Reichsführer-SS”, la stessa responsabile quattro giorni prima della strage di Sant'Anna di Stazzema. Nei giorni seguenti altri tre uomini e una donna di Lunata furono condotti a Nozzano. I lunatesi furono sottoposti a interrogatori e torture poi il 29 agosto dieci di loro furono portati e fucilati a Filettole, mentre altri furono trasferiti a Lucca e poi nel carcere del Castello Malaspina a Massa, dove il 10 settembre, nel corso della strage delle Fosse del Frigido venne ucciso don Giorgio Bigongiari. Solo tre dei lunatesi rastrellati riuscirono a salvarsi. In memoria dei “Martiri Lunatesi” sul piazzale della chiesa si trova un monumento con questa epigrafe: “Vittime dell’odio, essi invocano amore. Travolti dal turbine della guerra, essi chiedono pace”.

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