Anno XI 
Lunedì 27 Luglio 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
06 Febbraio 2025

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Per la mia generazione la politica era idea, o forse ideologia. Oggi, sgombriamo il campo da dubbi, ci è chiaro che politica è occupare i posti, sistemare nei centri di potere chi ci darà lavoro, ancorché sia il più inutile possibile. Tanto per far esempi, assistendo alle accuse del PD per i soldi buttati in Albania, non so come definire le prebende a volontari e associazioni incaricate di sistemare immigrati ripescati in mare e nomadi, per assicurargli una vita a mezzo fra il clochard e il baraccato.
Questo è il dramma dell’opposizione: se non governa addio poltrone per garantire trattamenti di favore a chi ringrazia col voto proprio e della famiglia.
Non escludo che ciò possa avvenire anche con gli attuali governanti, ma intanto son nuovi, e fino a poco più di due anni orsono hanno per lo più solo assistito alla pratica perversa e astuta di cui chi governava, con o senza mandato elettorale, grazie a una Costituzione che – forse – tanto perfetta non era. 
Orbene, considerato che i ricchi son meno dei poveri, era ovvio che in un confronto democratico le istanze di sinistra avessero buon gioco: è accaduto in tutta Europa nel 2° dopoguerra, con la crescita delle social-democrazie. E del resto il fascismo è nato con una sua anima sociale e socialista, come il nazismo.
Purtroppo giunta al potere anche la sinistra si è fatta contagiare dalla prima patologia da potere: l’amore dello stesso, ovvero della poltrona. È anche per questo che sono implosi Unione Sovietica e stati satelliti.
E il potere dà soldi, come i soldi danno potere.
Una volta vi erano davvero due mondi e due modi di concepire la società. Chi voleva il libero mercato, e chi l’economia diretta dal centro di potere politico. Oggi tutto si è ridotto al tentativo di perpetuare il proprio restare in sella, giocando sulla limitata memoria dell’elettore. Sperando che questi, nell’udirlo accusare la maggioranza, non sia colpito come Saulo sulla via di Damasco e esclami: “Ma se lo facevi pure tu fino a due anni fa!?”
L’importante è accusare, tanto il livello medio del pubblico non pagante è così scarso che se le beve tutte, a meno che non ci sia chi faccia il controcanto e illumini “The Dark Side of the Moon”. In questo, solo in questo, i talk shows tanto di moda hanno la loro utilità. Al di là delle interminabili discussioni basate su apodittiche affermazioni, almeno ci si accorge che la lamentazione contro un provvedimento governativo sovente promani da chi faceva la stessa cosa, e magari peggio.
Un esempio ci viene dall’arte. Non fecero dipingere la Cappella Sistina ad un quisque de cuius imbrattatele, ma a Michelangelo, il top del tempo.
Pochi anni fa, invece, Calatrava, potè realizzare a Venezia un ponte trasparente, coi gradini, alla faccia delle barriere architettoniche. Dopo ch’è stato pagato ci si è accorti che il progetto dovesse essere modificato.
Naturalmente la politica clientelare è fondamentale nella captatio benevolentiae. Ci serve garantirci i voti di una pletora di semi-disoccupati spesso incapaci d’inventarsi un lavoro utile o di vincere un concorso pubblico? Facciamo entrare in Italia immigranti a go-go e assistiamo i nomadi: ciò che conta non è aiutare questi poveri derelitti, cui vanno le briciole. Interessa solo assicurarsi i voti della pletora di cui sopra, che senza tali emergenze create ad arte non saprebbe come sbarcare il lunario. 
Ce lo ha dimostrato il buon Buzzi, della “Mafia Capitale che mafia non era”, e lo ribadisce il buon ex-sindaco PD di Poggioreale, Antonio Salvati, che c’informa che coi migranti si fa la grana.
Si creano problemi collaterali? Fa nulla, li dovrà risolvere qualcuno dopo, magari con altre stupidaggini, volte a garantire sempre il posto di lavoro inutile alla predetta pletora. Intanto chi ha governato ha avuto poltrona, potere, e possibilità di sistemare su altri scranni parenti, amichetti, devoti, che assicureranno voti e sostegno, in un circuito senza fine.
Quindi, tutto qui il dramma dell’opposizione, e comprensibile la sua arrabbiatura che supera, francamente, quanto visto in passato.
È feroce irritazione da perdita della possibilità di sistemare le cose perché si perpetui il proprio potere. 
Non son in grado di dire se gli attuali governanti sian meglio dei passati, ma sicuramente la Presidente non è ricattabile, non organizza festicciole di ragazzine di facili costumi a casa sua, e non chiede leggi per garantire i propri affari. E cerca di fare il bene dell’Italia, anche se metà circa di questa vorrebbe il proprio male futuro, in cambio del proprio bene immediato.

  

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