Anno XI 
Venerdì 10 Aprile 2026

Scritto da Redazione
Politica
16 Giugno 2025

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"È sempre più imbarazzante e inutile il balletto del sindaco di Lucca sul passaggio da Geal a Gaia, mentre quasi metà dei dividendi se ne va al socio privato. La società pubblica Gaia infatti si dice pronta a gestire la transizione, con l'ingresso del Comune di Lucca nel proprio capitale, acquisendo la totalità delle quote relative alla società lucchese Geal. Nel frattempo però il Comune di Lucca punta i piedi cercando con i ricorsi di rallentare il processo, invece di gestirlo in modo appropriato, contrattando le migliori condizioni per la città".

A dirlo è il capogruppo di Lucca Futura, Gabriele Olivati. "La destra lucchese, come suo solito, utilizza i fumi della propaganda per manipolare l'opinione pubblica - spiega -. Da mesi tiene banco la presunta lotta del sindaco Pardini per salvare l'acqua pubblica dei lucchesi da cosiddette grinfie fiorentine o di altri comuni. I dati, però, dicono ben altro: moltissimi soldi provenienti dalle tariffe dei lucchesi se ne vanno a Roma.

È infatti notizia di un mese fa che l'assemblea degli azionisti, oltre ad approvare il nuovo consiglio di amministrazione presieduto dal leghista Riccardo Maria Cavirani, ha deciso di elargire dividendi per 1.154.200 euro ai soci. I dividendi altro non sono che il frutto dei ricavi ottenuti da Geal, in gran parte grazie alle bollette pagate dagli utenti. Peccato che nella suddivisione degli utili quasi la metà se ne vada al socio privato: il 48% di GEAL è posseduto da ACEA, una società quotata in borsa. Il capitale di quest'ultima, secondo dati Consob aggiornati al 31 dicembre 2024, è detenuto per il 51% dal Comune di Roma, per il 23,33 dalla multinazionale francese SUEZ SA, per il 5,45% da Francesco Gaetano Caltagirone". 

"In sostanza - conclude il consigliere - per la destra lucchese, la via per lottare contro Firenze consiste nel continuare a dare (tanti) soldi a Roma. Entrare in Gaia, una società interamente pubblica, consentirebbe invece di mantenere le tariffe attuali con un apposito bacino tariffario, mentre l'utile rimarrebbe interamente sul territorio. Un guadagno netto. La destra non offre niente in cambio, tranne la perdita di centinaia di migliaia di euro annui, provenienti dalle tasche dei lucchesi, verso una società multiutility quotata in borsa. È questo, il grande guadagno che Lucca avrebbe dall'approccio di Mario Pardini?".

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